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Stefania Caramanna, quando una scultura diventa gioiello

A chi ancora crede che in fatto di gioielli zoomorfi non ci sia più niente da dire, Stefania Caramanna, ideatrice ed anima della “CARAMANNA GIOIELLI”, nel salotto buono di Napoli mette in vetrina deliziose sculture in oro, bronzo e argento di creature a cui regala una originalità ed una tenerezza che in natura non sempre sono riscontrabili.

Tra porcospini, rane, pesci, api, anaconde, civette e gufi da poco è entrata ancora una new entry: il pavone, scelto per la bellezza, per la vanità e perché in più di una civiltà è simbolo dell’universo, ma anche del lusso, dell’onniscienza, della buona sorte e della vita felice. In poche parole, una scelta perfetta per chi è in cerca di qualcosa di singolare e quanto mai allegorico.


Ma l’artista, terza generazione di una di quelle famiglie che hanno contribuito a fare storia nel mondo della gioielleria partenopea, ama sperimentare materie e forme, accostamenti e colori per cui la sua ricerca si allarga sempre a nuovi risultati attraverso le antiche tecniche artigianali che si passano di padre in figlio.

Anche la linea TENTACOLI è nata così. Filamenti in lega di bronzo e argento che imbrigliano grandi perle dai contorni morbidi e dalle tonalità calde. Pezzi veramente unici che si lasciano guidare dalle forme irregolari di queste gemme del mare. Per chi desidera indossare un gioiello che sia in sintonia con il proprio umore o con il proprio temperamento Stefania si è messa alla prova con la linea CROMIE, anelli componibili in oro, argento e pietre preziose, accoppiabili agli orecchini della stessa collezione.

In questa il metallo lo presenta martellato per un più originale contrasto con lo scintillio delle pietre, una particolarità che sposa la lavorazione delle gemme – zaffiri multicolor, topazi, ametiste, peridoti e brillanti -, tutte tagliate a mano come era in uso nei secoli passati, e tutte diverse l’una dall’altra, anche nelle dimensioni. Non mancano l’oro e i diamanti, che entrano nel gioco dei gioielli Caramanna tutte le volte che si vuole aggiungere altra nobiltà alle sue sculture à porter.


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