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Staurino la complicità di un gioiello

Poi all’improvviso la luce si fa forte, accecante. È un’esplosione di lunga durata che l’occhio non riesce a sostenere. Il calore è violento e le rocce si sgretolano in una miriade di minutissimi granelli che sembrano galleggiare nell’aria, sollevati da un vento vorticoso. È la nascita di una nuova stella, la più lucente, la più cocente. Si leva lenta come una regina tra vapori e tormente di sabbia. Il suo fuoco ipnotizza.

È Mirage, un pendente aggressivo i cui raggi irregolari cadono sulla terra come saette. Porta in sé i caldi colori di un deserto al tramonto, una bellezza universale di cui non si ha memoria. Diamanti brown e zaffiri gialli sono montati su oro rosa per incastonare nel mezzo un ciclopico quarzo citrino. È uno dei mostri sacri che costellano l’alta gioielleria prodotta dai fratelli Davide e Stefano Staurino, la quarta generazione di una famiglia che continua a sbalordire e ad incantare con creazioni spettacolari. In ogni loro gioiello è visibile tutto il peso di un background lungo un secolo, cento e più anni di tradizione valenzana espressa attraverso una evoluzione sorprendentemente estrosa.

Next classic, Pretty Princess, Rose di Francia, Diva, Magic Snake, Spaghetti, Gothika, Mistral, Renaissance… canti muti dove la melodia delle voci si diffonde attraverso il bagliore di cascate di diamanti e di pietre preziose dai colori indescrivibili. Qui la inestimabile rarità della materia è quasi umiliata dalle capricciose tessiture, dagli incastri armoniosi ed eccentrici che si completano con singolari giochi di catene dalle maglie ora minute ora importanti in cui i diamanti, senza timore di sconfitte, alle volte si prestano ad un raffinato gioco in cui si fanno dettaglio, segno, espressione di pregiate unicité.


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