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Stati Generali del Commercio con l’estero, Guido Damiani in rappresentaznza del comparto orafo

Guido Damiani, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Damiani

È la competitività fra le imprese l’anima dello sviluppo sostenuto però da precise regole di mercato. Se ne discute a Roma il 28 e 29 ottobre 2011 agli Stati Generali del Commercio con l’estero. Una due giorni in cui saranno presenti sette associazioni di categoria dove gli imprenditori avranno occasione di presentare le loro proposte di rilancio del Made in Italy. Tra gli imprenditori chiamati dal governo, in rappresentanza per il settore orafo Guido Damiani, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Damiani che al governo ha prima di tutto chiesto di lavorare al fine di ottenere  la reciprocità dei  dazi con i  principali mercati extra UE (in particolare la Cina).

“Sono qui come rappresentante del maggiore gruppo di gioielleria in Italia e di una delle poche realtà del lusso interamente Made in Italy che ha conservato intatta la sua tradizione e la sua filosofia. Le nostre ambizioni sono importanti e abbiamo a cuore la nostra espansione all’estero. Oggi siamo presenti nei principali paesi del mondo con sedi internazionali e una rete distributiva ampia e organizzata. Apriremo a breve la prima boutique Damiani a New Delhi in India e ad altri 3 negozi  in Cina, dove siamo già presenti con 5 boutique. Il settore orafo italiano è fortemente orientato all’esportazione (75% della produzione) e fino alla fine degli anni ’90 deteneva la leadership mondiale sia nella produzione che nell’esportazione di gioielli. Ma purtroppo, tra il 2000 e il 2010 la quota di esportazione di gioielleria italiana nel mondo è passata dal 35% al 12-13% sul totale di esportazioni settore orafo, lasciando il primato all’India. Fra le cause, ci sono il passaggio all’euro, la crescita quantitativa e qualitativa dei paesi emergenti come produttori ed esportatori, il rafforzamento del protezionismo extra UE e la concorrenza sleale. La realtà del protezionismo (vedi tabella) è sconfortante.

Per il settore orafo, questo protezionismo preclude la vendita diretta di gioielli italiani a una percentuale altissima di consumatori nel mondo (si ipotizza il 60% dei consumatori del lusso) e alimenta lo sviluppo di canali paralleli illegali. Chiediamo  al Governo Italiano di trattare la reciprocità dei dazi con i principali mercati extra UE. Se il Governo potrà darci questi aiuti concreti e se sapremo comunicare che l’Italia resta l’unico posto dove si realizzano prodotti di qualità superiore,  solo allora potremo rilanciare seriamente la nostra economia e risultare vincenti.”

Oggi 28 ottobre e dopo domani, Carlo Longagnani, dirigente del Gruppo Damiani, parteciperà ai lavori e in particolare a una delle sei tavole tematiche (“Abbigliamento e Sistema Persona”), le cui proposte saranno raccolte in un documento conclusivo, che sarà il manifesto per il rilancio del settore.


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