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Stabile il mercato delle aste, all’incanto va meglio il gioiello

La classifica stilata da ArtEconomy24 analizza l’andamento di 20 maison attive in Italia: a International Art Sale il primo posto per incremento grazie alle vendite di preziosi


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Un’asta di gioielli da Sotheby’s, terza nella classifica delle case d’asta italiane stilata da ArtEconomy24

Aste italiane in lieve calo, ma il gioiello battuto all’incanto tiene bene e in alcuni casi è il traino della crescita. Secondo la classifica stilata da ArtEconomy24 e pubblicata su Il Sole 24 ore di sabato, che ha monitorato 20 case d’asta, il 2018 ha chiuso, in generale, con un piccolo balzo all’indietro: rispetto al 2017, quando il fatturato era stato di 264,8 milioni, l’anno appena concluso si è attestato intorno ai 256,4 milioni di euro. In termini assoluti, sul podio si posizionano Il Ponte, protagonista a novembre di una importante vendita, Pandolfini (che si occupa soprattutto di gioielli, la voce più importante dell’anno con un totale di 7,1 milioni di euro) e Sotheby’s; sesto posto per Bolaffi, che a ottobre ha messo all’incanto oltre 500 lotti; in calo (-32%) Maison Bibelot, che a novembre ha lanciato la prima asta a tempo interamente dedicata ai gioielli, suo punto di forza insieme all’antiquariato e all’arte moderna e contemporanea; il primo posto per incremento, segnala ArtEconomy24, va a International Art Sale, che ha quasi raddoppiato l’aggiudicato con i gioielli, con 4,8 milioni di euro (+95%).

I preziosi si collocano dunque al secondo posto per interesse, subito dopo l’arte italiana: secondo l’analisi, gli amanti italiani dei gioielli di famiglia sono influenzati dal gusto attuale e dalle mode, mentre i collezionisti europei si lasciano orientare dalla qualità e dalla rarità dell’oggetto. Sono infatti soprattutto gli stranieri ad acquistare, pur nelle limitazioni imposte dalla legislazione italiana. “Le nostre aziende soffrono rispetto ai competitor europei – ha detto al Sole 24 Ore Pietro De Bernardi, ad di Pandolfini – non tanto per le dimensioni e la professionalità, quanto per la normativa italiana più stringente”.

A livello globale, le aste di gioielli vanno meglio rispetto all’andamento generale, con una equilibrata ripartizione dell’attività tra America, Europa e Asia. Come riportato dal Giornale dell’Arte, il mercato è in lieve flessione: Christie’s nel 2018 ha raccolto 492,3 milioni di dollari (contro i 556 del 2017), mentre Sotheby’s è passato dai 441 del 2017 ai 403 del 2018.


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Pendente con diamanti, con perla naturale appartenente alla collezione “Royal Jewels from the Bourbon Parma Family”

Tra gli highlights dell’anno, la vendita, da Christie’s Ginevra, del diamante rosa da 19 carati di proprietà della famiglia Oppenheimer, aggiudicata per 44,4 milioni da Harry Winston a novembre. Nello stesso mese, Sotheby’s ha raccolto un totale di 99,3 milioni con l’89,5% di lotti venduti: la collezione “Royal Jewels from the Bourbon Parma Family” ha battuto il record nella categoria gioielli reali con 53,5 milioni di franchi (53,1 milioni di dollari), più di sette volte l’alta stima pre-vendita di 7 milioni di franchi (7 milioni di dollari).

 


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