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Speciale Piemonte. La filiera orafa, le associazioni, la formazione

Una cittadina di 20mila abitanti ed un’altissima concentrazione, tra loro, di orafi. Circa 1000 imprese del comparto gioielleria per 6900 addetti a pieno ritmo tra produzione e commercio, per una media di 5,4 addetti a impresa incluso il titolare. Una prevalenza di piccole aziende, dunque, che si caratterizzano per lavorazione dell’oro, completezza della filiera e attenzione al design.

In generale, come negli altri distretti, anche Valenza ha vissuto un primo semestre 2010 positivo, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Su base nazionale, infatti, l’esportazione della gioielleria è cresciuta in valore del 23%. Restano forti, come mercati d’arrivo, la Cina, Hong Kong, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia. Numerose le federazioni che operano sul territorio il cui impegno si unisce a quello profuso dall’Associazione Orafa Valenzana, fondata nel 1945 e che attualmente riunisce 500 aziende. Ciascuna sigla si sta muovendo secondo i propri obiettivi, ma ciò che emerge dalle parole dei rispettivi responsabili è la volontà unanime di fare sistema.

«Negli ultimi dieci anni il nostro obiettivo è stato quello di creare una sinergia concreta tra tutti i rappresentanti del comparto – commenta Luciano Ponticello, vicepresidente nazionale degli orafi di Cna e coordinatore Cna di Valenza, che in campo orafo conta circa 300 dei 450 associati totali – così siamo riusciti ad avere maggiore credibilità nei confronti degli enti pubblici. Così è stato per tutti i progetti: la ricerca portata avanti con il prof. Paolo Perulli dell’Università del Piemonte Orientale, la creazione del consorzio del Marchio Di Valenza, i dibattiti sviluppati sul contratto di lavoro. Non possiamo costringere le persone ad acquistare i nostri prodotti, ma possiamo farli interessare. Come? Certamente con l’innovazione, e non solo tecnologico, ma soprattutto formale, creativa. E rispetto a questo obiettivo l’offerta formativa va ampliata e resa di nuovo attraente: un tempo le nostre scuole erano frequentate da giovani di tutto il mondo».

«Da decenni l’attività locale di Confartigianato – spiega Giovanni Giacometti, presidente degli artigiani di Valenzapromuove assistenza alle imprese e presta particolare attenzione soprattutto ai profili fiscali e a quelli sulla registrazione dei marchi e la punzonatura degli oggetti. Attualmente stiamo lavorando a convenzioni che riguardano ditte fornitrici delle imprese orafe: l’obiettivo è cercare di diminuire il costo delle attrezzature e delle macchine ad alta tecnologia necessarie al superamento della incerta situazione economica».

«Sebbene mi sia insediato da poco – ha dichiarato Aldo Ramerini, imprenditore orafo titolare dell’azienda “I Titoli”, eletto a metà luglio presidente di Unionorafi Confapi Alessandria, che conta 108 imprese associate sul territorio – ho già le idee chiare. Di là dai progetti che stiamo cercando di portare avanti con la presidenza nazionale di Unionorafi e dall’attenzione che vogliamo prestare agli aspetti giuridico-legali del nostro lavoro, ci muoveremo a favore del consolidamento del marchio Di Valenza, per dare garanzia di provenienza a chi acquista un nostro gioiello».

Barberis: «L’orgoglio di riospitare Damiani a Valenza Gioielli»

«L’edizione 2010 di Valenza Gioielli si preannuncia speciale: tutti i grandi marchi hanno riconfermato la loro presenza e possiamo contare su qualche ritorno importante – spiega Francesco Barberis, presidente di Valenza Expo Events -: il riferimento, ovviamente, è a Damiani. Rilevante per la fiera, in concreto, è stata la sinergia con Ferrari e con Federdettaglianti, i cui “effetti” saranno visibili nell’edizione di ottobre. La fiera valenzana si conferma come il riferimento del gioiello di alta qualità».


L’offerta formativa: il liceo artistico “Benvenuto Cellini”, il for.al e il politecnico di Torino

A Valenza è una istituzione, molti degli orafi che oggi hanno raggiunto posizioni di prestigio nel comparto si sono formati qui: è l’istituto Benvenuto Cellini, considerata la prima scuola in Italia dedicata alla formazione di settore. Da oltre mezzo secolo (dal 1950) forma orafi provenienti non solo da tutta la penisola, ma anche dall’estero. Non esiste in nessun altro istituto scolastico la sezione pietre dure e gemme: basti pensare che l’80% delle taglierie attualmente presenti a Valenza sono gestite da ex allievi dell’Istituto d’arte.

Oggi è diventato liceo artistico e vuole ancora soddisfare le richieste del mondo produttivo: per questo stringe anche collaborazioni con realtà esterne. I ragazzi del terzo anno, infatti, quest’anno svolgeranno 100 ore di stage in azienda. Il vecchio ordinamento, che prevedeva quattro sezioni (Arte dei metalli e dell’oreficeria; Arte delle pietre dure e delle gemme; Indirizzo sperimentale analisi gemmologiche; Corso serale progetto P.O.L.I.S.) è ad esaurimento classi. Attualmente le sezioni sono due: Design e Arti figurative.

Il panorama formativo è completato da FOR.AL., Consorzio per la Formazione Professionale nell’Alessandrino, che dal 1972 è impegnato, nella sua sede di Valenza, nella formazione dei futuri orafi ed è caratterizzato da una forte attenzione alla tecnologia e alla progettazione cad, oltre che alla lavorazione classica. Come formazione post laurea, invece, la sezione distaccata di Alessandria del Politecnico di Torino organizza master che si prefiggono di dotare il distretto di nuove professionalità. Per il 2010, a breve partirà il master di I livello in Ingegneria del Gioiello.



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