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Speciale Nord: Veneto, Piemonte e Lombardia

Associazioni di categoria, consorzi, fondazioni. È un firmamento ampio quello che in Nord Italia si dedica al mondo dell’oro, che da est a ovest conta due distretti chiave, come quelli valenzano e vicentino. La terra veneta ospita anche la principale fiera italiana del settore, VicenzaOro, mentre a Milano, nelle diverse manifestazioni dedicate alla moda, sta acquisendo sempre più rilievo il gioiello fashion, con particolare attenzione al mondo del bijou.


VENETO

Lo storico distretto produttivo di Vicenza può vantare numerose associazioni di categoria che raggruppano le diverse aziende produttrici: Confindustria Federorafi, guidata da inizio 2019 da Enrico Peruffo; Cna, con presidente Arduino Zappaterra, anche portavoce nazionale della categoria; Confartigianato, la cui categoria orafa è presieduta da Onorio Zen e Apindustria Confimi, dove gli orafi sono guidati da Andrea Fabbian, che è anche l’attuale presidente del Tavolo intercategoriale orafo.

Tra le iniziative messe in campo dalle quattro associazioni ci sono missioni all’estero, per “tastare il polso” ai nuovi mercati o portare le aziende associate a partecipare a fiere ed eventi promozionali ad hoc, anche attraverso l’azione di consorzi come “Gold & silver italian group” o “Corart”, che fa parte di Cna.

Altri progetti riguardano gli incontri con le scuole, per far conoscere la realtà orafa a chi si sta avviando al lavoro, ma anche la formazione aziendale. Accanto a loro, in quest’ultima opera, la Fondazione Centro Produttività Veneto, che da anni organizza corsi e seminari anche nell’ambito di VicenzaOro.

Tutte le associazioni sono riunite, appunto, nel Tavolo intercategoriale orafo, presieduto a rotazione, istituito per analizzare le problematiche del settore, confrontarsi tra categorie, esprimere la posizione unitaria del settore, interfacciarsi con le altre realtà del territorio, dalla politica alle istituzioni, fino a Italian Exhibition Group, riguardo all’organizzazione di VicenzaOro.

Vicenza, Museo del gioiello

Dall’iniziativa di Ieg, poi, è nato il Museo del Gioiello, ospitato nelle sale della Basilica Palladiana, cuore della città e luogo storico dell’artigianato orafo. Il museo, diretto da Alba Cappellieri, ospita attualmente la terza esposizione biennale, allestita da 10 curatori di calibro internazionale, ma anche mostre temporanee.

Momenti nevralgici dell’anno sono le due edizioni di VicenzaOro, a gennaio e settembre, che portano in città migliaia di brand e operatori da tutto il mondo.

In contemporanea si svolge anche un’altra kermesse, Palakiss, che conta anche un’edizione primaverile e un workshop autunnale dedicato al Natale.

A Vicenza ha sede anche Afemo, l’associazione che riunisce i produttori italiani di macchinari per l’oreficeria, presiduta da Gianluigi Barettoni.

PIEMONTE

Cuore della produzione piemontese è il distretto di Valenza, dove si concentrano i marchi del lusso. Qui la storica Associazione Orafa Valenzana, fondata nel 1945 da alcuni orafi che decisero di fare fronte comune dopo gli enormi sconvolgimenti della guerra, nel 2012 ha aderito a Confindustria Alessandria, portando in dote circa 300 imprenditori, a coronamento di un protocollo che aveva visto le due realtà collaborare dal 2007. Attualmente l’associazione è guidata da Francesco Barberis. Attiva anche Cna Valenza, che ha come portavoce Fabrizio Checchin e che insieme alle “consorelle” di Vicenza e Arezzo porta avanti – tra gli altri – il “Progetto Gold”, con focus sull’internazionalizzazione, la normativa, la formazione.

Per quanto riguarda le associazioni di categoria, a Valenza ha sede Federpietre, la federazione nazionale commercianti di diamanti e pietre preziose presieduta da Raffaele Maino.

Preservare la storia dell’oreficeria della zona è invece il compito degli “Archivi orafi Valenza”. Il progetto “Valenza e l’arte del gioiello: archivi e tradizione orafa”, avviato nel 2016 per iniziativa del Comune di Valenza e della Regione Piemonte, ha portato al censimento di aziende che, anche se non più in attività, hanno segnato la storia dell’oreficeria valenzana, raccogliendo anche materiali per la produzione dei gioielli, prototipi e gessi, strumenti di lavoro e numerosi documenti, messi a disposizione in un portale continuamente implementato.

Al progetto collabora l’associazione “Amici del Museo dell’Arte Orafa Valenza“, che intende inoltre favorire l’istituzione del museo.

Un’altra importante iniziativa intrapresa dalle aziende valenzane insieme al Comune è la creazione della Fondazione Mani Intelligenti, presieduta da Alessia Crivelli, che ha come obiettivo sviluppare “una rinnovata cooperazione tra aziende e enti di formazione al fine di attrarre nuovi giovani talenti e proporre loro percorsi di crescita professionale esclusivi”.

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LOMBARDIA

La realtà associativa in questo caso si concentra soprattutto nella città di Milano, dove hanno la loro sede moltissime realtà, a partire dalle principali associazioni di categoria, che spesso legano a doppio filo oro e moda (vedi box). Grande rilievo, in questo ambito, ha l’Associazione Orafa Lombarda, fondata nel 1945 e attualmente presieduta da Andrea Sangalli, che riunisce società e imprese industriali, commerciali, artigianali e di servizi, che svolgono attività nei comparti della gioielleria, oreficeria, argenteria e dei metalli preziosi in genere, nonché della gemmologia e dell’orologeria.

E a Milano opera anche il Club degli Orafi Italia (presidente Gabriele Aprea) associazione che riunisce le più importanti aziende dell’industria orafa italiana, rappresentative delle differenti categorie.

Nel capoluogo lombardo hanno la loro sede anche Assorologi, presieduta da Mariano Peserico, che rappresenta i produttori e gli importatori di orologi e di forniture per orologeria e l’Associazione italiana gemmologi, guidata da Rinaldo Cusi, presente anche a Valenza, che raggruppa i gemmologi che hanno frequentato corsi specifici presso Istituti di formazione italiani e stranieri.

È invece impegnata in un’opera di divulgazione e formazione la Fondazione Cologni, creata nel 1995 da Franco Cologni (che ne è il presidente), che si propone di plasmare nuove generazioni di Maestri d’Arte, salvando le attività artigianali di eccellenza dal rischio di scomparsa.

Milano e il sistema moda

Gioiello e moda sempre più alleati di ferro. Soprattutto nella capitale del fashion. Un esempio significativo è che Federorafi sia stata tra i fondatori di Confindustria Moda, raggruppamento che riunisce le aziende appartenenti al Sistema moda Italia e alle federazioni legate ad abbigliamento ed accessori: Assopellettieri, Aip (pellicceria), Anfao (occhialeria), Assocalzaturifici e Unic (concia).

Il mondo del gioiello fa poi parte di Fondazione Altagamma, che dal 1992 riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana.

E, accanto ai preziosi, anche i bijoux stanno acquisendo sempre più importanza in fiere come Homi, legata agli stili di vita, che ha appena creato un salone indipendente “Jewellery & Fashion” in concomitanza con le manifestazioni Micam (calzature) e Mipel (pelle), due settori con i quali le contaminazioni sono sempre più frequenti, dalle calzature gioiello alle chiusure preziose. E accessori preziosi sono presenti anche a Milano Unica, dedicato al tessile, e a Chibimart, che propone anche una selezione di bijou. Dall’iniziativa di alcune aziende e Preziosa Magazine è nata poi l’Associazione Gioiello Moda Italia, con l’obiettivo di tutelare, coordinare e promuovere l’immagine del gioiello moda sia in Italia che all’estero.

Infine, a testimoniare questa stretta relazione è l’inserimento di gioielli anche in fiere strettamente legate alla moda come Super, l’evento di Pittimmagine dedicato al prêt-à-porter donna e all’accessorio moda e White, che in un’area apposita – White Bijoux – ospita una selezione di brand e designer indipendenti internazionali.

Politecnico di Milano

Nord Italia e la formazione nell’ambito del gioiello

Studiare il gioiello. Esiste una specificità? Di quali competenze necessita un professionista del settore? Genio creativo o rigore metodologico? Attitudine al lavoro manuale o capacità di gestione dei processi industriali?

di SUSANNA TESTA

Il settore orafo è un sistema denso e complesso che si sostanzia non solo di diverse figure professionali, ma che racconta anche molteplici modi di interpretare il gioiello, innumerevoli, se non infinite, variazioni sul tema.

Una storia che, per l’Italia, come per i dialetti, si declina e trova una propria specificità anche in relazione all’area geografica: varietà regionali e distrettuali, che lasciano nella contemporaneità tracce inconfondibili del saper fare tradizionale locale, di cui il ‘bello e ben fatto’ è la propria matrice comune. Una creatività vernacolare che è sintesi tra ricerca, eccellenza manifatturiera, selezione attenta della materia prima e cura per la qualità estetica, che sa contaminarsi e innovarsi con linguaggi lontani.

Nel Nord Italia per i giovani talenti che desiderano intraprendere una carriera creativa – come orafi o progettisti – nel settore del gioiello le possibilità sono diverse. I percorsi formativi si articolano prevalentemente in scuole secondarie di secondo grado e istituti professionali, accademie di belle arti, academy aziendali, corsi di formazione professionale e università.

Per il comparto orafo-gioielliero del Nord Italia, Lombardia, Piemonte e Veneto costituiscono le tre principali aree di interesse, tanto per la produzione quanto per la formazione.

In PIEMONTE spicca per importanza la città di Valenza, distretto orafo noto a livello internazionale, la cui tradizione produttiva risale già al XVIII secolo ed è oggi sede di centri di formazione.

Ne è esempio il Liceo artistico Carrà presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Benvenuto Cellini, scuola secondaria di secondo grado che nasce con l’obiettivo di favorire e sviluppare le capacità tecniche dei giovani attraverso indirizzi ad hoc, percorsi didattici volti all’apprendimento delle tecniche di oreficeria, lavorazione dei metalli e del corallo.

Sempre a Valenza, la scuola orafa FOR.AL Vincenzo Melchiorre è orientata alla formazione di qualifica professionale, corsi di specializzazione orafa per una preparazione tecnica. Dalle tecniche di lavorazione dell’oreficeria alla progettazione CAD, dal taglio delle gemme all’incastonatura, dall’analisi gemmologica all’utilizzo delle tecnologie laser: gli insegnamenti offerti dalla scuola sono trasversali e coniugano la manualità di tipo tradizionale alle più moderne tecnologie di disegno e produzione.

A Valenza, per coloro che desiderano dedicarsi alla formazione orafa, un importante canale di inserimento professionale è costituito dalle Academy aziendali.

L’aspetto formativo è centrale per Bulgari. Non solo la Maison ha instaurato collaborazioni con alcune delle principali strutture scolastiche a livello nazionale, ma ha sviluppato un vero e proprio percorso interno di perfezionamento tecnico altamente qualificante: la Bulgari Jewellery Academy.

Anche il Gruppo Damiani investe nella formazione di giovani talenti con la Damiani Academy.


A Torino, l’Agenzia Formativa Scuola Professionale per Orefici E.G.Ghirardi, con alle spalle più di duecento anni di storia, propone corsi di specializzazione tecnica di taglio delle pietre preziose, laboratori specializzati in oreficeria e analisi gemmologica, corsi d’incisione e incassatura, ai quali vengono affiancati laboratori di grafica computerizzata e prototipazione rapida 3D. Dalle tecniche di lavorazione tradizionali dell’oreficeria alle logiche del design: nel capoluogo piemontese, un altro centro di formazione è l’Istituto Europeo di Design. Lo IED offre nelle sedi di Torino, Milano e Roma, corsi triennali dedicati al mondo del progetto del gioiello e dell’accessorio, passando attraverso moda, arte, studio dei trend e delle esigenze produttive del mercato.

Dal Piemonte al VENETO.

Per i giovani, tra le scuole superiori, il Liceo Artistico Pietro Selvatico di Padova offre un corso dedicato al gioiello, dalla fase di progettazione alla realizzazione in laboratorio.

Esistono poi altre realtà con percorsi formativi più brevi, di due anni, con un’impronta marcatamente tecnica e specializzata, come nel caso del corso di Fashion Jewellery Coordinator dell’ITS Cosmo del Distretto Orafo Vicentino. Gran parte della formazione è in contesti aziendali e una tipologia di attività didattica orientata a lavori di progetto e laboratori tecnici.

Sempre a Vicenza, la Scuola d’Arte e Mestieri, Dipartimento della Fondazione Centro Produttività Veneto (CPV), seguendo la tradizione delle accademie delle belle arti, offre ai giovani che hanno conseguito la licenza media percorsi di formazione triennale in oreficeria, attraverso il punto di vista dell’artigianato artistico.

Il viaggio attraverso l’offerta formativa del comparto orafo-gioielliero del Nord Italia trova la sua piena espressione in LOMBARDIA. La capitale della moda e del design offre un’ampia varietà nell’ambito della formazione, che spazia da scuole orafe di tipo tecnico agli istituti privati dedicati al progetto del lusso, come l’Istituto Marangoni, fino al mondo universitario che ha il suo riferimento nel Politecnico di Milano, prima università del design in Italia e quinta nel mondo secondo i ranking internazionali.

Milano è la sede della Creative Academy, la scuola internazionale di design del Gruppo Richmond, holding finanziaria che riunisce marchi del lusso di consolidata tradizione, quali Cartier, Van Cleef & Arpels, Montblanc, Jaeger-LeCoultre, Piaget e Vacheron Constantin. La Scuola propone un percorso formativo dal disegno alla progettazione, dal marketing alla comunicazione, mettendo in luce il vantaggio competitivo che la creatività applicata è in grado di generare. In sinergia con un altro importante marchio del lusso, Pomellato, il Centro di Formazione Professionale Galdus (che da quindici anni forma figure figure altamente selezionate) ha avviato il progetto Academy Pomellato Virtuosi (vedi pag. 68).

L’Istituto Gemmologico Italiano di Milano, poi, ha come obiettivo quello di preparare gemmologi altamente qualificati, e il CAPAC, con la collaborazione di Assorologi, offre corsi di due anni di Tecnico dell’orologeria, dove è possibile imparare a revisionare, smontare e assemblare le diverse componenti di un orologio.

La Scuola Orafa Ambrosiana dei fratelli Luca e Guido Solari è oggi punto di riferimento per chi desidera accostarsi al mondo dell’oreficeria, a livello professionale o amatoriale. La SOA propone corsi pratici di laboratorio per l’apprendimento delle tecniche dell’oreficeria, dalla lavorazione della cera alla fusione del metallo, dall’incastonatura all’incisione, dal cesello e sbalzo agli smalti a fuoco.

O ancora, About Fucina Orafa è una giovane realtà, uno spazio fluido, un laboratorio indipendente per orafi, studenti e artisti legati al mondo dell’arte e del gioiello, palcoscenico di corsi brevi, dedicati all’apprendimento di tecniche artigianali specifiche attraverso la collaborazione con professionisti di rilievo internazionale.

A Milano, il punto di riferimento per il gioiello in ambito accademico è il Politecnico di Milano. Da oltre vent’anni Alba Cappellieri si dedica al progetto formativo del gioiello sia attraverso i laboratori didattici di progettazione offerti dall’Ateneo, sia tramite i corsi di alta formazione e i Master universitari offerti da POLI.design, consorzio del Politecnico di Milano. In particolare Il Master internazionale in Fashion Accessories di POLI.design ha un focus sul gioiello insieme a numerosi accessori moda, considerati come il principale sbocco professionale del settore moda. Nasce nella culla del design e racchiude nel suo DNA gli insegnamenti dei grandi maestri italiani del progetto. Qui si impara a progettare un gioiello, dalla ricerca dei materiali, sia quelli tradizionali che quelli innovativi fino alle più futuristiche tecniche di realizzazione. Grazie alle competenze politecniche il gioiello viene considerato sia come un oggetto d’arte che come un oggetto di sperimentazione, per esplorare i nuovi scenari di consumo, di retail, e le nuove tendenze.

“Al Politecnico di Milano – racconta Alba Cappellieri – il gioiello rappresenta un punto di incontro tra tradizione e innovazione. Dalle tematiche della sostenibilità, alla ricerca di materiali alternativi e performanti, dalla sperimentazione sulle tecnologie digitali applicate al prodotto, come i wearables, a quelle applicate al processo, come nel caso dell’advanced manufacturing: i nostri corsi affrontano tematiche strategiche per i professionisti di domani.”

 


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