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Speciale Campania: Il distretto orafo campano tra tradizione e innovazione

DALLA PRIMA CORPORAZIONE DEGLI OREFICI AL CORALLO DI TORRE DEL GRECO PASSANDO PER LA TECNOLOGIA E LA FORMAZIONE CHE DAI POLI ORAFI RINNOVANO LA TRADIZIONE


un distretto antichissimo, che affonda le sue radici nel XIII secolo: il polo orafo campano vede risalire alla fine del Duecento la nascita della prima corporazione di orefici con tanto di punzone da apporre ai metalli preziosi. Dalla fine del Quattrocento in un’area delimitata della città di Napoli si sviluppa una vera e propria scuola dell’oro, in quello conosciuto come il Borgo Orefici, ancora oggi attivo – organizzato in Consorzio – con numerose attività artigianali e di vendita al dettaglio. A partire dal 1996 una parte delle aziende qui insediate unisce le forze e dà vita al Centro orafo Il Tarì a Marcianise, in provincia di Caserta. In un secondo momento, a poca distanza nasce il Centro Oromare, più legato all’antica arte torrese della lavorazione del corallo e del cammeo. A Torre del Greco, in provincia di Napoli, infatti, l’attività di pesca di questi straordinari materiali naturali prosegue pressoché ininterrotta dal Cinquecento: oggi le aziende che operano nella città sono ancora numerose e la maggior parte è riunita sotto l’egida dell’Assocoral, l’associazione che vede insieme le aziende della lavorazione artigianale di corallo, cammei e materie affini. A livello associativo, circa 400 operatori del commercio e della produzione fanno capo alla Federazione Orafi Campani – a breve ridenominata Federpreziosi Campania – e, sul territorio, è attiva da 4 anni anche l’associazione Oroitaly, che riunisce oltre 170 pmi italiane. Non meno corposo è l’assetto formativo della Campania: a partire dal TADS – Tarì Design School, operativo dal 1991, il Liceo Artistico Degni di Torre del Greco, con indirizzo specifico in Design del gioiello, fino ad arrivare a “La Bulla” al Borgo Orefici di Napoli.


I CENTRI PRODUTTIVI

NATI CON L’OBIETTIVO DI FARE SQUADRA TRA LE IMPRESE DEL SETTORE, ANCHE PER GARANTIRE MAGGIORE SICUREZZA E UNA PROMOZIONE DALLA REGIA UNITARIA, SONO DUE I CENTRI PRODUTTIVI IN CAMPANIA, ENTRAMBI CON SEDE A MARCIANISE.


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Il centro orafo "Il Tarì"

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Il centro orafo "Il Tarì"

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Il centro orafo "Il Tarì"

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Il centro orafo "Il Tarì"

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Il centro orafo "Il Tarì"


Il Tarì

Costituito 22 anni fa, il Tarì conta oggi 400 aziende con 2.000 addetti per un’estensione complessiva di 135.000 metri quadrati, 40.000 di aree produttive e 9.500 di padiglioni espositivi e aree meeting.

Una realtà attiva ogni giorno dell’anno dove gli operatori al dettaglio possono rifornirsi trovando in un solo luogo tutti gli attori della filiera, dal gioiello alle pietre preziose fino al bijou. “La sfida delle origini, concentrata su un modello imprenditoriale e su una filosofia di aggregazione rivoluzionaria – spiega il presidente Vincenzo Giannottiè ancora oggi un esempio vincente anche a livello internazionale, come dimostrano le esperienze di cooperazione con la Spagna (Parque Joyero di Cordoba, nel 2004) o con il Sudafrica (con il progetto di formazione professionale di due anni dedicata a 20 giovani orafi). Le esigenze degli imprenditori cambiano nel tempo, così come cambiano il mercato e lo scenario competitivo non solo internazionale, ma anche domestico. Sempre più la differenza sulla competitività delle aziende è data dalla gestione interna dei costi e dall’accesso. Da poche settimane abbiamo intrapreso una nuova sfida, quella di proporci sul mercato come operatore telefonico anche per le nostre aziende, con l’obiettivo di offrire importanti opportunità di contenimento dei costi aziendali”. Tra le attività lanciate di recente, il ciclo di seminari aperti a tutti gli operatori e momenti di business specializzati per semplificare, selezionare e aggiornare l’offerta di prodotti e servizi. “Anche quello del gioiello – conclude Giannotti – è un mondo che corre veloce. Il ruolo del Tarì è stato, ed è ancora oggi, quello di accelerare e accompagnare la corsa mantenendo il ritmo con la consapevolezza nel futuro di essere sempre pronti a scommettere su noi stessi”.


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Il centro orafo "Oromare"

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Il centro orafo "Oromare"

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Il centro orafo "Oromare"


Oromare

È nato invece su istanza di un nucleo di produttori operativi nell’ingrosso di gioielleria, oreficeria, cammei e coralli il centro Oromare. Con un’estensione globale di 69.000 metri quadrati presenta 394 unità produttive: qui si muovono oggi circa 130 aziende caratterizzate da una forte vocazione artigianale-manifatturiera con una media di circa due dipendenti ciascuna. Il 38% è operativa nella filiera di Valore, il 14% nel settore Cammei-Lavorazione Coralli, il 32% nel settore Gioielleria, l’8% nell’Orologeria e il restante 8% nei sevizi accessori.“Il Centro negli ultimi anni ha ospitato diversi eventi – sottolinea Francesco Alberico, amministratore della società Oromare Promogest che si occupa della gestione del Centro. Dopo alterne vicende nel 2017 la società Mi.Ca.Immobiliare, dopo aggiudicazione statuita dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha acquistato 132 moduli, 309 posti auto e la totalità delle quote della Oromare Promogest con l’obiettivo di rilanciare il Centro con l’insediamento di altre aziende e di ridurre i costi di gestione mensili ripartiti tra gli operatori. “Stiamo mettendo insieme tutte le energie disponibili anche con il parere degli imprenditori – prosegue Alberico -, al fine di garantire un Centro all’avanguardia sia per le aziende artigiane orafe sia per quelle di servizi nonché la creazione di una rete di export per la vendita dei prodotti artigianali Made in Oromare sui mercati internazionali”.

LE FIERE


Mondo Prezioso

Ogni anno, a marzo, maggio e a ottobre il mondo orafo si incontra al Tarì per le tre edizioni di Mondo Prezioso. Quest’anno il primo appuntamento è dall’8 all’11 marzo e il secondo dal 3 al 6 maggio (per poi concludere il proprio calendario fieristico dall’11 al 14 ottobre): tre volte all’anno il dettaglio italiano incontra così l’offerta delle aziende negli spazi del Centro Orafo che, per l’occasione, apre anche le porte dei due padiglioni espositivi Smeraldo e Rubino. Gioiello fashion e gioielleria più tradizionale rappresentano le due identità di Mondo Prezioso, che in ogni appuntamento dedica spazio anche all’aggiornamento professionale, a mostre tematiche dedicate al gioiello e al patrimonio culturale della Campania.


LE SCUOLE


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TADS - Tarì Design School

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TADS - Tarì Design School

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TADS - Tarì Design School

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TADS - Tarì Design School


TADS – Tarì Design School

Fiore all’occhiello della formazione campana è il TADS – Tarì Design School, la scuola del Centro orafo il Tarì: dal 1996 a oggi, qui sono stati formati circa 1400 studenti tra orafi, orologiai, incastonatori di pietre preziose, designer di gioiello e gemmologi. Molti allievi sono stati selezionati da grandi maison tra cui Bulgari, con cui nel 2016 è stata avviata una collaborazione. Al Career day con l’azienda hanno partecipato 250 ragazzi, con 7 Masterclass di perfezionamento attivate al Tads in due anni: gli allievi in formazione, orafi e incastonatori, sono stati 107 e di questi 70 hanno avuto un feedback positivo accedendo allo step successivo che prevedeva l’ingresso alla Bulgari Academy. Ma sono tanti i casi di successo emersi dalla scuola di Marcianise, come Sara Greco, allieva di incastonatura, che oggi lavora a New York. “L’ultima importante novità riguarda il potenziamento dell’offerta sulla gemmologia – spiega il presidente Giuseppe Casillo -. Con la chiusura dell’accordo con HRD Antwerp abbiamo inserito in calendario nuovi corsi (il prossimo è a luglio) che puntano a formare futuri gemmologi ed esperti di pietre preziose attraverso una formazione accreditata a livello internazionale. Tra i progetti futuri c’è anche il rafforzamento dell’orologeria, uno dei nostri primi corsi: abbiamo approntato dei cambi al programma didattico, nelle strumentazioni e anche al corpo docenti”. Il Tads, tra l’altro, collabora da tempo, per il corso di orologiaio, con l’ETA Swatch Group, che consente agli studenti di accedere a corsi di perfezionamento direttamente a Grenchen. “Riceviamo sempre più frequentemente richieste da parte di aziende grandi e piccole che sono alla ricerca di giovani risorse – aggiunge Casillo -, veniamo contattati da agenzie interinali quando la ricerca è più cospicua o in altri casi direttamente delle aziende. I nostri migliori studenti sono impegnati nelle più importanti aziende del comparto orafo: Cartier, Damiani, Mattioli, Tiffany e, naturalmente, Bulgari. Possiamo andar fieri di un tasso di job placement vicino al 100%”.


TADS: il corso per Analista di Diamanti in collaborazione con HRD Antwerp

Il corso di classificazione e identificazione dei diamanti dell’HRD Antwerp offre un perfetto equilibrio tra teoria e pratica. I partecipanti apprendono a classificare le 4 C delle pietre. Vengono inoltre trattate le più diffuse imitazioni e viene insegnato ai partecipanti come riconoscerle. Altri argomenti affrontati sono i diamanti sintetici e i trattamenti per la purezza e il colore. A completamento del corso è previsto un esame teorico pratico per ottenere il diploma “HRD Antwerp Certified Diamond Grader”, riconosciuto a livello internazionale.


Istituto Francesco Degni

Corallo e cammeo sono al centro dei percorsi formativi dell’Istituto Francesco Degni di Torre del Greco, che, istituito alla fine del 19esimo secolo come Scuola di Incisione sul Corallo e di Disegno Artistico Industriale, dopo tante trasformazioni subite a livello legislativo, è oggi anche un Liceo artistico che dà la possibilità, al termine dei primi due anni, di scegliere l’indirizzo “Design del Gioiello”. Cinque classi ogni anno di circa 24-25 allievi, che ha iniziato a febbraio il “Progetto Scuola Viva III annualità” della Regione Campania. “Il progetto prevede otto moduli formativi per 240 ore di formazione con esperti esterni – spiega la dirigente scolastica Rossella Di Matteo -: gli allievi saranno a scuola in orario extrascolastico e nei giorni festivi, andando avanti fino a luglio. In particolare, due moduli sono dedicati al corallo e al cammeo e per questi il partner di riferimento è Assocoral, che ci fornisce gli esperti che formeranno gli studenti”. In particolare, l’Associazione dei produttori di Torre del Greco si occuperà dei moduli “Come nasce un gioiello: la lavorazione del cammeo”; “Storia della lavorazione del Cammeo”; “Il recupero della tradizione”; “Itinerari museali”; “Museo del Corallo: bellezza da condividere”.

Una delle opere custodite nel museo del Corallo

Il Degni, che a dicembre ha ricevuto il riconoscimento del titolo di “indirizzo raro” da parte della Regione, ospita anche il Museo del Corallo, dove sono esposti esempi di lavori realizzati da studenti e docenti, nonché opere provenienti da donazioni o acquisti, in corallo, madreperla, argento, ardesia, pietra lavica e numerosi cammei; completano l’allestimento mobili caratterizzati dalla contaminazione di tecniche e materiali. Tra i pezzi più prestigiosi, i lavori di scuola trapanese in corallo di Sciacca, di fine Settecento; un’Adorazione dei Magi del 1939, realizzata con la tecnica dell’impiallacciatura in madreperla e conchiglia; un gruppo di Cavalieri medioevali in mosaico di “pinna nobilis” (ottenuto da una particolare conchiglia), conchiglie varie e pietra alluvionale su supporto in legno.


La Bulla


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"La Bulla"

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"La Bulla"

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"La Bulla"

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"La Bulla"


Il panorama formativo della regione è completato da “La Bulla”, edificio di 4 piani nel cuore di Napoli dove si trovano dislocati il Museo dell’Arte Orafa, un’area per le conferenze, Creative Lab, Start Up e un ampio spazio dedicato alla scuola orafa. Due anni di formazione per ottenere le qualifiche di orafo, gemmologo o disegnatore Cad, e moltissimi progetti di alternanza scuola-lavoro e di inclusione sociale di categorie svantaggiate con particolare attenzione ai residenti del Centro Storico del capoluogo campano.

La Bulla, però, è anche un incubatore gestito dal Consorzio Borgo Orefici. “L’obiettivo è accompagnare giovani imprese nella fase di start up favorendo anche un lavoro consortile legato alla realizzazione di linee di gioielli della tradizione napoletana con il tutoraggio degli artigiani del consorzio e l’assistenza gestionale di esperti settoriali – spiega Roberto de Laurentiis presidente del Consorzio -. Dopo i primi 5 anni le imprese incubate saranno aiutate a trovare spazio nel Borgo e lasceranno il posto ad altre 8 neonate imprese”.


LE ASSOCIAZIONI


Assocoral

La produzione torrese di corallo e cammeo rappresenta una delle espressioni più tipiche della tradizione della città di Torre del Greco.

Oggi circa 60 imprenditori del territorio sono riuniti in Assocoral, costituita nel 1977 come naturale proseguimento dell’Unione dei Corallai già attiva dai primi del Novecento. Un’associazione che ha fatto della tutela delle materie prime un principio ispiratore per tutte le attività svolte: dalle prestigiose mostre portate in giro per il mondo fino all’impegno di sollecitare la proposta della candidatura della lavorazione di corallo e cammeo a patrimonio immateriale dell’Unesco.

“Il 2020 sarà l’anno cruciale – spiega il presidente Tommaso Mazza, che è anche al vertice del comitato promotore della candidatura – intanto continuiamo a tener vivo il rapporto con le istituzioni e la promozione della nostra tradizione nel mondo con un calendario sempre più fitto di workshop e mostre”. Tra i traguardi raggiunti con il sostegno di Assocoral, anche la recentissima approvazione del piano nazionale per la raccolta del corallo rosso, che disciplina per la prima volta in modo organico modalità, controlli e autorizzazioni necessarie.


Piazzetta Orefici, Borgo Orefici, Napoli

Consorzio Antico Borgo Orefici

Nel cuore della città di Napoli ancora oggi la gioielleria è di casa al Borgo Orefici. Nell’omonimo Consorzio sono attive circa 40 aziende dedite ad attività artigianali e di vendita al dettaglio, che dal 2000 hanno unito le forze per creare una rete che valorizzasse la tradizione orafa e al contempo rilanciasse la zona dal punto di vista urbanistico e commerciale.
“È una sfida sempre aperta, ma che possiamo considerare vinta – spiega il presidente Roberto de Laurentiis, dal 2014 a capo anche della Federazione Orafi Campani -: oggi il nostro obiettivo è diventare un polo turistico grazie alla vicinanza con il porto e con il centro antico della città. Siamo in procinto di aprire anche un Museo che raccoglierà molti cimeli storici come antichissimi macchinari e prodotti simbolo della nostra tradizione”. La garanzia di qualità e trasparenza di tutti gli operatori è assicurata anche dalla collaborazione del consorzio con Federconsumatori: “Valorevero” è il marchio che testimonia l’impegno delle aziende a tutela dei consumatori e a garanzia dei prodotti venduti.


Federazione Orafi Campani

A livello regionale 400 operatori di tutte le province (incluse molte società presenti al Tarì e a Oromare) fanno riferimento alla Federazione Orafi Campani che assiste gli associati anche nell’espletamento delle attività tecniche, come, recentemente, nell’adeguamento alla normativa sulla privacy e alle regole in tema di sicurezza sul lavoro. Oggi la Federazione mira a diventare punto di riferimento per l’aggiornamento professionale, con una serie di corsi per addetti ai lavori che spaziano tra diversi temi, dalla gemmologia al web e al social marketing.


Oroitaly

Ha sede a Napoli ma associati provenienti da tutta Italia l’associazione Oroitaly presieduta da Salvio Pace: molte delle 170 aziende che ne fanno parte sono campane. “Ci siamo impegnati con grande determinazione perché la Regione Campania varasse una nuova legge a sostegno dell’artigianato – spiega il segretario generale Gianni Lepre -. Il testo è stato approvato ma manca ancora la normazione attuativa. Tra i nostri progetti portati a segno figura anche l’estensione della cedolare secca alle attività artigianali più volte richiesta e poi approvata nell’ultima Legge di Bilancio. Anche qui, purtroppo, il percorso è da completare, visto che il beneficio è stato concesso limitatamente alle nuove attività”. L’associazione – che da tre anni organizza il Gran Galà di Natale, che premia le eccellenze dell’imprenditoria, della scienza, dei media e dell’arte – è impegnata anche sul fronte agevolazioni: l’interesse ricade, in particolar modo, nel sostegno al passaggio generazionale in comparti d’eccellenza dell’artigianato artistico tra cui, in primis, l’oreficeria.


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