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VicenzaOro January: Sostenibilità al centro della prima giornata

Con un calendario fitto di appuntamenti si è aperta ieri la nuova edizione di Vicenzaoro January. La Sostenibilità al centro della prima giornata della manifestazione vicentina che proseguirà fino a mercoledì.

I relatori del seminario Cibjo

CIBJO. Primo appuntamento della giornata il convegno organizzato da Ieg e Cibjo su “Le dimensioni contano? Approvvigionamento responsabile, sostenibilità e Pmi”, che ha visto confrontarsi Iris Van Der Veken, direttore generale del Responsible jewellery council (Rjc); Moya McKeown, consulente ambientale di Carbon Expert; Enzo Liverino, presidente della commissione corallo del Cibjo e proprietario dell’azienda Enzo Liverino 1894 e Giorgio Bodei, direttore di Pomellato, moderati da Philip Olden, presidente della commissione per l’approvvigionamento responsabile di Cibjo e presidente del World Gold Council e introdotti dal presidente di Cibjo, Gaetano Cavalieri; Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery and Fashion di Ieg, Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio e Gabriele Aprea, presidente del Club degli Orafi.

Iris Van Der Veken

In particolare è stata Van Der Veken a rispondere alla domanda del titolo: «Delle imprese italiane certificate Rjc – afferma – il 60% è una Pmi. Il limite non sono le dimensioni, ma la cultura ed è un processo graduale, nel quale non vengono lasciate sole. Come associazione forniamo ogni tipo di supporto, dagli strumenti alla consulenza e spesso una volta confrontate con noi decidono di intraprendere questa strada».

Gabriele Aprea

Un concetto confermato sia da Aprea, per il quale «le aziende italiane sono facilitate, osservando già normative stringenti, mentre è una questione di cultura», ma anche da McKeown, secondo la quale «in una piccola impresa è più facile operare cambiamenti per ridurre la carbon footprint, perché il processo decisionale è più immediato».

VISIO.NEXT. A precedere la cerimonia inaugurale è stato il convegno sul futuro del gioiello organizzato da Ieg e Club degli Orafi con un panel di relatori d’eccezione, formato da Stephen Lussier, executive vice-president consumer and brands di De Beers Group; Eleonora Rizzuto, direttore sviluppo sostenibile di Bulgari & Lvmh Italia e Isabella Traglio, deputy director general di Vhernier e Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda, moderati dal caporedattore del Giornale di Vicenza, Marino Smiderle. Filo conduttore proprio la sostenibilità, riguardo alla quale Marenzi ha chiesto di lavorare non solo su Industria 4.0 ma su «Green 4.0».

Stephen Lussier

Un processo necessario perché, come sottolinea Lussier, «oggi i consumatori vogliono essere tra quelli che aiutano a risolvere un problema, non a crearlo. Un’azienda che non sarà identificata tra i primi, sarà una che li crea».

INAUGURAZIONE. In serata Sala Palladio è stata anche il teatro del taglio del nastro. A portare i saluti il presidente di Ieg Lorenzo Cagnoni; Francesco Rucco, sindaco di Vicenza; Cristina Franco, vicepresidente della Provincia; Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità; Ivana Ciabatti, presidente di Federorafi; Carlo Maria Ferro, presidente Agenzia Ice e Achille Variati, sottosegretario al ministero dell’Interno.

Cagnoni ha anche lanciato un monito ai soci di Ieg riguardo alla proposta di lavori al quartiere fieristico presentata loro giovedì, per un totale di 50 milioni, metà dei quali stanziati da Ieg e l’altra metà da suddividere.

Lorenzo Cagnoni

«Dai risultati raggiunti in questi anni di attività in cui siamo stati coinvolti direttamente – afferma – abbiamo maturato una consapevolezza molto forte delle potenzialità e degli spazi di mercato che sono davanti a noi e rappresentano un’opportunità straordinaria. Ma anche dei rischi che derivano dalla complessità della competizione internazionale. Per reggerla con attori molto dotati dal punto di vista delle prestazioni che sanno offrire, parlo di Basilea, Hong Kong, Dubai e Monaco, abbiamo bisogno di sofisticare al massimo il livello delle nostre prestazioni» A tale scopo, quindi, secondo il presidente, «diventano fondamentali interventi radicali e una trasformazione profonda del quartiere. Non ci sono alternative. La proposta che abbiamo presentato è molto aperta, modestissima nel suo spirito, noi speriamo che susciti una discussione impegnata, che punti a raggiungere un buon risultato. Siamo molto aperti ai contributi, non a bypassare la discussione e l’impegno. La discussione dovrà coinvolgere il livello istituzionale, ma anche il mondo delle categorie economiche. Abbiamo davanti a noi una bella possibilità e l’opportunità di coglierla, se partiamo da una volontà molto consapevole del ruolo che ciascuno di noi deve saper esercitare».

VIOFF TALENT TALK. La mattina il teatro comunale di Vicenza ha anche ospitato i Talent Talk organizzati nell’ambito del fuorifiera ViOff, progetto ideato da Meneghini & Associati,  che in questa edizione è dedicato ai giovani e al talento. L’appuntamento, ideato per creare un collegamento tra imprese e talenti, ha visto la sinergia tra Sistema Moda Italia e Federorafi in collaborazione con Confindustria Vicenza (Area Education e sezioni Moda e Tessile e Orafa Argentiera) e Ufficio scolastico territoriale.

In platea 380 studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori di Vicenza e provincia, che hanno avuto modo d’incontrare e ascoltare i numerosi rappresentanti d’imprese leader nel campo orafo e della moda, ma anche della formazione, che hanno parlato delle proprie esperienze e delle opportunità formative e professionali che i diversi settori offrono.

La mattinata ha visto protagonisti, per la prima metà, rappresentanti di aziende orafe quali Progold, Marco Bicego, Cartier, Fondazione Mani Intelligenti; per la restante parte, invece, esponenti di brand della moda tra cui Otb, Bottega Veneta e Marzotto, i cui panel sono stati moderati dalla giornalista Cinzia Zuccon. Non sono mancati gli interventi dei rappresentanti di eccellenze nazionali della formazione tra cui Università Mercatorum, Politecnico calzaturiero del Brenta, Polimoda di Firenze e Certottica di Longarone (BL).

Presente anche la rete Tam (Tessile Abbigliamento Moda), nata con l’obiettivo di fare sistema tra tutte le agenzie formative che si occupano di moda.

A seguito degli interventi, di grande effetto la sfilata dal titolo “Hbryd” dell’Istituto Ruzza di Padova che ha proposto sul palco stile, creatività e competenza. I ragazzi in “passerella” hanno indossato accessori, occhiali, calzature, gioielli e abiti realizzati dagli studenti della Fashion Academy dell’Its Cosmo di Padova, di cui il Ruzza è capofila oltre a vantare nella propria offerta formativa un indirizzo quinquennale professionale per il Made in Italy e un indirizzo per Tecnico del Sistema Moda.

www.vicenzaoro.com

 


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