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Sospensione dei debiti: rinnovato l’accordo tra banche e imprese


Associazione Bancaria Italiana, Governo ed Organizzazioni imprenditoriali hanno firmato il nuovo accordo per il credito alle piccole e medie imprese, rinnovando il patto siglato nel 2010 dal precedente Governo.

L’intesa, denominata “Nuove misure per il credito alle PMI”, è finalizzata alla sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio, alla ricapitalizzazione delle aziende ed al rafforzamento dei mezzi propri.

L’obiettivo dell’intesa, secondo una nota dell’Abi, consiste nell’ “assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive”.

Gli interventi finanziari previsti sono riconducibili a tre tipologie fondamentali :
1. Sospensione dei pagamenti : sono previste la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing ‘immobiliare’ e ‘mobiliare’.
2. Allungamento dei finanziamenti: è prevista la possibilità di allungare la durata dei mutui; Il periodo massimo di allungamento dei mutui è pari al l00% della durata residua del piano di ammortamento. In ogni caso, il periodo di allungamento non sarà superiore a 2 anni per i mutui chirografari e a 3 anni per quelli ipotecari. E’ inoltre previsto lo spostamento in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine relativo alle anticipazioni effettuate dalla banca a fronte di crediti certi ed esigibili dell’impresa.
3. Operazioni per promuovere lo sviluppo delle imprese: finanziamenti per aumenti di capitale o incrementi dei mezzi propri realizzati dall`impresa, cumulabili con le agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Decreto salva-Italia) per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale.

Imprese beneficiarie: le piccole e medie imprese di ogni settore così come definite dalla normativa comunitaria, cioè tutte quelle con meno di 250 dipendenti e con fatturato minore di 50 milioni di euro, oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 milioni.

Requisiti: le imprese, alla presentazione della domanda, devono essere ‘in bonis’, ossia non devono avere nei confronti dalla banca sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o esposizioni scadute/sconfinanti da oltre 90 giorni.

Procedure: una volta presentata la domanda alla propria banca, quest’ultima dovrà fornire una risposta di norma entro 30 giorni, effettuando una valutazione caso per caso in base ai consueti principi di sana e prudente gestione. Nel caso l`impresa non abbia ritardati pagamenti, le domande per sospensione della rate di mutui, dei canoni di leasing e di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve per sostenere le esigenze di cassa si intendono ammesse dalla banca, salvo esplicito rifiuto. Le richieste dovranno essere presentate dalle imprese entro il 31 dicembre 2012. Le domande di allungamento dei mutui che a questa data dovessero essere ancora in sospensione potranno essere presentate entro il 30 giugno 2013.

Condizioni: L’accordo prevede che alle PMI non vengano addebitate spese e altri oneri aggiuntivi rispetto a quelli eventualmente sostenuti dalla banca nei confronti di terzi ai fini della realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento. Le operazioni di sospensione dei finanziamenti o di allungamento dei finanziamenti sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario. Le operazioni sono realizzate, di norma, senza la richiesta di garanzie aggiuntive, a meno che queste non siano funzionali alla realizzazione dell’operazione a condizioni economiche più vantaggiose per l’impresa.

Validità dell’accordo: l’accordo, per essere pienamente operativo, ha bisogno dell’adesione dei singoli istituti di credito. Tali adesioni dovrebbero essere formalizzate a breve: è questo l’impegno assunto dall’ABI. Al precedente accordo hanno aderito tutte le principali banche, sia di livello nazionale che locale, e dovrebbe essere così anche stavolta. I singoli istituti sono tenuti a rendere operativi gli accordi a 30 giorni dalla loro adesione.


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