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Sorpresa, i diamanti si comprano meglio in gioielleria che altrove

Chi altro, oltre il negozio di gioiellieria, propone ai consumatori a livello internazionale l’acquisto di diamanti? Non di certo le banche.

In generale in Europa e negli Stati Uniti queste si attengono a negoziare prodotti non materiali e di comprovata natura finanziaria. In Italia molto istituti di credito, se pure ricorrano per la transazione ad agenzie d’intermediazione, di fatto configurano la cessione delle gemme ai propri clienti come un investimento piuttosto che come una normale vendita di beni.

diamanti-da-investimento

I giornali nazionali danno conto della situazione con posizioni alquanto variegate. A volte paiono incoraggiare l’acquisto di diamanti, tramite i canali alternativi alla classica gioielleria, con abbondanza di dati positivi sui corsi degli ultimi anni, sulla scarsità futura di materia prima. A volte pubblicano listini che gli esperti in diamanti non riconoscono come attendibili. Talora ammoniscono che il boom di vendite di diamanti in banca potrebbe risolversi tra dieci anni in una bolla.

Sfogliando però la stampa specializzata in tutto il mondo è possibile desumere facilmente che il diamante da investimento in realtà non esiste. Esistono solo diamanti materiali e tangibili, beni rifugio come bottiglie di vino di annate pregiate o quadri di artisti apprezzati. Per confronto a Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna possiamo farci invece un’idea più precisa di quanto il canale di commercializzazione “da investimento”, parallelo al negozio tradizionale, sia tipico solo del nostro paese intraprendendo un percorso singolare ed alquanto ambiguo.

 

Priceonomics

pricePriceonomics: “Il diamante è un asset, mascherato da investimento”. Questo blog d’economia assai popolare negli USA (con un milione di visite al mese) rileva: “...L’oro e l’argento sono commidities che si possono acquistare sui mercati finanziari e, fatta la dovuta attenzione, hanno un mercato liquido. L’oro è fungibile, si può trattare un pezzo grande o dieci pezzettini, come si fa con le banconote da uno o dieci dollari mentre i diamanti non sono un investimento poiché non hanno un mercato liquido e non sono fungibili nel nostro paese”.


Financial Times

financial-timeIl Financial Times si occupa delle opportunità offerte dalle gemme ma non fa alcuna menzione di sportelli bancari con offerte di diamanti fisici. Per il prestigioso quotidiano ci sono infatti solo tre modi per comprare i diamanti: acquistarli in negozio (ma sia chiaro che essendo soggetti ad IVA si deprezzano istantaneamente del 22%), comprare azioni di compagnie minerarie diamantifere o investire in fondi legati alla gemma. In sostanza il mercato finanziario globale non propone diamanti fisici ma tratta la gemma come una qualsiasi componente di un paniere di materie prime.


The Wall Street Journal

the-wall-street-journalIl Wall Street Journal titola senza mezze misure un recente approfondimento: “I diamanti non sono i migliori amici per un investitore”. L’accento è posto sull’incertezza delle quotazioni che sono dettate da precise campagne di marketing dei grandi gruppi che controllano il mercato. Le azioni di Tiffany o di Anglo American (De Beers, per intendersi) hanno reso più dei diamanti misurati sul Rapaport. Quindi occorre fare attenzione e rapportare il valore del diamante fisico ai corsi dei normali prodotti finanziari.


Le Monde

le-mondeNon minore cautela esprime il francese Le Monde, che analizza la tendenza ormai diffusa nei mercati finanziari a prendere in considerazione collocazioni alternative a quelle tradizionali. Tassi bassi e scenari azionari turbolenti infatti spingono i risparmiatori verso operazioni in diverse divise, investimenti immobiliari innovativi o verso l’acquisto diamanti. Alcune agenzie attraverso il web (e quindi non attraverso gli sportelli degli istituti di credito) – secondo il quotidiano – propongono in Francia queste gemme come investimento descrivendole come “poco inclini alla speculazione” ed illustrandole con tabelle semplicistiche ed infondate. In effetti in Francia numerose agenzie di intermediazione offrono direttamente al consumatore frazioni anche minime di diamanti fisici. Questi però restano in stock fuori dal paese e quindi sono legalmente esenti da tassazione.


The New York Times

ny-timesIl New York Times osserva il tema da un’angolazione più intrigante. È vero che i listini dei diamanti bianchi hanno rispecchiato la fase di stanca del mercato cinese. Ma è anche vero che i diamanti fancy stanno scalando le classifiche delle valutazioni con picchi vertiginosi. In quindici anni i diamanti rosa (9 su 10 di Argyle, risorse che si esauriranno nel 2020) hanno visto le quotazioni moltiplicarsi per 10 se non per 15. Queste superpietre non sono certo per tutti, tuttavia anche nella fascia inferiore ai 20000 US$ un consumatore privato può ottenere da un gioielliere competente un diamante fancy con ottime prospettive di conservazione del valore.


 

La recente Tavola Rotonda di Federpreziosi tenutasi a Vicenza tira molto bene le somme dal punto di vista della categoria. Prima di tutto va fatta chiarezza sul principio basilare che non esiste un diamante da investimento diverso dal diamante fisico che si vende nel canale commerciale. Poi due dati su tutti: il pubblico preferisce per l’acquisto la gioielleria (85%) ma ritiene più affidabile le società di intermediazione (spesso più care del negoziante), con uno scarto di circa il 20%.

Ciò a causa della percezione di realizzare un investimento finanziario e di ricevere una migliore documentazione a supporto. Il mercato, per concludere, riconosce la centralità della gioielleria, ma se non trova punti vendita con elevate professionalità gemmologiche e qualificazione tecnica è pronto a rivolgersi altrove


1 commento

  1. Stefano Milani says:

    Era ora che qualcuno iniziasse a demolire questa assurda congettura per cui il diamante proposto dalle banche sia da investimento!!! Si si… investimento… per loro, le banche, che in cambio hanno immediatamente i soldoni del povero investitore che quando vuole rientrare dei suoi soldi scopre l’arcano ma ormai è troppo tardi. Un diamante è realmente un investimento se conoscendone il reale prezzo di mercato si riesce ad acquistarlo a meno!!! Basta farsi un giro, ad esempio nelle gioiellerie, per un PRIVATO(NON DEL SETTORE), e chiedere il prezzo di quel diamante ovviamente tenendo conto dei parametri delle 4c, se si riesce ad averlo a meno di quella media allora siamo stati dei bravi investitori. In banca ve li rifilano ad almeno e dico ALMENO il 30% in più del prezzo che paghereste da un onesto gioielliere, ma esiste anche di moooolto peggio (chi è del settore lo sa perfettamente)!!! Gemmologo Stefano Milani


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