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Soglia più alta per i contanti, Oroitaly: Bene, ma si intervenga su spesometro

Il segretario generale dell’associazione Gianni Lepre esprime soddisfazione per l’apertura del Parlamento verso un innalzamento del limite

Gianni Lepre

Dopo la notizia di ieri sulla possibilità di un innalzamento della soglia dell’uso dei contanti, soddisfazione è stata espressa da Gianni Lepre, segretario generale di Oroitaly, (nella foto in alto), che aggiunge: “Per un rilancio dell’economia urge intervenire sul redditometro e lo spesometro – questa la posizione dell’associazione nazionale orafi che raggruppa diverse piccole e medie imprese italiane -. Il governo sembra aver recepito il senso della battaglia per l’innalzamento dell’uso del contante e questo non ci può che far piacere, in quanto tutto il settore della filiera orafa se ne beneficerebbe. È una sorta di crociata che da anni sto portando avanti prima personalmente e poi come associazione. L’innalzamento della soglia limite dei mille euro porrebbe, inoltre, l’Italia in linea con gli altri Stati europei garantendo un aumento dei ricavi da parte delle aziende orafe italiane”. 

Due giorni fa il via libera delle mozioni della maggioranza a Montecitorio. Annunciate possibili iniziative normative, rispetto alle norme contenute nella delega fiscale, in materia di tracciabilità dei pagamenti e di fatturazione elettronica e contestualmente a valutare l’opportunità di una revisione della disciplina vigente in tema di uso del contante, prevedendo un innalzamento della soglia limite dei mille euro e ponendo l’Italia in linea con gli altri Stati europei.

“L’utilizzo del contante – prosegue Gianni Lepre – non è l’unica battaglia che stiamo portando avanti. A nostro parere, per un rilancio concreto dell’economia necessita intervenire anche sulle soglie di accertamento del redditometro e dello spesometro. Secondo alcuni dati, che presto pubblicheremo, questi tipi di accertamento hanno contribuito a frenare in maniera importante i consumi. Anche chi fiscalmente può permetterselo, molte volte preferisce non spendere per timore di essere invitato dal fisco a dare giustificazioni, spesso lecite, ma non chiare. Altro nodo spinoso da risolvere per riavviare i consumi è quello del contante “pulito”, conservato nel cosiddetto materasso dagli italiani. Ad oggi queste persone, per motivi fiscali, non possono spendere quello che hanno conservato perché incorrerebbero subito in un accertamento, dal quale non potrebbero difendersi. Noi stiamo spingendo affinché lo Stato applichi dei correttivi a cominciare da condono parziale sul contante lecitamente detenuto. Naturalmente, questo non deve valere per chi quei soldi li ha guadagnati con attività illegali”.


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