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Social network, il 90% degli italiani è sempre connesso

Le abitudini di consumo dei nuovi media secondo DataInsight di Havas Media Group: si è presenti su Facebook per autopromuoversi

Social network

Il 96% si connette da smartphone, il 90% è connesso ai social mentre è impegnato in altre attività: è questa la fotografia del consumatore italiano di social network emersa dall’indagine di DataInsight, il team di Data Strategists di Havas Media Group. A rispondere al sondaggio quantitativo, 200 persone tra i 18 e i 55 anni, fruitori attivi dei tre principali i social network: Facebook, Instagram e Twitter. Il device che vince per connessioni è lo smartphone (96%), a seguire tablet (91%) e PC (50%). In media gli italiani spendono 2.5 ore al giorno sui social e, nello specifico, la piattaforma più utilizzata è Facebook: il 50% dei rispondenti è connesso da 1 a 4 ore, a differenza di Twitter e Instagram a cui ci si connette in modo meno continuativo e per un periodo di tempo più ridotto.

Perché ci si iscrive, dunque? A Twitter, per seguire gli opinion leader, blogger, e star (44.5%) e per avere news in real time su quanto accade nel mondo ed intorno a noi (39%). Facebook viene utilizzato invece per tenersi in contatto con gli amici, parenti, conoscenti (77%), per staccare la spina (65%) e per avere informazioni su news ed eventi nella propria città (45%). Se fosse un posto nella vita reale Instagram sarebbe per i consumatori una galleria fotografica, una mostra.

I più attivi, come ci si potrebbe attendere, sono i giovani (18-24 anni): il 61% dichiara di guardare costantemente gli update sul wall e di fare check-in dovunque si trovi, il 41% dichiara di caricare foto e video o di postare contenuti per 3 o più volte al giorno. Più moderato l’atteggiamento degli adulti, meno interessati a condividere tutto ciò che gli capita, ma che risultano attivi nel controllare la bacheca appena possibile e nell’interagire con i contenuti del loro network, attraverso i like o ritwittando (67%).

Il 90% degli intervistati dichiara di essere connesso ai social network mentre è impegnato su altre attività: mentre guarda la tv (92.7%), mentre aspetta treno o altri mezzi pubblici (77%) e mentre è in ufficio (64%). Il 78% del campione dichiara di utilizzare l’hashtag quando posta un messaggio, ma con una differente motivazione nei diversi social networks: su Facebook gli hashtag si utilizzano in modo autoreferenziale, cercando di dare visibilità al proprio post.

Su Twitter le parole chiave precedute dal cancelletto si usano invece per partecipare ad un thread, dimostrando di avere una competenza, un’opinione specifica o semplicemente di esserne coinvolti in una determinata unità di tempo o di luogo(#jesuischarlie). Su Instagram infine, aiutano a rendere visibile la propria capacità espressiva attraverso uno scatto e di essere tra i primi ad essere selezionati quando si cerca un’immagine.

Havas_Antonella DE NICOLA“Le peculiarità emerse evidenziano quanto sia strategicamente poco efficace utilizzare i medesimi contenuti e meccaniche indipendentemente dal canale social attivato – commenta Antonella De Nicola, Head of DataInsight e Global Head of Strategy Design LuxHub (in foto a sinistra) -. La sfida più importante è comprendere i topics di conversazione di cui si può appropriare in modo credibile il brand, e successivamente declinarli per i diversi social network. Per determinare i topics di partenza, da cui creare i contenuti video, testuali etc. DataInsight attiva diversi strumenti di indagine, tra cui trend hunter, search volume analysis e buzz monitoring. Questi tool, se integrati fra loro, forniscono preziosi insight sulle tematiche da sviluppare e ampliare per consentire al brand di relazionarsi in modo significativo con il proprio pubblico”.


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