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Simonetti e Giannotti: vorrei…vorrei

Sette peccati capitali da sfoggiare al collo con orgoglio, come una sfida. I vizi ostentati in medaglie che raccontano gli aspetti più umani della personalità, quelle piccole e innocue trasgressioni che ci rendono più belli, sicuramente unici e originali. Parliamo dei nuovi ciondoli realizzati da Simonetti e Giannotti. L’azienda partenopea, espressione della creatività orafa italiana, dopo aver promosso con la sua collezione una discesa negli inferi a carpire forme e velleità dei diavoli, torna con una nuova linea di medaglie, tutta rivolta ad interpretare il senso dei sette peccati capitali. Gioielli ideali per un regalo realizzato “su misura” per caratteri forti e individualità carismatiche che non temono i difetti e gli aspetti oscuri della vita ma scommettono su un look audace e spiritoso. Preziosi stilizzati che sul retro portano un messaggio inequivocabile e ironico.

C’è l’Accidia che urla un laconico “Non ho voglia”. E l’Avarizia che coltiva una unica e divorante fissazione: “Soldi… Soldi!”. Le fa eco l’Invidia marchiata da un eterno e impetuoso desiderio che non trova appagamento, la sua frase è “Vorrei… Vorrei!”. L’Ira sfoga la sua rabbia in un fulmine talmente arrabbiato da riuscire a farfugliare solo brontolii: “Grrr… Sigh… Uff!”. La Lussuria si tinge di romanticismo in un languido “… per sempre!”. Di contro, la Superbia si compiace di sé, perdendosi in complimenti ed autoelogi, sintetizzati in un entusiastico “Sono un genio!”. In perenne lotta con chili di troppo e restrizioni a tavola, la Gola si ribella con un “ la dieta!”.

Gioielli divertenti che vogliono scherzare sulle piccole ossessioni e convertire in positivo le tante perdizioni della vita che solo chi sa osare rischia di concedersi. Medaglie passionali sorrette da coloratissimi laccetti e arricchite da saldature eleganti e discrete. Come scrisse uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, Benjamin Franklin: «Un uomo benevolo dovrebbe permettersi qualche difetto, per non far fare brutta figura ai propri amici».


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