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Sicurezza sul lavoro, dal 1 giugno DVR obbligatorio per tutte le aziende

Dal 1 giugno anche le imprese con meno di 10 dipendenti dovranno redigere il Documento di valutazione dei rischi. Ecco una sintesi degli obblighi sulla sicurezza sul lavoro.

Il 1 giugno 2013 entra in vigore per le aziende con meno di 10 dipendenti l’obbligo di dotarsi del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Tale obbligo varrà per tutte le aziende che hanno almeno 1 dipendente o lavoratore equiparato (contratti a progetto, collaboratori familiari).

Il DVR è stato introdotto dalla Legge 626/94, la quale però consentiva alle aziende con meno di 10 dipendenti di sostituirlo con l’autocertificazione dell’avvenuta valutazione dei rischi.

Il Decreto legislativo 81/08, che ha sostituito la Legge 626, ha esteso alle piccole imprese l’obbligo di effettuare in forma scritta la valutazione dei rischi, la quale dovrà confluire nel DVR.

Il DVR in sintesi, è un documento nel quale viene descritto il funzionamento dell’azienda ed i rischi connessi alle varie mansioni e lavorazioni, con le relative misure di prevenzione stabilite dal datore di lavoro.

La norma assegna al datore di lavoro la responsabilità di effettuare la valutazione dei rischi e redigere il DVR. Egli potrà farsi naturalmente assistere in tali compiti da dipendenti qualificati e consulenti, fermo restando che la responsabilità in materia di rischi e della loro corretta valutazione resta sempre in capo al datore di lavoro.

Quindi, anche se ne affida ad un consulente la redazione, è interesse del datore di lavoro disporre di un DVR realmente conforme alla realtà aziendale, un vero e proprio “manuale di sicurezza aziendale”, in quanto egli è responsabile in ultima istanza per la sicurezza in azienda e quindi anche per la qualità del DVR.

Per agevolare le piccole imprese, il decreto ha previsto che queste avrebbero potuto redigere il documento secondo delle “procedure standardizzate” (in pratica, un formulario semplificato) elaborato dal Ministero Esse sono reperibili nel sito Internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (http://www.lavoro.gov.it/Lavoro)    all’interno della sezione “Sicurezza nel lavoro”.

Tali procedure contengono il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, nella forma di una serie di moduli da compilare riguardanti il profilo dell’azienda, le mansioni presenti, le lavorazioni effettuate, i possibili rischi e le misure di prevenzione e di protezione, oltre al programma delle azioni finalizzate  a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

La procedura è stata elaborata per le imprese fino a 10 dipendenti ma potrà essere utilizzata, volontariamente, anche dalle imprese fino a 50 dipendenti.

Il DVR deve naturalmente seguire l’evoluzione dell’azienda : la valutazione dei rischi e il DVR dovranno essere rielaborati, ogni qualvolta vi siano modifiche al processo produttivo o nell’organizzazione del lavoro, oppure nella struttura fisica dell’azienda, purché tali modifiche siano significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Siccome per molte aziende la realizzazione del DVR potrà essere l’occasione per mettersi al passo con i numerosi obblighi in materia di sicurezza sul lavoro previsti dalla legge  81/08, ci pare utile fornire ai lettori una rapida sintesi della normativa e degli adempimenti di carattere amministrativo, documentale e formativo (cioè relativi alla formazione obbligatoria per i dipendenti e per le figure aziendali cui vengono assegnati specifici compiti) che le imprese devono osservare.

La formazione riveste una particolare importanza in questo quadro, data l’importanza che la normativa sulla sicurezza sul lavoro annette alla prevenzione.

Ecco i punti principali della normativa:

  • Valutazione dei rischi: Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi presenti in azienda ed individuare le misure di prevenzione e protezione dai rischi. Tale compito non è delegabile; anche se svolto da un tecnico di fiducia, il datore di lavoro ne porta comunque la responsabilità.
  • Documento di valutazione dei rischi: contiene tutte le indicazioni relative ai criteri adottati per individuare i rischi, alle misure di prevenzione ed alla loro attuazione. Come abbiamo visto, dal 1 giugno il DVR sarà obbligatorio per tutte le aziende con almeno 1 dipendente o equiparato ad esso.Il Decr. 81/2008 ha previsto che il documento deve avere data certa (annullo postale, registrazione pubblica, etc.). In alternativa, la “data certa” può essere attestata dalla consegna del documento, con firma per ricevuta, al responsabile del servizio di prevenzione (se persona diversa dal titolare) ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Tra i rischi da valutare, introdotti da normative recenti, vi sono il rischio stress-lavoro correlato e presenza di stranieri non parlanti italiano.
  • Servizio Prevenzione e protezione: Il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire il servizio di prevenzione e protezione e designarne il responsabile e gli addetti. Il responsabile (RSPP), che può essere lo stesso datore, deve frequentare un corso di formazione di durata variabile in base al rischio :  16 ore (rischio basso) 32 ore (rischio medio), 48 ore (rischio alto). Il grado di rischio dipende dalla tipologia di attività svolta. Le attività commerciali e di servizi rientrano nel rischio basso, mentre quelle di fabbricazione nel rischio alto. Coloro che hanno già frequentato il corso devono frequentare un corso di aggiornamento ogni 5 anni in base al rischio rispettivamente di 6, 10 e 14 ore.Il servizio collabora con il datore di lavoro nell’individuazione e nella valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione e protezione da attuare; provvede inoltre all’informazione ed alla formazione dei lavoratori sui rischi ed organizza la riunione periodica (obbligatoria solo nelle aziende con più di 15 dipendenti, con cadenza annuale) con i lavoratori sulla prevenzione e protezione.
  • Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: Il rappresentante è scelto dai lavoratori riuniti in assemblea e della sua elezione deve essere redatto un verbale sintetico, da conservarsi unitamente agli altri documenti riguardanti la sicurezza aziendale. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dovrà essere consultato dal datore di lavoro in occasione della valutazione dei rischi, della designazione del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e riguardo alla formazione dei lavoratori. Egli può segnalare al datore di lavoro eventuali situazioni di rischio, anche per conto dei lavoratori e verifica l’applicazione elle misure di sicurezza. Il rappresentante dei lavoratori ha diritto a ricevere, a cura del datore di lavoro, una apposita formazione in materia di salute e sicurezza, della durata minima di 32 ore, e un aggiornamento periodico di 4 ore. L’attestazione di tale formazione deve essere conservata in azienda. Il nominativo del rappresentante va comunicato all’INAIL.
  • Informazione e formazione dei lavoratori: Il datore di lavoro ha l’obbligo di informare i lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione, sulle procedure da adottare in caso di pericolo e sui rischi connessi alle proprie specifiche mansioni. Inoltre, tutti i lavoratori dovranno frequentare un corso di formazione generale sulla sicurezza di 4 ore ed uno specifico per settori di 4 (rischio basso), 8 (medio) oppure 12 ore (alto). La formazione deve essere ripetuta periodicamente in relazione alla evoluzione dei rischi e all’insorgenza di nuovi rischi.
  • Obblighi dei lavoratori: osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro in materia di sicurezza ed utilizzare correttamente le attrezzature ed i dispositivi di protezione forniti dal datore di lavoro, non utilizzare attrezzature o svolgere qualsiasi incarico se non autorizzati, non effettuare operazioni che possano mettere in pericolo altri lavoratori, cooperare con il datore di lavoro al mantenimento delle condizioni di sicurezza.
  • Primo soccorso: nelle aziende con meno di 3 dipendenti occorre tenere a disposizione un “pacchetto di medicazione” con una dotazione minima di materiale per il primo soccorso, indicata nell’allegato 2 al Decreto del Ministero della Salute n. 388 del 15 luglio 2003. Nelle aziende con 3 o più dipendenti occorre una cassetta di pronto soccorso con la dotazione indicata nel’allegato 1 al medesimo decreto. E’ obbligatorio avere almeno un addetto al primo soccorso (datore o lavoratore) che abbia frequentato un corso di 8 ore con obbligo di aggiornamento triennale.
  • Servizio antincendio: almeno 1 addetto che abbia frequentato l’apposito corso di formazione di 4 ore per le attività a basso rischio, come i negozi, oppure 8, per le attività a rischio medio di incendio, come potrebbero essere i laboratori orafi più grandi. È necessario almeno 1 estintore ogni 100 mq. di superficie
  • Medico competente: è previsto solo per le attività con obbligo della sorveglianza sanitaria. Nel caso dei laboratori orafi, tale obbligo è previsto per le lavorazioni che utilizzino, per operazioni di lucidatura, saldatura, fusione, etc., sostanze potenzialmente dannose quali cadmio, arsenico, mercurio, resine, solventi etc.Le attività commerciali in genere sono escluse dall’obbligo della sorveglianza sanitaria e non sono pertanto tenute alla nomina del medico competente.Si tenga però presente che gli addetti alla movimentazione di carichi superiori a 30 Kg. e gli operatori al videoterminale (esclusi i registratori di cassa) che utilizzano l’attrezzatura, in modo sistematico ed abituale, per almeno 20 ore settimanali, dedotte le pause di 15 minuti ogni 2 ore previste dalla legge, devono obbligatoriamente essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

13 commenti

  1. liliana basile says:

    ho una sola dipendente che lavora 64 ore mensili. Per quale ragione debbo fare questa assicurazione? il mio negozio (abbigliamento) ,non ha nessuno rischio di infortunio, e in piu’ non si lavora piu’! cosa mi costerebbe questo scherzo?


  2. Francesca says:

    Buongiorno,
    lavoro in una Ditta Srl in Liquidazione da fine 2011; come dipendenti sono rimasta solo io ed una collega attualmente in maternità. Fino ad oggi la Titolare non mi ha mai parlato di “sicurezza”, nè ho mai visto nessun documento a riguardo. Vorrei sapere cortesemente, se è venuta meno agli obblighi di legge e quale diritto io possa avere nel chiedere ad es. di leggere, sempre se qui esistono, i suddetti documenti.
    Grazie


    • Marco says:

      Ho avuto lo stesso problema, solo che io sono stato licenziato. E ormai non posso fare molto.
      Da quel che ho saputo proprio oggi in un corso sulla sicurezza il datore di lavoro corre un bel rischio se denunciato.


    • Marco Cantarella says:

      il datore di lavoro ha l’obbligo di informare e formare i dipendenti sui
      rischi presenti in azienda. La legge prevede che tutti i dipendenti seguano
      un corso di formazione di almeno 8 ore sugli aspetti generali della
      sicurezza sul lavoro. Inoltre, anche nelle aziende con un solo dipendente, i
      lavoratori devono eleggere il Rappresentante dei Lavoratori per la
      Sicurezza, il quale ha diritto a ricevere una apposita formazione ed a
      consultare il Documento di Valutazione dei Rischi, che nelle piccole
      aziende viene redatto secondo un modulo standard previsto dalle norme di
      legge.


  3. luciano says:

    il datore di lavoro ha l’obbligo di dare una copia del corso di sicurezza al lavoratore? in caso di licenziamento? grazie.


  4. Vincenzo says:

    Sono un dipendente di un orchestra sinfonica con più di 40 dipendenti, il mio D.G mi obbliga a seguire il corso per la sicurezza per due due mattine consecutivi, dalle 9 alle 13.
    Vorrei sapere se sono davvero obbligato ad andare ai corsi.
    Grazie e distinti saluti.


    • Marco Cantarella says:

      Sì, è così. Tutti i lavoratori devono seguire un corso organizzato in due moduli distinti : uno di formazione generale della durata non inferiore a 4 ore, dedicato alla presentazione dei concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro, ed uno di formazione specifica della durata minima di 4, 8 o 12 ore, a seconda che il settore di attività sia inserito corrispondentemente nella classe di rischio basso, medio o alto Lo prevede l’accordo Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori in materia di sicurezza previsto dalla legge 81/08


  5. Daniele says:

    Buon giorno a tutti anche noi dobbiamo farlo. Ormai questi corsi sono diventati un business!!
    Ma non c’è un modo per non farlo è proprio obbligatorio?


    • Marco Cantarella says:

      Questa è la formazione minima obbligatoria per legge. Quindi tutti i lavoratori dipendenti od ad essi equiparati sono tenuti a farli, a cura del datore di lavoro.


  6. Marzia Ladritti says:

    Salve una domanda, ho fatto il corso obbligatorio di 4 ore presso il mio datore di lavoro nell’aprile del 2013 (sono assunta a tempo indeterminato, PARTI TIME pomeridiano) ora per un lavoro di 3 mesi al mattino mi obbligano a partecipare ad un’altro corso… i rischi sono i medesimi (lavoro al pc) sono tenuta a parteciapre oppure basta l’attestato in mio possesso per garantirmi la copertura? grazie
    Marzia


    • Marco Cantarella says:

      La formazione va ripetuta ogni volta che si cambia posto di lavoro, passando da un’azienda ad un’altra, oppure cambiano le mansioni all’interno della stessa azienda. L’obbligo formativo è previsto dalla legge a tutela dei lavoratori.


  7. vincenzo says:

    il corso di formazione generale sulla sicurezza per un azienda a basso rischio, per i propri dipendenti, vengono organizzati dal datore di lavoro, responsabile SPP, dal responsabile dei lavolatori, o da un tecnico esterno alla ditta grazie


    • Marco Cantarella says:

      Il datore di lavoro è responsabile dell’organizzazione dei corsi e deve servirsi di docenti in possesso dei requisiti previsti dalla legge


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