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Sicurezza in negozio, a Lecce protocolli d’intesa tra Prefettura ed associazioni di categoria

Più sicurezza per le gioiellerie, le associazioni territoriali di categoria si danno da fare per contrastare il dilagare dei fenomeni di criminalità che mettono a rischio l’attività ma anche la tranquillità di chi lavora nel settore. Arriva da Lecce l’ultima proposta concreta per garantire ai negozianti ed ai cittadini un argine a furti e rapine: è di pochi giorni fa la firma in Prefettura di tre protocolli d’intesa che prevedono l’installazione di telecamere collegate alle forze dell’ordine, con un pacchetto di incentivi destinati alle aziende.

È il progetto “Mille occhi sulle città” e ha coinvolto i sindaci di Lecce, Maglie, Galatina, Casarano, Tricase, Copertino, Ugento, Gallipoli, il commissario straordinario di Nardò e gli istituti di vigilanza; le altre due intese sono state siglate con i presidenti di Confcommercio, Confesercenti e Federfarma e prevedono finanziamenti alle attività commerciali per l’installazione di impianti.

Forte l’impegno di Alfredo Prete, presidente di Confcommercio Lecce nonché presidente della Camera di Commercio della città salentina e forte anche l’attenzione rivolta, tra le attività a rischio, alle gioiellerie, rappresentate dalla presidente del sindacato dei dettaglianti orafi Paola Loiacono.

Contrasto e prevenzione, dunque. Ma quali sono i prossimi step del progetto “Video Allarme Antirapina”? “Per fine marzo sarà avviata una prova tecnica presso le centrali operative delle forze dell’ordine, dal momento che si tratta di un progetto ad alto contenuto tecnologico – spiega Alfredo Prete (nella foto a sinistra) – e per il mese prossimo daremo il via ad un’attività di informazione sul progetto per farlo conoscere agli operatori”. È prevista infatti una formula di co-finanziamento alle imprese da parte della Camera di Commercio di Lecce.

I precedenti fanno ben sperare: ottimi infatti i risultati dell’esperienza di Bologna, con il progetto “Negozi sicuri” nato lo scorso anno in seguito alla sigla del protocollo tra la Prefettura e l’Ascom cittadina, al quale ha partecipato attivamente il Sindacato Orafi, Gioiellieri, Orologiai e Argentieri Ascom Bologna.

Un network di commercianti che si stanno dotando di impianti di sicurezza interni ed esterni collegate in diretta con le centrali operative di polizia e carabinieri. Anche in questo caso, fondamentale l’intervento della Camera di Commercio che ha già stanziato 100mila euro a novembre 2010 (già esauriti) ed altri 200mila il mese scorso, cifra che coprirà il cinquanta per cento delle spese sostenute per le installazioni di sistemi di sicurezza fino ad un massimo di 2500 euro. L’iter della pratica sarà svolto completamente in via telematica e il bando disponibile sul sito www.bo.camcom.it contiene tutti i dettagli.

“È un progetto che sta funzionando – spiega PierLuigi Sforza, presidente Sindacato Orafi, Gioiellieri, Orologiai e Argentieri Ascom Bologna (nella foto a destra) -: già 20 negozi si sono attrezzati con gli impianti e circa 25 lo faranno nelle prossime settimane. Inoltre, per garantire l’utilità delle attrezzature anche a negozio chiuso abbiamo da poco stipulato un’intesa con un istituto di vigilanza. Tecnicamente, infatti, il collegamento con le forze dell’ordine è attivo a negozio aperto: da ora invece sarà possibile una copertura h24”.

Il progetto “Negozi sicuri” ha coinvolto anche un istituto bancario, disponibile ad accendere finanziamenti a tassi agevolati per esigenze di sicurezza e il sindacato nazionale assicuratori, che ha predisposto premi vantaggiosi per chi è dotato dell’impianto di video sorveglianza.

Intanto, il quotidiano La Nazione ha diffuso la notizia di una riunione oggi del tavolo tecnico in questura e domani della Consulta degli orafi, composta dai rappresentanti di Confindustria, Confartigianato, Cna e Confapi per fronteggiare l’emergenza furti registrata nel distretto produttivo di Arezzo negli ultimi mesi.


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