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Si insedia il Comitato Moda, subito un piano d’azione

Davanti al Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi anche il viceministro Calenda, pronto a spostarsi in Europa. Si punta tutto su manifattura e Italia

Comitato Moda 1 riunione

(Il tavolo di insediamento del Comitato Moda e Accessorio, che si è svolto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico) 

Si è insediato ieri il Comitato Moda e accessorio, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Presenti anche il Viceministro Carlo Calenda, pronto a lasciare per un nuovo incarico a Bruxelles, il Sottosegretario per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Ivan Scalfarotto e il presidente dell’Agenzia Ice Riccardo Monti. 

Aprendo i lavori della riunione, cui hanno partecipato i rappresentanti del settore che confluiscono nel Comitato, il Ministro Guidi ha annunciato per le prossime settimane un piano d’azione finalizzato a porre l’Italia al centro di questa rivoluzione. “Siamo fermamente convinti – ha detto – che il futuro passa dall’innovazione, ma l’innovazione si fonda su queste due parole tante dense di significato: manifattura e Italia. Chi dice moda dice Made in Italy e viceversa. Nella moda infatti si concentrano alcuni elementi chiave che caratterizzano le nostre produzioni: la solida base manifatturiera, la creatività, il gusto e la ricerca scientifica di alto livello”.

I dati diffusi in occasione della riunione confermano per il settore una chiusura d’anno positiva, nonostante le criticità dello scenario globale: l’industria italiana del Tessile-Moda ha archiviato il 2015 con un fatturato in aumento di oltre l’1% su base annua, grazie anche alla crescita dell’export che potrebbe sfiorare il 2%.

Tra i presenti, anche Cna Federmoda che ricorda quanto il tessuto produttivo del comparto italiano sia fatto di piccole e medie imprese. “Il Sistema Moda Italiano fonda la sua competitività in buona parte sulla capacità intrinseca del settore del saper fare. Questa capacità trova le sue radici nel permanere in Italia di una filiera integrata – spiega il presidente Luca Marco Rinfreschi -. È quindi necessario al fine di salvaguardare questa filiera, promuoverla. Questo presentando, attraverso azioni di comunicazione e promozione internazionale, come il Sistema Moda Italiano sia un sistema produttivo integrato. La spina dorsale del Sistema Moda Italiano è costituito da artigianato, piccole e medie imprese. Sempre più, oggi, vengono esaltati i valori dell’artigianato e del saper fare, è indispensabile valorizzare e non disperdere questo patrimonio culturale, economico e sociale”.

Questo rappresenta il filo conduttore delle azioni di CNA Federmoda che lo sta declinando attraverso il progetto “manifattura italiana” con il supporto del ministero dello Sviluppo economico e dell’agenzia ICE“Il buon lavoro, un lavoro sostenibile e di qualità deve divenire il requisito distintivo della produzione Made in Italy nel mondo – prosegue Rinfreschi -. Il prodotto Made in Italy, oggi identificato di altissima qualità e raffinatezza stilistica, domani deve essere riconosciuto ed acquistato perché il prodotto di un lavoro “umano”, sostenibile e giusto. Questo significa ridisegnare i rapporti di filiera tra grandi aziende e brand e piccole aziende artigianali di subfornitura. Significa redistribuire la ricchezza nella filiera e nei territori di produzione. Significa “ristrutturare” forma, dimensioni e relazioni dei distretti produttivi, significa saper affrontare la sfida del ritorno delle produzioni dall’estero e ancora parlare di standard di qualità, di costo del lavoro, di saper fare, rimettendo il lavoro e i lavoratori (dipendenti e autonomi) al centro della filiera del valore”.


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