di


Si è uomini liberi quando si è capaci di meravigliarsi delle piccole cose

Dietro il sorriso disarmante di Riccardo Dalisi c’è una profonda pulizia intellettuale, un animo colorato dall’innocenza dei bambini. C’è un artista lontano da condizionamenti che sa incantare la platea anche stropicciando un banale foglio di carta. Già, perché se per la maggior della gente un foglio è solo un foglio e niente di più, uno spazio bianco su cui appuntare qualsivoglia notizia, per lui è un qualcosa che sussurra chissà quali parole, magiche forse, come quelle che nelle  favole fanno aprire porte invisibili.
E ci abbiamo creduto anche noi quando ieri sera, all’inaugurazione della mostra dei suoi gioielli, curata da Alba Cappellieri, a Palazzo Bonin Longare, a Vicenza, i suoi occhi azzurri si sono illuminati, di quella straordinaria luce che si può incrociare solo nello sguardo dei piccolini che fanno OH!, quando ha cavato dalla tasca un pezzo di carta e lo ha accartocciato abbandonandosi al modulare di quella voce per noi tutti sconosciuta fino a quell’istante.
E a chi si chiede come si possa immaginare creature fantastiche come quelle rappresentate nei suoi gioielli, nelle sue sculture di materie che generalmente vivono vite meno gloriose, risponde che bisogna sbagliare, mille volte e mille ancora. Solo così si impara a camminare sulla leggera via della fantasia. Ma se si vuole andare lontano bisogna aprire il cuore alla poesia.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *