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Settore orafo, stazionari fatturato ed export

Sul Sole 24 Ore un focus sul gioiello: stabile il comparto con un +0,6% nel primo trimestre. Tra i fattori, la crisi in Russia e la crescita negli Usa

Vetrine Cina

Cause geopolitiche e il ribasso dei prezzi della materia prima facevano temere un dato negativo. Resta invece stazionario con un +0,6% il settore orafo italiano. Il Sole 24 Ore ha dedicato al comparto un focus approfondito alla vigilia di Vicenzaoro September, riportando i dati dell’oreficeria relativi al primo trimestre: stabili sia il fatturato (+0,9%) sia le esportazioni (+0,6%). Il risultato è stato reso possibile dall’andamento in crescita negli Stati Uniti, destinazione importantissima per l’Italia, e in altri Paesi emergenti.

Il sostanziale equilibrio si deve per lo più alla brusca contrazione negli Emirati Arabi Uniti (-27%), soprattutto Dubai che fa da ponte verso altri paesi dell’Asia Pacifico, e di un ritorno alla crescita della Svizzera (+13,2%); in crescita, secondo il quotidiano economico, i mercati di Hong Kong (+26,6% dopo il boom del 118% circa del 2014), Usa (+11,6%), in positivo malgrado le barriere doganali, e Francia (+15,6%). Il Sole 24 Ore riporta le analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che assieme al Club degli Orafi ha dato vita a un rapporto congiunto sul settore.

Ancora debole il mercato europeo: prosegue il trend positivo dei flussi verso la Francia (+15,6%), e la Spagna (+11,6%), mentre frena il Regno Unito (-2,9%). L’indice di produzione del settore, secondo questi dati, ha infatti registrato nei primi tre mesi una evoluzione nettamente positiva (+12,7%). Lo sguardo, per il prossimo futuro, è puntato verso paesi come l’Iran, dove a seguito dell’accordo sul nucleare, l’Italia potrà avere buone opportunità visto il valore consolidato del gioiello nel paese. 


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