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Secondo trimestre, in calo l’export dei distretti orafi

I periodici Monitor di Intesa Sanpaolo evidenziano una diminuzione dei poli di Arezzo, Vicenza e Valenza dovuto al calo della domanda globale di gioielli

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Scende la domanda globale di gioielli e i distretti orafi italiani ne risentono. Il secondo trimestre dell’anno, le cui performance sono state registrate dai consueti Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, porta il segno negativo sia per Arezzo, sia per Vicenza, sia per Valenza. Il dato è dovuto anche alla minore domanda di mercati chiave per il comparto come per esempio gli Emirati Arabi.

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Secondo l’analisi, il calo del distretto orafo di Vicenza è stato il più consistente – andando a incidere sulla performance globale dei distretti veneti, in rallentamento – con una variazione negativa del 14,7% nel secondo trimestre da attribuire alla minore domanda dei maggiori sbocchi di mercato come Svizzera, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti. In particolare, il mercato svizzero ha confermato il trend di diminuzione di domanda che ha avuto inizio nel 2013, quando aveva toccato nel primo semestre il picco di 143 milioni di euro, e che lo ha riportato agli attuali 20 milioni. Al netto dell’oreficeria, l’aumento dell’export dei distretti veneti è stato pari al +2% (vs. +1%).

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Nella seconda parte dell’anno l’export dei distretti potrebbe essere rilanciato da politiche economiche europee meno orientate all’austerità: Infatti, nonostante gli importanti successi ottenuti sui mercati extra-europei negli ultimi anni, poco meno del 60% delle esportazioni distrettuali del Triveneto del secondo trimestre 2016 continuano a essere dirette verso l’Unione Europea (Regno Unito escluso).

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Ad Arezzo non è andata meglio. Secondo il Monitor della Toscana, realizzato per Banca CR Firenze dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che ha analizzato l’andamento dell’export in 17 distretti toscani, tra cui quello dell’oreficeria aretina. Confermato il trend negativo del Distretto orafo che non presenta segnali di ripresa (-10,4% nel secondo trimestre e -5,9% su base semestrale), anche se a livello nazionale registra una riduzione minore degli altri distretti orafi. Significativo il calo registrato negli Emirati Arabi Uniti, dove l’oro di Arezzo crolla del 19,5%.

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Per poter interpretare questi andamenti, sottolineano gli analisti di Intesa Sanpaolo, è da evidenziare il dato relativo alla domanda mondiale di gioielli in oro rilevata periodicamente dal World Gold Council (-14% le tonnellate nel secondo trimestre del 2016 rispetto al corrispondente dato del 2015, con decrementi particolarmente concentrati in India e in Medio Oriente). La riduzione registrata è particolarmente legata all’arretramento degli scambi con gli Emirati Arabi Uniti che in entrambi i trimestri hanno presentato un trend in riduzione di circa il 19,5%.

Questo stesso andamento è inoltre rilevabile anche per il distretto orafo di Vicenza, come accennato, che ha subito una variazione negativa degli scambi verso gli Emirati Arabi (secondo mercato di destinazione con un peso del 15,5% e volumi nel 2015 per 228 milioni di euro) in peggioramento rispetto al primo trimestre e pari al -19,5% a valere sul periodo gennaio-giugno.

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In Piemonte, il distretto orafo di Valenza ha ottenuto risultati fortemente negativi in termini di export nel secondo trimestre 2016 (-21,8%) con una performance che ha spinto al ribasso i risultati dell’intero sistema distrettuale piemontese. Tutti i maggiori partner commerciali hanno visto le esportazioni diminuire sensibilmente, in particolare Svizzera e Francia, ma anche Stati Uniti e Regno Unito. Più che un crollo, comunque, si tratta – secondo Intesa Sanpaolo – di una normalizzazione fisiologica rispetto alla crescita straordinaria che aveva caratterizzato il distretto nel primo semestre 2015.

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Analizzando i dati sul lungo periodo, infatti, risulta chiaro come le esportazioni del distretto si siano più che triplicate tra il primo semestre del 2009 e il primo semestre del 2016 passando da 193 a 747 milioni euro e si attestino sui livelli più alti mai raggiunti, ad esclusione del massimo storico del 2015. L’apertura di un nuovo stabilimento Bulgari a Valenza, che si completerà nel 2016, inoltre, rappresenta un importante investimento sul territorio.

 


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