di


Scuola vs. bottega?

Se i giovani disertano i banchetti orafi la colpa è delle carenze della scuola o della bottega? Ora si sente dire che è il diradarsi delle botteghe, intese come piccole strutture d’alto artigianato, a determinare lo scarso interesse delle giovani leve per l’oreficeria.

artigiano 5

Troppo costoso il pacchetto contributivo per trascinarle nel circuito lavorativo. Ieri invece si contestava alla scuola, assai ingessata di scartoffie ed infarcita di teoria, la inadeguatezza a corrispondere alle esigenze pratiche di chi volesse concretamente intraprendere la carriera del gioielliere.

Diplomi astratti con docenti fuori da ogni circuito imprenditoriale. A cosa dunque fare ricorso per contrastare l’agonizzante curva demografica dei nostri artigiani? La vecchia laboriosa bottega, romanticamente insediata con i suoi gloriosi utensili nei centri storici, è un mito spazzato via dai cambiamenti radicali degli ultimi decenni.

La semplice manualità diventa un esercizio retorico se il miracoloso ricamo del caro vecchio traforo è accostato all’impietosa, fredda perfezione del controllo numerico. La scuola, pubblica o privata che sia, a volte è nuova solo esternamente se prospetta una galleria generica di possibilità tecniche senza riferirsi alle evoluzioni del mercato ed alle applicazioni pratiche.

artigiano 6

E allora perché non prevedere un’integrazione tra un percorso scolastico di più ampio respiro ed un apprendistato in bottega, negozio, laboratorio, etc.? Un avvicinamento cioè tra le centinaia di istituti professionali orafi pubblici e i tantissimi esercizi che operano sul territorio, entrambi gruppi di soggetti indeboliti ed incapaci di trovare soluzioni da soli.

Una griglia di conoscenze culturalmente più ampia garantirebbe al giovane orafo un elemento decisivo che finora è mancato, la coscienza di sé e della propria collocazione in un comparto che è insieme impresa moderna, tradizione antica, sviluppo di tecnologie future. Impegno severo e divertimento creativo.


3 commenti

  1. angelo Baldini says:

    Orafo da 40 anni ho iniziato il mestiere come apprendista in via condotti in roma un mestiere affascinante e creativo che ancora mi diverte tutti i giorni lo stato dovrebbe chiudere le scuole e inserire i nuovi allievi nei laboratori dove si impara davvero il mestiere con un risparmio per la comunità


  2. francesco says:

    Condivido perfettamente con lei. L’arte orafa si impara solo con il quotidiano e instancabile fiato del maestro orafo sulle spalle. Purtroppo come dice anche l’autore dell’articolo questo antico percorso è ostacolato “dal costoso pacchetto contributivo” il ragazzo di bottega che non percepiva denaro per imparare l’arte è ormai fuorilegge. I giovani per imparare devono rivolgersi sempre più a scuole che non sempre insegnano come il vecchio “masto”


  3. Alessandro says:

    L’arte orafa è tradizione, ma è fondamentale integrare la formazione classica con le conoscenze innovative. Per competere con il mercato globale è fondamentale aggiornarsi e il maestro di bottega a questo serve poco


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *