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Scoop: in Italia non si vendono diamanti di laboratorio

Invece di alimentare solo il mercato delle strumentazioni identificative ed i corsi di formazione gemmologica, non sarebbe il caso di operare tutti in concerto a favore di una conoscenza allargata del diamante di laboratorio?

Di ritorno dalle fiere settembrine, dove la presenza del diamante accresciuto in laboratorio è sempre più evidente, non solo nei talk e nelle “chiacchiere di corridoio”, ho pensato di affidare ad una collega un reportage per capire, a questo punto, come viene proposto l’ultimo nato nelle nostre gioiellerie.

Ebbene, dopo circa 10 giorni di tentativi, fatti anche attraverso associazioni di categoria ed istituti gemmologici accreditati, abbiamo individuato solo uno sparuto numero di operatori che, all’interno delle loro vetrine, timidamente propongono il lab-grown diamond.

Quindi, o siamo di fronte ad una forma di class-action a difesa del naturale e della propria identità di “diamanter” e purtroppo non è così, o la scarsa informazione e la paura di essere fraintesi dai clienti ne stanno condizionando ulteriormente l’ingresso ufficiale sul mercato italiano. Ho usato volutamente la parola ufficiale perché sappiamo tutti che in maniera ufficiosa da tempo è già abbondantemente presente.

Allora, invece di alimentare unicamente il mercato delle strumentazioni identificative ed i corsi di formazione gemmologica, non sarebbe il caso di operare tutti in concerto a favore di una conoscenza allargata del diamante di laboratorio, soprattutto verso il cliente, immaginando una campagna divulgativa forte e chiara?

In attesa di leggere quanto ci hanno dichiarato, noi siamo pronti a fare la nostra parte. E voi?

 

 

 


1 commento

  1. Cristina says:

    Dove si posso trovare dei negozi? Ci sono siti che spediscono in Italia?


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