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Sblocco delle importazioni in Algeria, la Consulta degli Orafi è ottimista

Andrea Boldi esprime gratitudine al governo e al ministro Boschi per il lavoro avviato con il premier del paese africano: “Gli importatori sono pronti a ripartire”

Boldi e Boschi

(Andrea Boldi, della Consulta Produttori Orafi di Arezzo, e il ministro Maria Elena Boschi)

In merito all’incontro avvenuto mercoledì a Roma tra i premier di Italia e Algeria sullo sblocco degli scambi commerciali, Andrea Boldi, della Consulta Produttori Orafi di Arezzo, esprime gratitudine al Governo italiano e al ministro Maria Elena Boschi per il prezioso lavoro avviato in relazione al tema del blocco delle esportazioni di oreficeria nel paese africano. “Siamo veramente grati al Ministro perché ha accolto con attenzione e sensibilità il nostro ‘appello’ per una sollecita azione di Governo per porre fine a questa situazione – ha detto – per noi che siamo il distretto orafo più importante, con oltre 1300 aziende e il primo in Italia e in Europa”.

Un risultato raggiunto grazie al lavoro sinergico della Consulta dei produttori orafi di Arezzo insieme ai parlamentari Marco Donati e Donella Mattesini con l’obiettivo di salvaguardare l’economia del territorio aretino, vicentino e valenzano. Il blocco delle importazioni deciso più di un anno fa dal governo algerino – tra i principali destinatari della produzione orafa aretina – ha provocato un mancato export, nel 2014, di oltre 165 milioni di euro. Un danno che va sommato a quello indirettamente creato con il blocco verso Dubai: si tratta di oltre 560 milioni di dollari di prodotti italiani che arrivavano in Algeria da Dubai ma che venivano realizzati in Italia.

A Roma doppio incontro: quello del Ministro per lo Sviluppo economico, Federica Guidi, con una delegazione algerina di imprenditori, e la conferenza stampa con il premier Abdelmalek Sellal dove il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha citato i distretti dell’oro di Arezzo e Vicenza come settori importanti dell’economia nazionale“Gli importatori di oreficeria algerini – prosegue Boldi – sono già disposti ad emettere ordinativi e lettere di credito per svariate decine di milioni di euro a favore delle aziende italiane, aretine e vicentine”.


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