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Sarà faticoso. E allora?

Passano le cosiddette Festività, cala costantemente il  numero dei gioielli da attendersi come regalo nell’Occasione delle Occasioni: chi ha a che fare con i preziosi lavora maluccio o decisamente male, sognando le vetrine (e la cassa) d’una volta. E vada per le gemme: mica sempre  (ma mica sempre non vuol dire mai) è possibile fare regali superbi; ma fino a qualche tempo fa poche persone avrebbero rinunciato a chiedere o a offrire almeno un anellino o un braccialettino d’oro, insomma  un oggetto che unisse il valore intrinseco a una valenza non necessariamente materiale.

Così,  partendo dal presupposto (giusto? sbagliato? da discutere più avanti nel luogo e nel tempo o da evitar di discutere?) che  per una donna non vi sia miglior regalo di un gioiello, orefici e gioiellieri  ricominciano a domandarsi a cosa esattamente debba essere attribuito  il continuo calo di vendite, tenendo ben presente, s’intende, la feroce crisi economica (che qualcuno vorrebbe esorcizzare negandone l’esistenza). Ora, si può concordare o meno sul “peso” della crisi ma sarebbe arduo dimostrare – conti alla mano – che gli incessanti  stop dipendano esclusivamente da uno scarso spirito d’iniziativa degli operatori. E allora potremmo trovare una possibile risposta anche in un trasferimento sessuale delle destinazioni, in un diverso sfruttamento degli spazi e delle strutture mentali o fisiche. Anche qui avremo agio di approfondire più avanti nel tempo: dopo tutto, le prossime Festività sono ancora lontane. Insomma, restiamo al  Natale, che una volta era l’occasione… d’oro per un regalo privilegiato, che “faceva” le  vetrine  e soprattutto i bilanci.

Allora: Natale era la Festa dei bambini ma per il mondo degli adulti era un sistema molto ben regolato intorno “al”  gioiello, quello che non era certo il  caso di far trovare sotto  l’albero perché era un dono che si faceva quasi esclusivamente a una donna fornendole un’ulteriore opportunità di sottolineare il suo livello e la sua posizione. Anche a Natale, dunque, il campo del gioiello era un campo riservato a scelte maschili: “lui” si sacrifica e si fa bastare i gemelli, il braccialettino, il fermacravatte e poco più. Il fatto è  che da parte maschile latita la cultura del gioiello, che va bene quando è uno sberlocco di quelli che… madonnina quanto l’avrà pagato?!

Orbene: gli acquisti natalizi, inclusi gli eventuali acquisti preziosi, erano stati delegati quasi per intero alla componente femminile della famiglia; e si sa che la donna ha un certo trasporto per gli oggetti preziosi. Poi, insieme a tante altre cose, la donna ha preso le briglie del bilancio familiare e le priorità di acquisto sono radicalmente cambiate.

Fermiamoci qui, perché le accennate priorità continueranno a cambiare e noi continueremo a tentarne un’interpretazione plausibile, magari con un ragionevole anticipo.

Sì, sarà faticoso. E allora?


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