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Rotonde de Cartier

Mi piace iniziare citando questo “motto” ripreso dalle pagine dell’elegante libro da lavoro in brossura rossa dedicato all’alta orologeria di Cartier:
“L’orologiaio delle forme” diventa “Creatore di Alta Orologeria”.

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Un concetto che esplica chiaramente una fase storica per la maison che più di ogni altra ha reso eleganti polsi femminili e maschili all’incirca dal 1888, anno in cui si hanno tracce dei primi orologi da polso con casse di forma. Da allora si sono susseguite vere e proprie opere di stile difficilmente eguagliate:
Tonneau, Tortue, Tank, Losange, Crash, per giungere ai giorni nostri con un grande valore aggiunto quale è quello dei movimenti di manifattura creati, prodotti e assemblati interamente nella stupenda fabbrica Cartier di La Chaux-de-Fonds dove a questo ambizioso progetto si dedicano 18 persone che lavorano al concepimento dei movimenti, unite a 70 maestri orologiai che si occupano del montaggio e altre 10 che svolgono severe verifiche di controllo, per garantire il perfetto funzionamento di questi capolavori.

La collezione è ricca di splendidi modelli, alcuni dei quali con movimento insignito del Punzone di Ginevra, dei quali si avrà modo di scrivere, ma per ora è giusto dedicarsi a quella che per molti potrebbe sembrare una modesta complicazione, ma che a nostro avviso, per come è stata concepita in Cartier, merita una presentazione agli appassionati: Il Rotonde de Cartier Cronografo Centrale.

Iniziando dalla cassa, disponibile in oro rosa e oro bianco, possiamo dire che la forma tonda, pur non essendo la più presente nelle collezioni della maison, è stata realizzata attentamente e con linee semplici, unite a rotondità che trasmettono un carattere forte: il fondo è in vetro zaffiro, l’impermeabilità 30 metri.
Molto particolare e di sicuro effetto il quadrante: questo, infatti, è formato da due dischi con quello del cronografo sopraelevato rispetto a quello delle ore. Tale distacco conferisce una facile lettura delle ore e del cronografo quando questo è in funzione; finitura guillochè per il quadrante superiore di color ardesia.

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Le lancette (gladio-brunite) delle ore e dei minuti parzialmente nascoste ma di grandi dimensioni non interferiscono con la lancetta del cronografo, il disco che indica lo scorrere dei minuti cronografici è di chiara lettura, le vistose cifre romane rendono ancor più ampia la grandezza del quadrante che finisce con la minuteria chemin de fer.

Molto ampi e di facile utilizzo i pulsanti di forma rettangolare, bella ed elegante la corona con il classico zaffiro blu cabochon. Ma veniamo alla cosa più bella e decisamente nuova, il movimento: è numerato, ha la firma Cartier, il numero del calibro seguito dalle lettere MC (“manifattura Cartier”), la dizione Swiss e il numero dei rubini in cifre e lettere; meccanico a carica manuale di manifattura calibro 9907 MC, cronografo con funzioni centrali, ruota a colonne, cronografia ad innesto verticale riserva di marcia di 50 ore anche con cronografo in funzione grazie ai due bariletti, 11 linee, 35 rubini, 272 parti meccaniche, 28.800 alternanze ora, il tutto visibile attraverso il vetro zaffiro del fondo.

Concludiamo con il cinturino che è in alligatore nero, mentre la fibbia è in oro déployante e regolabile. Per visionare la collezione in Italia sono stati selezionati un numero ridotto di concessionari (quattro), alcune boutique e partner abilitati; è inoltre possibile accedere ad una rubrica dedicata sul sito Cartier www.cartier.com


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