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Roma, ai giovani piace falso: il 76,1% lo fa per “punire” le griffe

Bijoux e orologi tra i prodotti comprati in strada o sulle spiagge: domani a Milano un focus sulla contraffazione on line e sugli strumenti per combattere il fenomeno

“Non c’è niente di male nell’acquistare merci false”: sembra essere questo il pensiero dei giovani romani, secondo quanto emerso dall’indagine Censis su incarico della Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico incentrata sulla contraffazione, che per il 66,5% degli intervistati è un “fatto socialmente accettabile”. Anche bijoux e orologi figurano – con una percentuale significativa – tra i prodotti venduti in strada, nei mercati e sulle spiagge.

La grande maggioranza dei giovani (il 74,6%) acquista merce contraffatta: al primo posto capi d’abbigliamento (67,3%), seguiti da cd e dvd (48,3%), accessori come cinture, portafogli, borse (45,3%), scarpe (37,5%), occhiali da sole (31,6%), orologi e bigiotteria (20,1%), prodotti elettronici (20,1%), prodotti informatici (18,2%), profumi e cosmetici (16,1%).

I luoghi privilegiati sono la strada, con le sue bancarelle (indicata dall’81,2% dei giovani acquirenti), e i mercati (segnalati dal 48%). Altro luogo deputato all’acquisto di merce contraffatta è la spiaggia (32,7%). Il 22,8% trova prodotti falsi nei negozi. Solo il 16,6% dei giovani romani li compra su Internet. E il 7,5% persino all’interno di case private.

L’acquisto è una scelta intenzionale (solo l’11% era convinto di acquistare un prodotto autentico) ed è guidato in primo luogo dalla volontà di risparmiare (69,6%), poi di possedere qualcosa di poco impegnativo (29,8%) o di cui si aveva effettivamente bisogno (28%). Le merci contraffatte danno soddisfazione anche perché permettono di “punire” le griffe amate e desiderate, ma allo stesso tempo odiate a causa dei prezzi troppo elevati: è di questa opinione il 76,1% degli intervistati.

Poco importa se la qualità del falso è inferiore rispetto a quella dell’originale: chi compra merce contraffatta sa a cosa va incontro perciò si dichiara pienamente (34,7%) o in parte soddisfatto (57,7%) di quello che ha acquistato. Per i prodotti che potrebbero essere dannosi per la salute come per esempio gli occhiali da sole: il 26,2% rischia e li compra, mentre il 53,4% rimanda l’acquisto per comprare quelli originali.

“L’acquisto di merce contraffatta è un atto socialmente accettato, che fanno tutti”: la pensa così il 66,5% dei giovani romani. Anche quando c’è la percezione che la contraffazione è un reato, viene comunque considerato un illecito di lieve entità, che non merita una particolare attenzione da parte delle forze dell’ordine: è quanto sostiene il 63,9% degli intervistati. Non c’è quindi piena consapevolezza delle implicazioni negative per l’economia e il fisco, per la società e la salute, per il lavoro e la sicurezza personale. A preoccupare di più i giovani, l’idea di fare brutta figura se si scopre che indossa o possiede un prodotto falso.

Qualcosa che smuove le coscienze però c’è, anche se non è l’idea di compiere un illecito: a far leva sulla sensibilità dei più giovani, infatti, ci sono lo sfruttamento della manodopera e la negazione dei più elementari diritti dei venditori (per il 35,2%), e l’implicazione della criminalità organizzata nel processo di produzione, distribuzione e vendita di merce contraffatta (32,8%).

“La pericolosità sociale della contraffazione è dato ormai acclarato – dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi (nella foto a sinistra) – e la ricerca realizzata dal Ministero, con la collaborazione del Censis, fornisce ulteriore dati scientifici a supporto in tal senso. A fronte di un comportamento dei consumatori, soprattutto giovani, che sembra sempre più orientato a non considerare l’acquisto come un atto responsabile, anch’esso incluso nei propri doveri di cittadinanza, la risposta delle istituzioni non può che essere anzitutto incentrata sull’informazione qualificata, prima che sulla repressione. In tal senso la presentazione dello studio a Napoli, con il supporto del Comune e con il coinvolgimento attivo delle scuole superiori della città, rappresenta il simbolo di tale impegno a fianco dei cittadini di domani, per un consumo consapevole e responsabile, e soprattutto per la legalità”.

La ricerca del Censis è riferita alla capitale e all’acquisto generico di merci contraffatte, ma uno sguardo più ampio a livello territoriale sarà dato domani, dalle ore 14 presso la sede di Confcommercio Milano (Sala Orlando, in Corso Venezia 47), quando con Anfao, Assocalzaturifici, Assorologi, Indicam, Centro Studi Anticontraffazione e Confcommercio Milano ci si concentrerà sugli aspetti “telematici” della contraffazione. Sarà infatti presentata la ricerca condotta da Convey e ItaliaOggi che sintetizza i più recenti studi realizzati in Italia nei settori degli orologi, delle calzature e degli occhiali.


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