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RJC, il primo studio sull’impatto degli standard

Pubblicato dal Responsibile Jewellery Council un corposo documento che analizza i quattro anni di programmi di certificazione, dal 2010 a oggi: prossimamente sarà lanciato un sondaggio

RJC diamanti

La fotografia di quattro anni di attività a sostegno degli standard di pratiche responsabili nella catena di fornitura di gioielli e pietre preziose: il Responsible Jewellery Council pubblica un corposo documento che analizza i primi quattro anni di programmi di certificazione, dal 2010 al 2014. Basato su dati di controllo, rapporti e studi indipendenti, l’indagine ha al proprio interno anche una sezione dedicata alle prossime sfide.

“La certificazione è uno degli strumenti all’interno di più ampi sforzi per migliorare le pratiche e creare catene di fornitura più responsabili – spiega Fiona Solomon, Direttore degli Standards Development, nella presentazione del rapporto – in grado di fornire linguaggio e piattaforma comuni tra i partner commerciali, di incentivare la diffusione di best practices attraverso un processo indipendente gestito da soggetti terzi, di creare un forum per il dialogo multi-stakeholder su quello che viene richiesto delle catene di fornitura. Tuttavia la certificazione non è il solo obiettivo finale: la Change Theory del RJC evidenzia che le norme e gli strumenti di certificazione hanno bisogno anche di essere integrati da ampi sforzi di sviluppo di capacità, e di collaborazione e armonizzazione con le altre istanze della catena di fornitura”.

Il Responsible Jewellery Council al momento copre tanti settori, ma la prima relazione ha deciso di concentrarsi su tre aree di grande attualità: il settore delle miniere d’oro, con case-studies dall’America Latina; il settore dei diamanti, in particolare per ciò che riguarda taglio e lucidatura in India, dove vengono lavorati 11 diamanti su 12 nel mondo; e le piccole e medie imprese con fatturato annuo di 50 milioni di dollari o inferiore, che costituiscono il 60% dei membri del RJC.

Il numero di aderenti al RJC – divisi in membri (solo questo mese se ne sono aggiunti 23 su 554 totali) e membri certificati, in tutto 417 – cresce di anno in anno e abbraccia sempre più settori: attualmente ci sono oltre 270mila dipendenti che lavorano in oltre 5.900 strutture coperte da certificazione RJC. Se da un lato il settore minerario ha ancora scarsa diffusione all’interno del RJC, due casi di studio mostrano che gli standard RJC stanno avendo un impatto positivo nel fissare nuovi parametri di riferimento per le buone pratiche.

La composizione dei membri del RJC per settore
La composizione dei membri del RJC per settore (tabella tratta dallo studio)

La legislazione sui minerali da conflitti negli Stati Uniti e quelle che si stanno delineando in Europa, accanto al nuovo quadro di due diligence sviluppato dall’OCSE, sono gli strumenti normativi alla guida della supply chain per l’approvvigionamento di oro. A fronte di questo sviluppo, il RJC nota una crescente adozione di certificazioni anche in Asia, soprattutto in India.

Dati alla mano, l’attenzione ai sistemi di controllo di due diligence appare in crescita anche nelle raffinerie; così come tra le compagnie minerarie e i rivenditori che ha provocato una crescita a tre cifre nel settore dei diamanti e della gioielleria; la crescente dimensione delle aziende che utilizzano standard di pratiche responsabili, da 2 a 500 milioni di fatturato annuo.  Significativo l’aumento di strutture a norma in India, Giappone e Cina.

Gli sforzi dei grandi produttori e rivenditori contribuiscono a guidare pratiche responsabili nelle rispettive catene di approvvigionamento: ad esempio,  ricorda il rapporto, le società minerarie De Beers e Rio Tinto richiedono ai loro clienti di utilizzare norme armonizzate con quelle del RJC, mentre rivenditori come Signet e Argos incoraggiano i fornitori verso l’applicazione dei principi del RJC.

Tra le previsioni future, nel biennio 2014-2015 le strategie di RJC includeranno: sostegno all’armonizzazione continua per la catena di approvvigionamento; miglioramento del marketing connesso agli standard come strumento di filiera B2B, che ne identifichi i vantaggi tangibili; supporto per la ricerca indipendente sulle prospettive dei consumatori rispetto alla gioielleria responsabile. Prossimo step, un sondaggio tra soci e partner sulla domanda e sull’esperienza di certificazione RJC.


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