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RJC, crescono le adesioni: da gennaio anche Gucci e Zenith

Ci sono Gucci e Zenith tra i marchi certificati dal Responsible Jewellery Council dall’inizio dell’anno. In meno di tre settimane sono già una quindicina le nuove adesioni all’organizzazione internazionale che è stata protagonista anche a Vicenzaoro Winter con un incontro sulla “catena di custodia” (nella foto d’apertura di LaPresse, un momento del convegno), lo standard in preparazione per attestare l’integrità catena di fornitura dei gioielli in oro e platino (e in una seconda fase anche dei diamanti).

All’incontro vicentino hanno partecipato Catherine Sproule, del RJC, Nawal Aït-Hocine, direttore dell’area Corporate Responsiblity di Cartier International e Luisa La Via, direttore esecutivo della Corporate Social Responsibility di Bulgari (la prima società italiana ad essere certificata dal RJC, lo scorso dicembre). Alle centinaia di aderenti al Responsible Jewellery Council si sono andati ad aggiungere, nelle ultime tre settimane, anche il brand del lusso Gucci e il marchio di alta orologeria Zenith.

Gucci è lieta di aver conseguito la certificazione RJC due anni dopo l’adesione in qualità di membri effettivi del Consiglio – ha detto Patrizio di Marco, presidente e amministratore delegato del brand -. La certificazione rappresenta un ulteriore passo avanti verso un senso sempre più autentico e genuino di responsabilità che pervade la nostra azienda e le persone che lavorano con e per il marchio. La certificazione non solo rafforza l’integrità dei nostri processi, le catene di fornitura e dei prodotti finali, ma ha anche uno speciale significato per me, perché è legato a un segmento che rappresenta una parte relativamente piccola dei nostri affari”.

Soddisfatto anche Jean-Frédéric Dufour, amministratore delegato di Zenith: “Onestà, legalità, trasparenza e buona gestione, così come la fiducia, il rispetto e la cooperazione sono i principi etici fondamentali di Zenith – ha dichiarato -. Ci aiutano ad agire come un attore leale nel mercato orologiero. L’adesione al RJC costituisce un esito naturale della nostra determinazione a favorire pratiche responsabili a tutti i livelli, e in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento di oro e diamanti”.


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