di


Ricominciamo

A conti fatti i Maya non avevano tutti i torti, è solo che questa profetizzata fine del mondo ce l’aspettavamo un pizzico più spettacolare e non nelle vesti di una noiosa interminabile agonia. Colpa forse anche del cinema che ci ha abituati a scene fantasmagoriche fatte di esplosioni, terremoti e pandemie fulminanti che in quattro e quattr’otto spopolano il pianeta.

I Maya c’hanno azzeccato eccome perché, se tutto sembra rimasto tale e quale a com’era prima della fatidica data, il disastro c’è stato, continua ad esserci e ci sarà ancora fin quando non sfodereremo una reale voglia di fare.

Le avvisaglie le abbiamo avute, in grandi quantità e in grande anticipo, ma ciò nonostante continuiamo ad alimentarci di nullità, di un vuoto che si sta avviluppando alle nostre esistenze con la tenacia dell’edera. Complice l’indifferenza che si è dimostrata più forte delle guerre, delle violenze, dei disastri ambientali, del razzismo, dell’intolleranza, delle volgarità. Dell’ignoranza. E quando finalmente capiremo che non serve starsene stravaccati sul divano col telecomando in resta a vomitare imprecazioni o apprezzamenti all’indirizzo di quel piccolo schermo che ci pianifica la vita e ci appiattisce i gusti, forse di tempo ce ne sarà rimasto davvero troppo poco.

Quasi certamente una vera soluzione non la troveremo mai perché abbiamo rovesciato i valori, ma già ficcarci in testa che gli unici che possono contrastare l’avanzata dell’avido blob siamo solo noi sarebbe un passo avanti.

È il singolo che ha il potere di cambiare se solo incomincia a pensare con la propria testa. Siamo noi gli artefici principi dei mutamenti che auspichiamo, e lo possiamo solo armandoci di voglia di fare, di rispetto ed entusiasmo, le sole leve che possono sollevare il mondo.

 

 

 


4 commenti

  1. Alberto says:

    Ogni cosa che facciamo è pari ad una goccia nell’Oceano, ma è anche grazie a quella goccia che l’Oceano è più grande!


  2. Stefania says:

    Siamo pecore che si muovono in gruppo perché non abbiamo il coraggio di agire.Senza quel telecomando in resta che ci muove come piccoli robottini ci sentiamo nudi, senza potere. Forse è già tardi per invertire la marcia.


  3. Giulia says:

    …semplicemente ci è piaciuto assistere alla fine. Fermi, finti inermi, vittime di una forza maggiore. Quella forza che è sinonimo di scudo. La nostra protezione, la possibilità di fuga, la scusa dietro cui celarsi quando siamo noi a non agire, ma è piu facile dire che sia colpa del mondo che non si risveglia! haimè, che tristezza. Abbiamo perso. E se c’è stata data la possibilità di credere che la fine sarebbe arrivata…e ci è parso inutile lottare…che arrivi presto allora il profeta pronto a premiare chi lotta…e allora si che risveglieremo gli animi…e sotto a chi tocca!!


    • preziosa says:

      Sarebbe preferibile scendere in campo e non tirare a sorte sperando che non tocchi a noi il primo passo.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *