di


Richemont, vendite a +37%. Utile netto di 644 milioni di euro

Vendite in aumento del 37% a 3.259 milioni di euro, +27% a cambi costanti. Dati più che positivi per Richemont SA, il gruppo che conta tra i propri marchi Cartier, Baume & Mercier, IWC, Jaeger-Le Coultre, Piaget e Vacheron Constantin.

Quest’anno, nel mese di aprile, siglata anche l’acquisizione della maggioranza di net-a-porter.com, il sito dedicato al retail della moda di lusso che resta però entità indipendente. Pochi giorni fa, inoltre, il gruppo ha comunicato la nomina a membro del comitato di controllo di Dominique Rochat, nel consiglio di amministrazione da settembre.

Tornando ai dati, le vendite del gruppo Richemont sono aumentate – escludendo l’apporto di net-a-porter.com – del 22% e il cash flow è arrivato a 598 milioni di euro (rispetto ai 321 del 2009).

«La buona performance del primo semestre appare in contrasto con le cifre dello scorso anno e riflette il netto miglioramento in tutte le attività del Gruppo Richemont – ha dichiarato Johann Rupert, presidente esecutivo e direttore generale (nella foto a destra)-. I nostri brand sono stati in grado di sfruttare appieno la ripresa economica e hanno rafforzato la loro leadership in gioielli, orologi, strumenti di scrittura e accessori. Grazie alla copertura geografica delle proprie attività e l’efficacia della loro organizzazione, oggi Richemont rilascia un risultato in forte crescita, a dimostrazione della positività del modello di business».

Il fatturato nel mese di ottobre, in crescita del 36% rispetto a ottobre 2009 a tasso reale di cambio, conferma il trend positivo delle vendite che il gruppo ha riscosso per diversi mesi. A cambi costanti e senza l’impatto dell’acquisizione di net-a-porter.com, le vendite nel mese di ottobre sono aumentate del 25%. Previsto per il secondo semestre, invece, un lieve rallentamento della crescita delle vendite.

Il margine di utile lordo è aumentato di 3,3 punti percentuali al 64,8 per cento delle vendite e viene attribuito alla migliore capacità produttiva rispetto al periodo precedente e a un aumento delle vendite a causa dell’indebolimento dell’euro, in parte compensato dal rafforzamento del franco svizzero. Il miglioramento del margine lordo percentuale, combinato con il significativo aumento del valore delle vendite, ha generato un aumento del 44 % lordo del profitto.

L’utile operativo è aumentato del 95 per cento, mentre l’utile netto di periodo è aumentato dell’87 per cento a 644 milioni di euro. Tra i settori produttivi che fanno capo al gruppo, ottimo l’impatto della gioielleria (+32%) e degli orologi (+38%).


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *