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Richemont torna a crescere a fine 2016 (soprattutto grazie ai gioielli)

Inversione di tendenza per il gruppo nell’ultimo trimestre dell’anno: vendite su del 6% dopo un semestre finanziario difficile. Ripresa trainata dai marchi di gioielleria

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Un anno complesso per il gruppo Richemont: dopo un difficile semestre finanziario (aprile-settembre) torna però il sereno nell’ultimo trimestre dell’anno, quando le vendite sono salite del 6% su base annua a 3,09 miliardi di euro (3,29 miliardi di franchi). Il colosso del lusso aveva registrato infatti un calo dell’utile netto del 51%, inferiore alle attese degli analisti, mentre il giro d’affari era sceso del 13%. A novembre aveva annunciato cambi ai vertici e, inizialmente, il taglio di impieghi supplementari in Vacheron Constantin e Piaget.

Il Natale però con la lunga scia di festività ha dato un sospiro di sollievo al gruppo: in particolare, le vendite sono state trainate dai marchi di gioielli – tra cui Cartier, Van Cleef and Arpels e Giampiero Bodino – che hanno complessivamente incrementato il fatturato del 9% a 1,75 miliardi di euro. Bene anche i prodotti di pelletteria e gli articoli di alta moda, cresciuti del 7% a 534 milioni di euro. Non riparte invece il mercato degli orologi di lusso: flessione delle vendite del 2% a 813 milioni di euro.

Dal punto di vista geografico, in ripresa nel terzo trimestre l’Europa, con un fatturato del +3% , dopo il -17% registrato nel primo semestre dell’esercizio aprile-settembre. La progressione è stata sostenuta principalmente dalle vendite locali, dagli acquisti dei turisti nel Regno Unito, così come dai buoni affari nel settore dei gioielli. L’Asia-Pacifico regala una performance del +10%, in gran parte dovuta a Cina e Corea del Sud. Continua invece il declino di Hong Kong e Macao. In America la crescita è stata dell’8%, sostenuta dalla gioielleria e dalla riapertura di un punto di vendita a New York. Sempre lievemente in perdita in Giappone, stabile in Africa e Medio Oriente.

Globalmente, le vendite al dettaglio sono progredite del 12%, mentre quelle all’ingrosso sono calate solo del 3%. Al termine dell’esercizio finanziario si concretizzerà il giro di poltrone annunciate: il Ceo Richard Lepeu lascerà infatti il 31 marzo per questioni di anzianità. La direzione operativa sarà ripresa da Johann Rupert, fondatore della società, che continuerà anche a essere presidente del consiglio d’amministrazione.

richemont.com


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