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Richemont, crescita del +29%. Il dettaglio più forte dell’ingrosso

Si è svolta lo scorso giovedì 8 settembre a Ginevra l’Assemblea generale della Compagnie Financière Richemont SA. Approvati i risultati dell’anno in corso nonché le proposte del Consiglio di amministrazione per l’appropriazione degli utili non distribuiti al 31 marzo.

Durante il meeting annuale del Gruppo che tra i brand annovera nomi come Cartier, A. Lange & Söhne, Jaeger-Le Coultre, Piaget e Vacheron Constantin, sono state anche formalizzate alcune nomine di amministratori non esecutivi annunciate nei mesi scorsi: Josua Malherbe è stato nominato presidente del comitato di controllo del Cda, in sostituzione di Yves-André Istel. Mr Istel, che però ne resterà membro.

L’Assemblea generale è stata anche l’occasione per diffondere i dati relativi ai cinque mesi terminati il 31 agosto 2011: crescita del +29% agli attuali tassi di cambio. A cambi costanti, le vendite sono aumentate del 35%. In crescita l’Europa, sia grazie agli acquisti dei consumatori locali sia a quelli dei viaggiatori, con +22% a tassi costanti e +21% ai tassi attuali; vero boom per l’Asia-Pacifico (rispettivamente +59% e +46%), dovuto alla grande fiducia verso quei mercati, ma anche per le Americhe (+41% e +26%). Le vendite in Giappone sono aumentate, nonostante le conseguenze delle catastrofi naturali che hanno colpito il paese a marzo. Le vendite al dettaglio hanno goduto di una spinta superiore a quella della vendita all’ingrosso, grazie ad una buona prestazione delle boutique, all’espansione delle reti di vendita al dettaglio in particolare nella regione Asia-Pacifico, e ad una forte crescita del sito NET-A-PORTER. Buoni i fatturati di tutte le aziende del gruppo, in particolare nel segmento gioielli.

L’esito del resto dell’anno finanziario è difficile da prevedere – ha commentato Johann Rupert, presidente esecutivo e Ad del Gruppo -. I problemi di deficit di bilancio della zona euro potrebbe agire come un freno per le prospettive business delle imprese, soprattutto se vengono colpiti mercati in crescita. Inoltre, l’impatto della sopravvalutazione del franco svizzero contro l’euro e le altre grandi valute rappresenta una sfida per tutti gli esportatori svizzeri. Anche per Richemont, tale fenomeno causa una pressione negativa sui margini. Il nostro Gruppo continua però a godere di una solida posizione finanziaria: continueremo a consolidare i nostri piani di investimento e affrontare il futuro con cauto ottimismo”. A novembre i dati provvisori fino a settembre.


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