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Compro oro: Registro OAM, circa 600 “temporaneamente” abusivi

Scaduti i termini per presentare istanza di iscrizione al Registro. Nunzio Ragno, presidente dell’Associazione ANTICO, ha chiesto al Ministero la riapertura dei termini


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Sono state 3276 le registrazioni effettuate, 2730 istanze presentate e 435 iscrizioni già deliberate: scadevano due giorni fa i termini per fare istanza di iscrizione al Registro degli Operatori Compro Oro obbligatoria per gli operatori che svolgono attività di compra-vendita, nonché permuta di oggetti preziosi usati (includendo così, oltre ai Compro Oro anche i gioiellieri che effettuano questo tipo di attività anche in modo secondario nonché ai banchi metalli e alle fonderie), ai sensi del D.Lgs 25 maggio 2017, n. 92.

Allo stato, dunque, circa 550 operatori dovranno interrompere, almeno temporaneamente, l’attività. Se non lo facessero, si ritroverebbero a operare in regime di attività abusiva. L’art.8 del D.Lgs 92/2017 chiarisce infatti: “Chiunque svolge l’attività di compro oro, in assenza dell’iscrizione al registro degli operatori compro oro di cui all’articolo 3, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 2.000 euro a 10.000 euro”. Va precisato inoltre che nel caso di soggetti (per esempio le gioiellerie) che oltre alle operazioni di compro oro esercitano anche altre attività su oggetti nuovi, la mancata presentazione dell’istanza all’OAM entro il 2 ottobre determina il divieto di compiere le sole operazioni compro oro (sull’usato) ma non tutte le altre eventualmente svolte sul nuovo.

Tenendo presente, tra l’altro, che in Italia i soggetti che esercitano attività di compravendita o permuta di preziosi usati si aggirano intorno alle 15mila unità, allo stato restano fuori dal Registro oltre 11mila operatori. 


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Il portale web dell’OAM dedicato al Registro dei Compro Oro

La presentazione dell’istanza di iscrizione, dunque, andava effettuata esclusivamente sul portale web dell’Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi – OAM, che ha comunicato a Preziosa Magazine i dati definitivi. Anche chi non avesse ancora ottenuto delibera positiva ma ha già presentato l’istanza, potrà continuare a operare in attesa dell’esito.

Diversa è la situazione per chi, pur avendo effettuato la registrazione, non abbia però contestualmente presentato istanza di iscrizione: per questi soggetti, è ancora possibile presentarla, ma fino alla decisione finale – che l’OAM è tenuta a dare entro 30 giorni dalla ricezione della domanda (tuttavia possono aggiungersene ulteriori 15 qualora l’OAM necessiti di altri documenti e informazioni in caso di domanda incompleta e/o non conforme alle disposizioni normative) – non potranno operare in regime di legalità. Lo stesso vale per chi non ha effettuato (entro i termini) neanche la registrazione.

Tecnicamente, ora che i termini sono chiusi, dunque, chi non ha presentato l’istanza dovrà temporaneamente interrompere lo svolgimento di tale attività e riprenderla esclusivamente dopo aver richiesto l’iscrizione. Chi non interromperà le attività sarà punito con sanzioni pecuniarie dai 2000 ai 10000 euro e, in casi gravi, con sanzioni penali.


Nunzio Ragno (Associazione Nazionale Tutela Il Comparto Oro): “Procedura complessa, abbiamo richiesto al Ministero una riapertura dei termini”


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Nunzio Ragno, presidente di ANTICO

“Già ieri abbiamo inviato un documento ufficiale al MEF, e per conoscenza all’OAM, con la richiesta di riapertura dei termini – spiega Nunzio Ragno, presidente di ANTICO – Associazione Nazionale Tutela Il Comparto Oroper consentire a coloro che, per motivi tecnici o legati alla procedura, non sono riusciti a presentare l’istanza di iscrizione. I dati comunque non sono confortanti: non si è raggiunta, infatti, neanche la soglia delle 4mila unità, quando in Italia i soggetti che effettuano compravendita o permuta di preziosi usati, anche come attività secondaria, si aggirano invece intorno ai 15mila. Parliamo perciò non solo dei Compro oro, che si muovono tra le 7mila e le 8mila unità, ma anche dei gioiellieri che, secondo le nostre stime, hanno palesato l’attività secondaria di permuta di preziosi usati (parliamo del 60% in due anni)”.

Come specificato da Ragno la procedura richiesta riguarda, naturalmente, le attività svolte in soluzione di continuità. Per chi dovesse, tra un anno, decidere di aprire un’attività di compravendita o permuta di oro usato, la richiesta di iscrizione al Registro andrà fatta contestualmente alla documentazione formale per l’avvio dell’attività, dovendo attendere l’esito positivo dell’OAM per iniziare a lavorare. “Questa sarà la procedura tecnica per il futuro – precisa Ragno – ma ad oggi il problema riguarda per lo più chi deciderà di aprire un’attività a breve. L’OAM, infatti, sarà per i prossimi tempi impegnata a smaltire le richieste oltre 2mila richieste già presentate e ancora in attesa di delibera. Per chi volesse avviare la propria attività oggi, i tempi si allungherebbero in modo significativo”.



Vent’anni di Compro oro in Italia


Il fenomeno dei “compro oro” prende il via in modo massiccio subito dopo il 2000, quando fu riconosciuta ai privati la possibilità di vendere il proprio oro. Già a partire dal 2004 iniziarono a fioccare i primi controlli della Guardia di Finanza. Nei successivi 10 anni, i  “Compro Oro” sono cresciuti esponenzialmente. Duplice il loro target: clienti spinti a vendere i propri oggetti per monetizzare a fronte di una stringente crisi economica, ma anche coloro interessati a liberarsi di vecchi gioielli non più utilizzati.

Nel 2011, secondo un dossier di Anopo, Associazione nazionale operatori professionali oro, i negozi in Italia erano circa 28mila (di cui soltanto 346 erano registrate all’Albo Professionale Oro della Banca d’Italia), con un giro d’affari totale intorno ai 7/8 miliardi di euro. In quel periodo, a causa dell’assenza di una normativa specifica, per aprire un’attività tutta la procedura era demandata al Questore, che valutava i requisiti dell’aspirante compro oro e doveva controllarne i registri delle operazioni.

Nel 2013, il numero sfiora le 35mila unità ma si intravede già il ridimensionamento del comparto. Il fenomeno inizia ad attirare l’attenzione non solo per la percentuale di illeciti riscontrati dai controlli delle forze dell’ordine – per le possibili infiltrazioni criminali interessate al riciclaggio -, ma anche per la decisione, da parte di alcuni Comuni come per esempio quello di Busto Arstizio, di vietare l’apertura di queste attività nei centri storici. A chiedere a gran voce una regolamentazione del settore fu la stessa categoria. Già nel 2015, comunque, i Compro Oro erano scesi intorno alle 20mila unità, complice anche il significativo calo del prezzo del metallo.

L’auspicata riforma di regolamentazione arriva nel 2017: con il decreto legislativo 92 del 25 maggio, entrato in vigore il 5 luglio dello scorso anno, si applicano nuove regole il cui obiettivo è ridurre ulteriormente la possibilità di riciclaggio di preziosi provenienti da illecito. La disciplina entrata in vigore continua a prevedere la possibilità di esercitare l’attività di compro oro come prevalente, oppure secondaria rispetto ad un’altra; quindi possono svolgerla anche le gioiellerie, rispettando tutte le norme previste dalla normativa per la compravendita di oro usato. La nuova normativa prevede regole più stringenti per quanto riguarda la tracciabilità delle varie operazioni compiute, come per esempio la soglia per l’uso di denaro contante, abbassata da 1.000 euro a 500 euro; le operazioni di importo pari o superiore a 500 euro possono essere eseguite esclusivamente con mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, che garantiscano la tracciabilità dell’operazione.

Tra le prescrizione del nuovo decreto, anche l’obbligo di utilizzare un conto corrente dedicato in via esclusiva a tale tipologia di transazioni finanziarie; la compilazione di una scheda numerata progressivamente con i dati del cliente e dell’operazione, nonché l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette. Infine, gli iscritti al Registro sono tenuti a versare un contributo di iscrizione a copertura dei costi, la cui misura e modalità di versamento sono state definite con una Circolare OAM.


3 commenti

  1. Giuseppe l'Africano says:

    Il Gioielliere e l’Orefice sono o NON SONO mestieri SERI ? … di ficucia , di responsabilità ,.. etc., …etc.,.. .. . . . .

    Gioiello o non Gioiello?
    ..il paese è tanto bello ,
    che tanti faran ..un furtarello
    nel loro …bel paesello….
    marcondiro dirondello…
    non dirlo
    in giro che è troppo bello.


  2. nice MEMO ,….
    ….. 4 ALL.! …” The Sleeping Beauty”…


  3. anopo says:

    Salve , avete menzionato Anopo , Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro , che era l’associazione nata ai fini dell’applicabilità dei dettami della Legge 7/2000 , Legge resa inapplicata per colpa/demerito di Bankitalia e i suoi “chiarimenti differenti” ( nelle interpretazioni che davano e quindi nelle indicazioni da seguire ) a seconda di colui a cui venivano inviati o rivolti.
    In quella “sconfitta istituzionale” Anopo decise di cessare ogni azione a tutela del proprio comparto .

    Il crollo dell’oro nell’aprile del 2013 e la conseguente “ferma del mercato di riferimento “ porto’ al fallimento di realtà consolidate sul territorio , al concordato di altre , al totale ridimensionamento di altre ancora passate da 15-20 negozi sul territorio ad 1 .
    In questo scenario nacquero’ realtà associative che si sono arroccate “il sapere sulla bocca” , realtà che hanno carpito, copiato e rese propri i lineamenti operativi che propri di costoro non sono !

    Circa un anno fa il MEF ha decretato un protocollo operativo , definito decreto 92/2017 , che da un lato ha consacrato un tipo di attivita’ prima non riconosciuta , dall’altro ha aperto un enorme “black hole” ! Una qualsiasi associazione recante i veri problemi dei partecipanti , non ne avrebbe combattuto i contenuti , al contrario avrebbe applaudito la volontà della regolamentazione , con 2 uniche obbiezioni :
    1 – Il limite dei 500 euro e’ , non solo assurdo , ma controproducente alle istituzioni stesse , le quali stanno ottenendo il risultato opposto

    2- Avrebbero combattuto contro il “potere bancario” che impone il proprio status di giustiziere del settore a chi opera nel compro oro , chiudendo i conti correnti , senza giustificazione alcuna , solo accampando una motivazione labile tipo “ ricorso frequente all’uso del contante” , addirittura ” attività in odore di riciclaggio “, o peggio ancora con “attività’ non gradita” …..le banche !!??!!” !!
    Purtroppo l’intento di tante associazioni nate negli ultimi anni ha solo lo scopo di percepire le quote associative o vendere i software gestionali !! Che tristezza per gli operatori del settore coinvolti !

    Dove guardo guardo , vedo i siti internet di queste associazioni zeppi di loghi , foto , link a “conoscenze istituzionali “ tipo guardia di finanza , agenzia delle entrate , mef , ministero degli interni ecc…ecc.. , con lo scopo di colpire il lettore e fargli credere che , associandosi con loro tutti i problemi saranno risolti , e per tutti i problemi , intendono proprio tutti , senza aver mai fatto una loro Due diligence interna per far associare aziende o privati , l’importante è : fare associati , fare tesseramenti , poco importa chi sono quelli che si associano !

    Nemmeno con l’introduzione dell’OAM sono state capaci di tutelare il settore , inquanto 2/2.5 mila iscritti sara’ una sconfitta per noi iscritti !
    Noi iscritti , e dal momento che siamo iscritti , dimostra che siamo autonomi , non abbiamo bisogno di quaqquaraqua’ , siamo in grado di autogestirci .

    L’OAM cosi’ come istituito e’ solo una gabella , un fardello di costi per chi , come noi , si e’ iscritto. Cosa serve avere un “codice di registro”!?! Un banalissimo “numero” da poter sfoggiare !

    Un decreto ben fatto nello “spirito” che frana con un non controllo da parte di chi detiene il registro , OAM appunto !OAM che si celerà dietro il discorso : deve essere la guardia di finanza a fare i controlli . E noi aggiungiamo , come ??!!?? Dall’elenco che l’OAM fornirà !!??!!
    Gli sconfitti saranno proprio i 2500 circa iscritti su una platea di circa 30.000 mila attività , un ago nel pagliaio , ergo , controllare e sanzionare chi ?!? Gl’iscritti, più facile

    Diverso il discorso com’era stato affrontato nei primi incontri con OAM secondo cui , ogni fine giornata gl’iscritti inviavano le operazioni eseguite in tale registro, e che avrebbe avuto un senso , proprio per controllare il mercato stesso .Il tutto affondò dai successivi incontri , facendoci ancora capire che , le Istituzioni sono lontane anni luce dai problemi serie e reali del nostro comparto

    Decreto che frana nel limite “stupido” dei 500 euro ! Qual’è il senso dal momento che tutto viene tracciato ? Questo ha dimostrato che dietro al decreto voi sono anche le banche !

    Decreto che dimostra la pochezza delle audizioni parlamentari di tutte quei portatori d’interesse che ne hanno sancito la partenza !

    Decreto che dimostra, proprio da quei portatori d’interesse di non conoscere “l’essenza dell’attività” !!

    Decreto che avrebbe dovuto obbligare l’intero ceto bancario , dal momento che e’ stato normato con l’avvento del 92/2017, a mantenere l’operatività agli stessi , invece di chiudere i rapporti ai commercianti ! Ricordatevi tutti , legislatori e istituzioni , banche , associazioni , pubbliche amministrazioni, politici vari che , se esistete e campate , lo dovete agl’imprenditori , i quali ,in maniera eroica , cercano di lavorare e pagare tasse , gabelle , furti , sanzioni ( molte volte assurde) e , non dimentichiamo , dare da lavorare !

    Che senso ha “elevarsi a giustizieri “ e mettere in ginocchio un intero settore , solo perché ti chiami “banca”, dopo i disastri di quest’ultime !!??!!

    Dov’e’ l’AGCM ? Esiste solo per sanzionare le aziende serie ?

    Dov’e’ Bankitalia ? Che tollera questo comportamento !!

    Dov’e l’ABI ?? Ah già dimenticavo : cane non mangia cane !

    Adesso salta fuori il non problema degli orafi che sono stati stralciati dal decreto . Certo !! Non vi erano MAI entrati in tale decreto ! E’ giusto cosi !
    Come il “finto problema” delle riparazioni ! Ma che stiamo scherzando !!??!! Le riparazioni sono fuori dal decreto !! Fintanto che la proprietà del bene rimane al cliente , il decreto non entra in funzione !

    Per finire alla richiesta di proroga dei termini ! E’ un anno che l’intero settore è totalmente a conoscenza dell’evento , dai primi di gennaio 2018 furono aperte le pre iscrizioni , che non è detto debbano essere realmente delle iscrizioni , che come riporta l’articolo sono state 2730 le reali iscrizioni ( fonte ??)e non è detto le 549 attività non iscrittesi abbiano deciso di continuare l’attività o meno ! Proroga per cosa…

    Anopo nacque senza vivere di “tesseramento” , nacque con l’autotassazione dei fondatori , proprio per difendere il settore dal marcio che vi si era infiltrato , sempre per grazie a quelli di cui sopra .
    Oggi , questo decreto arriva troppo tardi , ormai questo settore , intendo l’intero settore ORO , e’ morente , e lo si e’ reso ancora più”facile” per i non iscritti OAM !

    Sono questi i seri problemi che bisognava affrontare nelle audizioni parlamentari , negli incontri con le istituzioni , e non farsi i selfie con i Colonnelli piuttosto che con i funzionari ADE E OAM per arricchire i propri siti internet agli occhi degli stolti !!
    Il settore non ha bisogno di “sfilate di moda “!

    Grazie

    Il Presidente ANOPO !
    mail : [email protected]


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