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Registro di P.S. esente da bolli

Il Registro di Pubblica Sicurezza dei beni usati non è soggetto all’imposta di bollo: lo ha chiarito definitivamente il Ministero dello Sviluppo Economico in una nota del 19 marzo scorso, sulla base di un parere rilasciato dal Ministero dell’Interno.

Sul Registro non va quindi apposta alcuna marca da bollo: esso deve comunque essere vidimato dall’Autorità di Pubblica Sicurezza, che ne attesterà il numero delle pagine nell’ultima di esse.

Si chiarisce così definitivamente una questione che, in mancanza di una pronuncia espressa, aveva avuto interpretazioni diverse da parte degli uffici locali dell’Autorità di P.S. e della stessa Amministrazione finanziaria.

Sul registro,  previsto dall’art. 128 TULPS, vanno annotate tutte le operazioni, di acquisto e vendita, di oggetti usati acquistati da privati.  Il possesso del registro è sempre obbligatorio – anche se non si prevede di utilizzarlo, quindi a prescindere dal fatto che si effettuino operazioni con privati  –  per tutti gli operatori orafi, siano essi  commercianti, fabbricanti, o  artigiani.

Il registro ha lo scopo di permettere alle Autorità di polizia, in caso di controllo, di verificare la provenienza degli oggetti preziosi usati detenuti a qualsiasi titolo da parte degli operatori del settore orafo. Esso può essere utilizzato anche per la gestione degli oggetti dati in riparazione da parte di privati, la cui presenza in azienda va comunque giustificata. Questo è un punto particolarmente delicato, in quanto non pochi dettaglianti, nell’incertezza delle norme, omettono di registrare gli oggetti ricevuti per riparazioni, dando adito a potenziali contestazioni da parte degli Organi di P.S.

Ecco le principali indicazioni per una corretta tenuta del  Registro di P.S.:

Sul registro vanno indicate, di seguito e senza spazi in bianco:

  • Le generalità, il domicilio e gli estremi del documento del venditore, di cui è opportuno conservare la fotocopia (è vietato acquistare oggetti preziosi da persone prive di documenti);
  • La data dell’operazione;
  • La descrizione della merce acquistata, in ordine alla natura, quantità e qualità;
  • Il prezzo pattuito. A questo riguardo, è consigliabile far firmare il venditore sul registro di fianco all’annotazione del prezzo onde evitare contestazioni su di esso; il prezzo di acquisto dell’oggetto deve essere adeguato a quello di mercato, onde evitare ogni contestazione in merito ai reati di ricettazione o incauto acquisto.

Vanno annotati sul registro solo gli oggetti preziosi ceduti da privati, e non quelli ceduti da altre aziende, per i quali fa fede la documentazione fiscale. Ogni oggetto acquistato da privati è da considerarsi “usato”.

Gli oggetti acquistati non possono essere rivenduti o trasformati prima che siano passati dieci giorni dall’acquisto.

Successivamente l’oggetto può essere rivenduto, trasformato oppure avviato alla fusione :

  • Se venduto a privato, andranno annotati sul registro i medesimi dati previsti per l’acquisto;
  • Se venduto ad altro imprenditore, sarà sufficiente emettere fattura, secondo la normativa vigente; è tuttavia opportuno annotare sul registro gli estremi della fattura;
  • Se fuso o trasformato presso l’esercizio, occorre annotare la dizione “fuso” o “trasformato” sul registro;
  • Se fuso o trasformato presso altra azienda non è obbligatoria alcuna annotazione, ma è comunque consigliabile annotare gli estremi del documento di trasporto dell’oggetto insieme alla dizione “fuso” o “trasformato”.

La sanzione amministrativa per il mancato possesso del registro va da Euro 155 a Euro 1032 (art. 17-bis del TULPS, introdotto dal D.Lgs. 480/94). E’ prevista, anche se applicata solo nei casi più gravi – ove vi sia il fondato sospetto di ricettazione – , la sanzione accessoria della sospensione della licenza di P.S.

Come gestire le riparazioni

Il registro di P.S. può essere utilizzato anche per annotare i dati relativi agli oggetti consegnati dai clienti per effettuare riparazioni o trasformazioni; sul registro andranno indicati :

  •  Le generalità, il domicilio e gli estremi del documento del cliente;
  • La data dell’operazione;
  • La descrizione degli oggetti, in ordine alla natura, quantità e qualità;
  • La descrizione dell’intervento da effettuare;
  • Il numero del documento di trasporto, se gli oggetti sono inviati ad un laboratorio esterno.
  • La data di riconsegna dell’oggetto al cliente; è consigliabile che quest’ultimo apponga la sua firma di fianco alla data di riconsegna.

4 commenti

  1. Antonio says:

    Per le riparazioni mi sembra assurdo dovere eseguire tutti questi adempimenti considerando che a volte vengono lasciati orologi solo per la sostituzione della pila o interventi marginali e la stessa cosa puo’ avvenire con aggetti di gioielleria o oreficeria lasciati solo per essere puliti o piccole riparazioni..La considerazione che emerge e’ molto semplice non si puo’ creare un meccanismo tanto laborioso per il commerciante per andate a colpire alcuni che probabilmente escogiteranno qualcosa per ovviare a questi adempimenti abbassando la qualita’ del rapporto tra cliente e negoziante. Piu’ pratico e funzionale e’ chiedere al negozio di rilasciare per ogni oggetto ricevuto per riparazione o conto lavorazione una ricevuta dell’oggetto rilasciato numerata con il numinativo e un inumero telefonico in modo da dimostrare in ogni momento che l’oggetto e’provvisoriamente e per il tempo necessario per la lavorazione in negozio.


    • Marco Cantarella says:

      L’utilizzo del registro per le riparazioni non è obbligatorio. Occorre però poter dimostrare la provenienza dell’oggetto in caso di controlli. A tale
      scopo è sufficiente anche una ricevuta con i dati del cliente e la descrizione dell’oggetto, come quella che lei ha descritto


  2. Mi pare di capire che agli agenti di pubblica sicurezza interessi fondamentalmente accertare chi è il proprietario dell’oggetto contenuto nelle bustine.E ciò può essere fatto in vari modi.Quello che mi pesa è il dovere chiedere e registrare il documento del cliente.E non ho ancora capito se ciò è obbligatorio o basta un numero di telefono,coerente con il nome del cliente.E,nel caso ,le sanzioni sono le stesse della compravendita di oro?
    grazie


    • Marco Cantarella says:

      per quanto riguarda le riparazioni non è obbligatorio l’uso del registro, e
      quindi neanche l’acquisizione dei dati relativi al documento d’identità del
      cliente. Potrà essere prudente registrare i dati del documento qualora si
      abbiano delle perplessità sul cliente e/o sull’oggetto portato in
      riparazione.

      Per quanto riguarda l’acquisto di oro da privati, la legge è chiara : il
      cliente deve farsi identificare attraverso un documento munito di
      fotografia; non è espressamente previsto, ma è consigliabile indicare gli
      estremi del documento sul registro accanto ai dati anagrafici del cliente
      che ha venduto l’oggetto.


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