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Reggio-Emilia, prorogata la mostra “Tempo al tempo”

Prorogata di altri due weekend la mostra “Tempo al Tempo. Tutto fugge e non s’arresta un’ora. Cogli l’attimo” dedicata ad antichi orologi e macchine del tempo allestita dal Museo dei Cappuccini di Reggio Emilia. Grazie al grande interesse riscosso, il Museo (Via Ferrari Bonini, 6) ha deciso di protrarre l’esposizione, inaugurata il 23 novembre 2010 e dal nome sintesi di un sonetto del Petrarca e del celebre “Carpe Diem” del poeta Orazio, fino alla fine di febbraio (la chiusura era prevista per il 20).

Ancora una settimana, dunque, per visitare gli orologi da torre, da nicchia, da comodino, da colonna, a lanterna, da edificio; sveglie da carrozza, pendole francesi e, ancora, campane, sabbiere, libri e strumenti utilizzati per disegnare splendide meridiane: esemplari conservati attraverso i secoli nei conventi dei Frati Cappuccini dell’Emilia-Romagna o da collezionisti privati. Storicamente, infatti, molti mastri orologiai sono stati frati e, per di più, Reggio Emilia vanta un’antica tradizione di meccanica raffinata, grazie a dinastie di artigiani che realizzarono giganteschi orologi da torre in molte città italiane. Ideatore della mostra, Fr. Stefano Maria Cavazzoni Resca, direttore del museo, curatore dell’esposizione insieme al direttore operativo del museo Nadia Calzolari e moderno mastro orologiaio (costruisce orologi meccanici, orologi solari e meridiane a camera oscura) destinato ad intraprendere questa professione se non avesse deciso di indossare il saio dei Cappuccini. Tutti gli orologi in mostra sono stati da lui recuperati, restaurati e messi in funzione.

Tra i numerosi pezzi in esposizione – tutti in mostra per la prima volta – spiccano una cinquantina di orologi datati tra il 15esimo e il 18esimo secolo, accanto ad alcuni esemplari del 19esimo e del 20esimo secolo. Da segnalare l’orologio da tavolo Atmos, che monta quello che si può definire un moto perpetuo: il sistema, inventato da Jean-Leon Reutter nel 1936, è alimentato dalle variazioni di temperatura e pressione dell’ambiente che fanno espandere e restringere un polmone a soffietto riempito di gas etilene, che a sua volta fa muovere una piccola carrucola e gli altri meccanismi collegati: il tempo di funzionamento stimato è di circa 600 anni.

Anche gli eventi e le iniziative organizzate sul tema del tempo, che hanno fatto da cornice alla mostra, hanno riscosso successo: otto incontri pubblici hanno ospitato, tra i tanti protagonisti d’eccezione, lo scienziato Antonino Zichichi, lo psicologo e psicoterapeuta Giovanni Salonia e il teologo Andrea Grillo.

Per domani sera, martedì 22, un interessante “fuori programma”: Gabriele Fabbrici, direttore del Museo “Il Correggio” e dell’Archivio Storico Comunale di Correggio, tratterà il tema “Storia del calendario” (ore 21 – sala “p. Daniele da Torricella”, Via Ferrari Bonini, 2). L’incontro ripercorrerà, in breve, lo sviluppo della storia dei metodi di computo del tempo, partendo dagli antichi calendari egiziani e mesopotamici, dall’introduzione del calendario gregoriano al calendario della Rivoluzione Francese per giungere al calendario liturgico.

La mostra è aperta sabato dalle 15 alle 18; domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Per informazioni: 0522.580720


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