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Reggio Calabria, operazione “Rolex”: in manette la banda del buco

Gli otto indagati (uno ancora irreperibile) sarebbero colpevoli di alcune rapine a danni di gioiellierie commesse tra il 2010 e il 2011

Arrestati setti presunti membri della Banda del buco che nell’ultimo anno e mezzo avrebbe effettuato almeno due clamorosi colpe in altrettante gioiellerie di Reggio Calabria: nell’ambito dell’operazione denominata “Rolex”, la Squadra mobile 5^ Sezione Reati contro il Patrimonio e la Pubblica Amministrazione ha eseguito ieri le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Reggio Calabria dopo un’indagine durata oltre un anno e coordinata dalla Procura della Repubblica.

Associazione a delinquere finalizzata alle rapine e furti di gioiellerie ed istituti bancari, porto e detenzione abusiva di armi: questi i reati contestati agli otto indagati (uno è ancora latitante) anche per i furti commessi ai danni delle gioiellerie Laura e Giordano, entrambe sul corso Garibaldi di Reggio (rispettivamente il 27 novembre 2010 e il 6 febbraio 2011). Ad alcuni degli otto indagati viene contestata anche la rapina ai danni della gioielleria “Versace”, quando i rapinatori armati di pistola immobilizzarono nel retrobottega il titolare e alleggerirono le vetrine dei numerosi orologi Rolex esposti. Sembra essere ricollegabile agli arrestati anche una rapina compiuta ai danni di una gioielleria di Milazzo, in Sicilia.

L’operazione della Squadra mobile è stata possibile anche grazie al contributo di intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati delle utenze, riconoscimenti fotografici ed alle tradizionali attività investigative condotte direttamente sul campo. Il sodalizio criminale, articolato in due sottogruppi, oltre a realizzare grossi fori negli immobili adiacenti per garantirsi gli accessi, provvedeva anche a tagliare i fili del cavo telefonico che collega il sistema d’allarme con la sala operativa 113, staccare la sirena e portare via l’hard disk con le immagini. Grazie però al ritrovamento di alcuni arnesi da scasso e di una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, gli inquirenti sono riusciti a individuare gli autori delle rapine.

“La banda non ha legami con la ‘ndrangheta ma ciononostante era dedita a commettere reati di particolare allarme sociale”, queste le parole del procuratore facente funzioni Ottavio Sferlazza nel corso della conferenza stampa tenuta ieri in Questura.


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