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Rasserenare la produzione orafa, nervi saldi e tanti esperimenti.

Dalla glaciazione (arresto improvviso delle attività vitali, regressione, shock dell’ecosistema) la recente edizione di Vicenza Charm ha cercato di venir fuori problematizzando, anche  un pò provocatoriamente, il tema cruciale di cosa si intenda oggi per gioiello.  Risposta? Non lo sappiamo. Ma quel furbastro del direttore Micera nella glaciazione vi ha messo di peso un intero giornale, un giornale che deve certo muovere business ma che può rompere gli iceberg senza pericolo. Perchè molto prosaicamente  il “prezioso” per eccellenza è quella cosa di gioielleria (qualunque cosa, indipendentemente dal prezzo) che si venda nei volumi adeguati perchè diventi per l’appunto “prezioso”.

E oggi, non vivendo i nostri prodotti una fase con performance espansionistiche, non possiamo ragionevolmente dare risposte certe, tali almeno da delimitare il campo, stabilire delle tendenze, dei punti fermi. Lavori in corso: vediamo se possiamo far emergere qualcosa di nuovo al di là di effimeri esercizi e schermaglie inconcludenti.  Questo mi pare emerga distintamente dal ben più tempestivo e titolato blog di  Gianni Roggini.  Ogni percorso stilistico può collocarsi con un certo successo sul mercato. L’interessante dibattito di Vicenza, cui hanno partecipato tra gli altri Alba Cappellieri e il designer olandese Gujis Bakker, in definitiva s’è concluso constatando che i vari approcci hanno uguale diritto di cittadinanza.

Va  bene lo stesso  (ma forse, mi sembra di aver capito, un pò meno bene)  quello classico incentrato sul valore intrinseco delle materie prime. Ma possono andar  ancora meglio gli stimoli incentrati sulla necessità di ridefinire coraggiosamente ” il significato” di gioiello. In questo caso si ricorrerà (vedi mostra Bakker) all’uso di materiali inediti e meno costosi atti a celebrare (anche ironicamente) le diverse prerogative di chi indossa l’oggetto “prezioso”. Insomma  non solo status symbol, non esclusivamente (convenzionalmente) arricchito di pietre sinonimi di sfarzo , non forzosamente eccentrico. O ancora una o tutte queste cose combinate assieme. Gioiello come sasso nello stagno (Chi ha paura?), specchio di tempi in frenetica transizione, raccolta antologica della contemporaneità. Guardarsi intorno senza pregiudizi o tesi precostituite da confermare potrebbe dare tanta serenità.


2 commenti

  1. claudio franchi says:

    Siamo alle solite. Irrompono figure di creativi che nulla hanno a che fare con il mondo del gioiello e impongono l’ennesima mutazione antropologica di una merce i cui confini ben precisi sono stabiliti da millenni di storia. Immagino i commenti: “non si può bloccare il progresso delle idee, non possiamo limitarci a guardare dietro ma dobbimo guardare al futuro”. E cosi sia. Allora cancelliamo quelle poche certezze che ci rimangono e approdiamo nell’universo liquido baumiano anche con il gioiello. Dissolviamo la tecnica metallurgica, mutiamo il concetto di “prezioso” da materia pregiata a “qualunque cosa che si venda in volumi adeguati”. Accogliamo i nuovi miti della creatività e rendiamo il gioiello libera espressività nella quale ognuno si possa cimentare. Così avremo la moltitudine di improbabili autori che dovranno, però, limitarsi nel loro esprimersi, altrimenti si rischierà di uscire da quel contenimento di volumi che sviliranno (sic) la preziosità di questo oggetto che non riesco più a definire gioiello poichè sta perdendo l’identità a causa di una crescente e diffusa presunzione . Sono curioso di vedere come si potrà conciliare questa nuova forma di libertà del tutto con il contenimento dei volumi!


  2. …. Finalmente un sasso in questo stagno ormai da tempo piatto !! Le uniche mutazioni (vorrei tanto dire evoluzioni ) , che hanno subito i monili negli ultimi dieci anni , sono quelle di un design “schiavizzato” dai pesi e costi delle materie preziose .
    Lasciamo per un pò queste ultime libere di salire e scendere sui grafici azionari delle borse … apriamo la mente ad altre materie che non ci creano vincoli e costrizioni e dopo aver la mente libera … trasformiamo questo stagno da tempo piatto in un mare in tempesta…


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