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Rapaport deprezza il valore dei diamanti e scatena l’ammutinamento del mercato

Tra chi propone nuove piattaforme a chi invece difende la scelta. Il punto di vista del presidente della Borsa Italiana diamanti e di autorevoli esponenti del settore.


Diamanti, aziende in rivolta dopo l’abbassamento dei valori del listino da parte di Rapaport. E la federazione mondiale delle borse diamanti propone una nuova piattaforma. Ha causato un terremoto l’iniziativa del gruppo olandese di rivedere al ribasso i prezzi dei diamanti, con un deprezzamento medio del 7%, in un momento di crisi e di stasi dei mercati.

Una scelta motivata con la necessità di «riflettere la realtà del mercato, anche quando questa non è piacevole o benvenuta. Non possiamo proteggere il mercato dalle variazioni di prezzo e dobbiamo mantenere la credibilità delle nostre informazioni a riguardo, utilizzate anche dai compratori, non solo dai venditori». 

Una spiegazione che evidentemente non ha convinto le aziende che hanno accolto l’invito della World federation of Diamond Bourses (la federazione mondiale delle Borse diamanti) ad abbandonare la piattaforma RapNet. L’associazione è poi andata oltre, attivandosi per creare una piattaforma alternativa, a disposizione dei membri di tutte le borse, nella quale l’arbitrato sarà affidato alla stessa organizzazione.

Nel frattempo l’Israel diamond institute ha messo a disposizione la propria piattaforma per le contrattazioni internazionali e un’altra realtà di settore, Idex online, ha offerto l’accesso gratuito alla propria fino ad agosto. Questa rivolta ha quindi portato Rapaport a sospendere il nuovo listino, anche in seguito ad una votazione nella quale questa opzione è stata appoggiata dal 78% dei partecipanti. Abbiamo chiesto a tre rappresentanti del mondo diamantifero italiano di darci la loro opinione in materia.

«Nel settore è in corso una grande rivoluzione e sarebbe anche giusto che la maggior parte delle imprese non facesse riferimento a un listino privato»

Luigi Cosma- Presidente Borsa Italia Diamanti

 

«Essendo bloccati sia le fabbriche, che i negozi e i mercati – sottolinea Luigi Cosma, presidente della Borsa diamanti di Milano – credo che sarebbe stato meglio congelare tutto, non diminuire i prezzi di qualcosa che, di fatto, non esiste. In conseguenza di questo, molte aziende hanno rifiutato il nuovo listino.
La Federazione mondiale delle borse diamanti ha deciso di lanciare una piattaforma alternativa, in fase di discussione, alla quale hanno aderito già diverse ditte. Nel settore è in corso una grande rivoluzione e sarebbe anche giusto che la maggior parte delle imprese non facesse riferimento a un listino privato, ma a uno con alla base la federazione delle borse
».

«Da socio di Rapaport concordo con la loro scelta  e credo che il boicottaggio da parte dei grandi gruppi sia causato dal panico generato da un calo del prezzo dei diamanti che è realistico»

Sergio Sorrentino Owner E-motion Diamonds

Sul fronte opposto Sergio Sorrentino, di Emotions, «Da socio di Rapaport concordo con la loro scelta – afferma – e credo che il boicottaggio da parte dei grandi gruppi sia causato dal panico generato da un calo del prezzo dei diamanti che è realistico. Rapaport analizza i dati, è vero che nessuno vuole perdere, ma in realtà oggi si tratta solo di un virtualismo, visto che non essendo un bene primario non ci sono né domanda, né mercato, né scambi».
E riguardo ad altre piattaforme non ha dubbi: «Immagino che ora ne nasceranno come funghi, ma nessuno ha la struttura di analisi che ha Rapaport, anche se non tutti lo vedono nel modo giusto. Per me resta leader».

«Il fatto che il mercato sia fermo non significa che il diamante valga meno. Oggi, anche effettuando transazioni non puoi comunque ricevere la merce, mentre chi ha già i diamanti in casa se li trova deprezzati in un momento in cui non ha lavoro»

Giuliano Castrenze

È partner esclusivo in Italia per le certificazioni del gruppo olandese Giuliano Castrenze, di World Diamond Group, che comunque sulla scelta di abbassare il listino è critico. «Se diciamo che i diamanti sono un bene rifugio non si può pensare di abbassare i prezzi perché le borse stanno scendendo, considerando anche che quello dell’oro sale – sottolinea – Il fatto che il mercato sia fermo non significa che il diamante valga meno. Oggi, anche effettuando transazioni non puoi comunque ricevere la merce, mentre chi ha già i diamanti in casa se li trova deprezzati in un momento in cui non ha lavoro. Avranno fatto le loro valutazioni, ma in questo momento si sarebbero potuti mantenere i prezzi fissi. Vedremo se il lasciare la piattaforma da parte delle aziende sarà un avvertimento o una scelta definitiva».

 

 


1 commento

  1. Onelio says:

    Buongiorno se cominciamo a deprezzare i diamanti naturali ci sarà una Valanga di svendite che causerà una recessione irrefrenabile per paura di nn riuscire più a monetizzare i magazzini nn cadiamo in questa trappola o sarà la fine !!


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