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Questionario Federdettaglianti, calano le vendite ma cresce l’ottimismo

Tavola III quadrimestre 2011

Andamento vendite terzo quadrimestre, confermata tendenza al ribasso. Diffusi i dati del periodico questionario della Federazione nazionale Dettaglianti Orafi Confcommercio che evidenziano una contrazione coerente con l’andamento evidenziato nell’anno. Oltre ai numeri, l’indagine dell’associazione fornisce anche altre due informazioni: una maggiore frequenza di questo strumento, che è quadrimestrale e non più annuale, consentendo così alla Federazione di offrire uno strumento sempre più utile per il settore, e un più alto numero di gioiellieri che hanno preso parte al questionario, 480 pervenuti (circa il doppio di quelli precedenti), che mostra un aumento di sensibilità da parte della categoria su temi di interesse comune.

Il periodo settembre-dicembre, dunque, registra un calo generalizzato accompagnato però da una fiducia della categoria nella possibilità di trasformare la crisi in opportunità grazie ad una coesione del settore sempre più forte. Se per il 35% dei titolari di gioiellerie e oreficerie le vendite sono diminuite tra l’11% e il 20%, per ben il 20% la contrazione oscilla tra il 21 ed il 30%. Solo il 15 % ha riportato un calo delle operazioni tra il 5 ed il 10%. Vendite invariate per il 15% degli operatori che hanno partecipato al questionario. Se nel 2010 il 42% degli intervistati aveva denunciato un calo di vendite quantificabile tra il 21% e il 30%, ora il 43% continua  ad accusare un calo di vendita in identica percentuale. Per quanto riguarda l’oreficeria fine non firmata, il 35% ha riscontrato una contrazione tra il 5% e il 20%, mentre nel 2010 solo il 16% denunciava un calo di pari entità. Rimane costante al 34% la percentuale di coloro che hanno dichiarato una contrazione nelle vendite tra il 21% e il 30%. Dopo il forte calo degli ultimi mesi, rimangono stanzialmente stabili le vendite di oreficeria firmata, come ha riscontrato il 40% degli operatori. Per la gioielleria firmata il 15% degli operatori riscontra una situazione di stabilità, circa il 30% evidenzia una diminuzione inferiore al 5%, mentre una percentuale significativa (oltre la metà) pone in rilievo una contrazione delle vendite in percentuale oscillante tra il 5 % ed il 20%

Tavola III quadrimestre 2011

Se per il 30% degli operatori le vendite di gioielleria unbranded sono stabili, oltre la metà (il 54%) ha rilevato un calo tra il 5% e il 30% rispetto al medesimo periodo 2010.

Sempre negativo il trend per quanto riguarda l’argenteria per la casa – il 40% ha evidenziato  una diminuzione di vendite tra il 21% e il 30% mentre il 37% dichiara una situazione di  stabilità – ma i monili in argento si mostrano in fase di ripresa: probabile l’incidenza del fattore prezzo o di quello moda. Infatti, il 40% ha rilevato un incremento di vendite in percentuali variabili fino al 30% mentre il 25% non ha subito flessioni rispetto al 2010. Vale lo stesso per l’oggettistica in acciaio. Stabile per il 48% la domanda con cali nella media per la restante parte degli operatori coinvolti nell’indagine.

Tavola III quadrimestre 2011

Se fino al precedente quadrimestre (Maggio-Agosto 2011) nelle rilevazioni della Federazione la voce orologeria era volutamente generica, per questo ultimo quadrimestre dell’anno si è ritenuto utile e opportuno effettuare una suddivisione in quattro fasce di prodotto, sulla falsariga di quanto già richiesto dagli studi di settore. L’orologeria di altissima gamma (con prezzi di acquisto oltre gli 8.000 euro) non ha avuto battute d’arresto, anzi: al di là di una domanda stabile per il 55% degli operatori, ha registrato, in alcuni casi, un sensibile aumento. Addirittura il 18% degli operatori ha segnalato un incremento tra l’11% e il 20%. Per gli orologi da polso di alta gamma (tra i 3.000 e gli 8.000 euro) il 42% degli operatori registra una battuta di arresto con un calo tra il 5% e il 30% mentre per circa la metà la richiesta è risultata invariata. Situazione pressoché analoga per il prodotto di fascia media (fra i 500 e i 3.000 euro): il 51% degli operatori ha evidenziato una domanda invariata mentre circa il 41% che ha subito un vistoso calo di richieste in percentuali oscillanti tra l’11% ed il 30%. Non naviga in acque migliori la fascia di prodotto cosiddetta di entry level, vale a dire di prezzo fino a 500 euro. Se il 42% degli operatori ha segnalato un calo fino al 30 % con un picco nella fascia tra il 5% ed il 10%,  una buona percentuale non ha rilevato cali sostanziali.  Lascia ben sperare il 12% che ha riscontrato un aumento di interesse in misura tra il  5% ed il 10%.

Tavola III quadrimestre 2011

Il periodo di rilevazione è stato dal primo Gennaio al 23 Febbraio 2012: circa il 91 % dei questionari proviene da attività di tipo tradizionale situate in zone centrali (il 62%) e la stragrande maggioranza è costituita da società di persone. Spiccano tra queste le società individuali (43%), seguite dalle società di capitali con il 31% – ripartite tra società a responsabilità limitata (16%), società per azioni (7%), società di nome collettivo (8%) – e dalle società in accomandita semplice (16%). Il 10% non risponde alla domanda. Le attività coinvolte nella ricerca hanno una media di 2,4 addetti.

Tavola III quadrimestre 2011

Da rilevare la qualità delle risposte ottenute: non sono solo numeri i risultati emersi dalla compilazione, ma ciò che emerge è il mix di atteggiamenti e sensazioni dei dettaglianti che hanno colto nel questionario l’occasione per dar voce alle incertezze e a un certo diffuso disorientamento, soprattutto alla luce delle novità in materia fiscale. Spesometro, tracciabilità dei pagamenti, limitazioni all’utilizzo di contanti, redditometro sono i termini  più ricorrenti nell’ultima parte del formulario, dedicata alle osservazioni libere. Tra i commenti ricevuti, una parte degli operatori punta il dito contro l’eccessiva despecializzazione dei negozi: un ritorno a uno stile di vendita basato sulla capacità di suscitare emozioni potrebbe infatti contribuire, secondo gli intervistati, a risvegliare l’interesse verso la gioielleria. Molti ritengono che l’incertezza da parte del cliente sia temporanea, dato che, nei primi due quadrimestri del 2011, le vendite si sono mantenute stazionarie. Da questo può discendere un atteggiamento positivo, che può trasformare la crisi in opportunità: la volontà di rimboccarsi le maniche, insieme ai colleghi, appare forte. I risultati di un lavoro comune, del resto, sono decisamente incoraggianti, come dimostrano le azioni intraprese di recente in maniera particolarmente decisa e incisiva dall’intera categoria nei confronti del Governo, a partire dalla presentazione del documento articolato in 10 aree di intervento e 23 proposte operative sui temi di maggiore rilevanza per il comparto orafo, all’avanzamento della normativa sui materiali gemmologici (approvata alla Camera, ora si attende l’esito al Senato), all’abolizione del limite di mille euro per gli acquisti in contanti da parte di cittadini stranieri.

 


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