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Cinquanta finalisti da tutto il mondo per il “Cominelli Foundation Award for Contemporary Jewellery”

Manca poco più di un mese alla premiazione del “Cominelli Foundation Award for Contemporary Jewellery”: resi noti i nomi dei 50 finalisti che il 10 settembre, nella seicentesca sede della Fondazione Cominelli a Cisano di San Felice del Benaco (Brescia), potrebbero aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento.

Il premio internazionale per artisti orafi e designer, promosso dall’Associazione Gioiello Contemporaneo e dalla Fondazione Raffaele Cominelli, per il secondo anno consecutivo ha riscosso grande successo: oltre 160 domande di partecipazione, tra le quali Graziella Folchini Grassetto – gallerista, Studio GR20 di Padova – ha selezionato i finalisti in base alla capacità di distinguersi per ricerca, sperimentazione di linguaggi espressivi e valorizzazione del concetto di ornamento.

La premiazione avverrà sabato 10 settembre; ecco i nomi dei finalisti: Farrah Al-Dujaili, Rinaldo Alvarez, Nikolai Balabin, Suzanne Beautyman, Adrean Bloomard, Frederic Braham, Donna Brennan, Ximena Briceno, Sungho Cho, Beate Eismann, Cristina Filipe, Christine Graf, Adam Grinovich, Natasa Grandovec, Elisa Gulminelli, Catarina Hallzon, Dana Hakim, Peter Hoogeboom, Marta Hryc, Meiri Ishida, Sirya Knaapi, Jimin Kim, Helfried Kodre’, Agnes Larsson, Hadas Levin, Rita Marcangelo, Mi Mi Moscow, Margherita De Martino Norante, Daniela Osterreider, Barbara Paganin, Ruudt Peters, Emanuela Deyanova Ramjuli, Isabel Schaupp, Francine Schloeth, Sanna Svedestedt, Giovanni Sicuro, Katrin Spranger, Gisbert Stach, Maurizio Stagni, Bernhard Stimpfl Abele, Silke Trekel, Fabrizio Tridenti, Maria Trinidad Contreras, Barbara Uderzo, Felieke Van Der Leest, Tanel Veenreluzia Voigt, Andrea Wagner, Kaori Juzu, Petra Zimmermann.

I primi classificati saranno individuati da una giuria composta da Graziella Folchini, Robert Smit, artista orafo, Maria Cristina Bergesio, storica dell’Arte e del Gioiello Contemporaneo, Mauro Panzera, critico d’arte, Michele Cassarino, presidente Fondazione Cominelli, Bianca Cappello, storico e critico del gioiello.
Al primo classificato, ritenuto l’autore più meritevole, sarà assegnato un premio in denaro (3mila euro); un secondo premio andrà all’autore con la tecnica più innovativa (in palio un pc portatile) e tre menzioni speciali che riceveranno una targa.

Quest’anno la manifestazione sarà affiancata da una nuova sezione dedicata alla formazione presso Università, Istituti e Scuole di settore. Lo scopo è quello di confrontarsi con diverse direzioni formative nell’ambito dei “gioielli”, dalla progettazione alla formazione artistica e artigianale. Una mostra – aperta dall’11 settembre al 2 ottobre – presenterà i progetti e prototipi realizzati da 50 studenti del Corso di specializzazione in Design del Gioiello della Facoltà di Design del “Politecnico di Milano”, diretto da Alba Cappellieri.

Con la seconda edizione del Premio ci sarà anche l’inaugurazione di una Collezione Permanente della gioielleria contemporanea che si arricchirà di anno in anno di nuove opere, anche provenienti dal concorso. La selezione 2011 è ad opera di Bianca Cappello. La Collezione permanente diventerà un’importante testimonianza della Fondazione Cominelli.

“In soli due anni il Cominelli Award ha saputo ritagliarsi un posto prestigioso nel panorama del design orafo internazionale – racconta Rita Marcangelo, direttrice di Alternatives Gallery, selezionata tra i finalisti – e quest’anno, con la nascita della Collezione permanente, si è consolidata ulteriormente: è davvero un onore essere tra i 40 che potrebbero aggiudicarsi il premio”. (Nella foto in basso, Anello in argento ossidato e seta bruciata – 2011 di Rita Marcangelo).

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Graziella Folchini Grassetto (gallerista, StudioGR20 di Padova) che ha curato la selezione dei 50 finalisti.

TRA NATURALISMO E SIMBOLISMO: LA PREVALENZA DELLA LIBERA FIGURAZIONE

L’ampia adesione di artisti internazionali alla seconda edizione del “PREMIO PER IL GIOIELLO CONTEMPORANEO”, organizzata dalla Fondazione Cominelli, conferma come il progetto poggi su di una solida struttura: essa comprende l’ideazione di un concorso internazionale, previa accurata selezione degli artisti da invitare, siano essi già famosi o esordienti di talento; il giudizio di esperti nella ulteriore scelta dei partecipanti, sulla base della documentazione inviata; l’attribuzione di premi ed encomi da parte di una giuria internazionale.

Sarebbe interessante dare conoscenza, se ciò fosse possibile, dei presupposti che hanno informato il giudizio sui candidati prescelti in quanto le dissertazioni, ricche di problematiche sulle valutazioni, diventano esse stesse testimonianza di teoria critica. Le esclusioni, pur riconoscendo una certa alea di parzialità e di errore, possono determinarsi nonostante prove di abilità figurativa e tecnica, ma non sufficientemente innovative, non tali da proporsi come inediti percorsi espressivi.

Le generali tendenze riscontrate tra i molti artisti valutati confermano i profondi cambiamenti avvenuti nella gioielleria contemporanea in questi ultimi due decenni a cavallo del secolo. Ciò si giustifica anche per l’intensificarsi dell’apporto di nuovi indirizzi provenienti dall’Oriente, dall’America del Sud, da paesi anglosassoni come l’Australia e la Nuova Zelanda, la cui cultura è impregnata dell’ancestrale primitivismo e, in particolare, per il contributo originale dei paesi dell’Europa dell’Est.

Si registra una predominanza naturalistica nei diversi linguaggi, la cui espressione è arricchita dall’impiego, oltre che dei metalli, di materiali alternativi come carta, tessuti, plastiche. Un naturalismo irrealistico, ma non surreale, piuttosto concettuale nel suo inglobare una oggettistica indefinibile, in grado di assimilarsi totalmente alle componenti organiche; un naturalismo che si mostra spesso nella sua radicale formazione strutturale conservando tracce del processo germinale e, nel contempo, del proprio disfacimento; un naturalismo che si concepisce organizzato come un giardino di apparato, ricco di prospettive architettoniche, dove piante, fiori, frutta pur assumendo ruoli plastici simboleggiano un luogo interiore; un naturalismo che indaga i processi chimici a cui sono sottoposti gli elementi organici sino alla massima evidenziazione della loro macerazione e della loro trasformazione materista, brut; un naturalismo che coinvolge stilemi del passato, soprattutto dell’Art Nouveau, che, stranamente, si coniugano con elementi della Pop art.

È oltremodo importante segnalare una quasi totale assenza della cultura astratto-geometrica espressa nella purezza dei suoi canoni: è l’oggetto, esaltato in una sua dimensione assoluta, ad assumere il valore simbolico che, in anni precedenti, era affidato alle forme primarie. Il minimalismo trova trattazioni ricche di varianti sempre utilizzando oggetti archetipici che ne assumono il concetto di reiterazione. Le strategie costruttiviste, qualora trovino esemplificazioni, non si regolano secondo principi condizionati dal progetto originario, subendo invece interventi incongrui, imprevisti; spesso sono investite da segni emblematici, evocazioni simboliche che ne mutano l’essenza basata sulla semplice complessità geometrica. Alcune impostazioni costruttiviste sono contrassegnate da apporti meccanici o da modulazioni ricche di colorismi seducenti.

La figurazione oggettuale, già trattata in funzione minimalista, trova sperimentazioni molto interessanti nella interpretazione informale: essa tende a una movimentazione naturalistica oppure si fa coinvolgere da dati tecnologici che, perduta la forza propulsiva della meccanicità, si trasformano in un dato intimo, privato, totalmente assimilato in un linguaggio individualista.

Testimonianze originali emergono dalla necessità della narrazione, sia essa annotazione biografica, elaborazione mitologica o favolistica, dove l’arcano, il buffo, l’ironico e il fantastico si fondono. È il segno simbolico a scorrere preponderante coinvolgendo spazi astratti, volumetrie tecnologiche, paesaggi naturalistici, figurazioni fiabesche: in alcuni autori s’impone come autentica espressività esoterica con opere di grande impatto visivo. Intricati e inafferrabili movimentazioni spaziali, fantasiosi rituali mistici, citazioni recuperate da liturgie del tardo Romanticismo decadente, sono i percorsi iniziatici di un simbolismo che affonda radici e ripercorre ramificazioni antiche con un lessico contemporaneo.
Graziella Folchini Grassetto


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