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Purché diamante (non) sia

Yael Friedman, Diamonds are forever #2 anello in carta metallizzata

L’uso di regalare un diamante come anello di fidanzamento risale al 1477, quando l’Arciduca Massimiliano d’Austria chiese la mano di Maria di Borgondia. A più di cinquecento anni di distanza, perché non rinnovare la tradizione e lasciare i diamanti nel cassetto in favore di alternative più creative?

Il trucco è lasciare che carta, plastica, gomma, legno e qualsiasi altro materiale prendano il posto del tradizionale diamante taglio brillante. Et voilà, un’invasione di colorati ed eccentrici non-diamanti!

Yael Friedman, designer israeliana, ha fatto del diamante la linea guida per tutto il suo lavoro e ne ricrea le sfaccettature usando le tecniche e i materiali più disparati. La linea Diamonds are Forever sperimenta le possibilità di scomporre e ricomporre il diamante in vari materiali, ad esempio il tessuto, la cera o il cartone. Sono gioielli da assemblare o da comporre nel tempo, pensati per accompagnare le ricorrenze della vita della coppia esattamente come gli omologhi tradizionali in metalli preziosi e pietre.

Yael Friedman, Paper Anniversary solitario e fedina in carta

Paper Anniversary è una fedina in carta da legare con un cordino al solitario realizzato nel medesimo materiale. Will you Marry Me nasce dall’idea di un anello di fidanzamento da tenere sempre nel portafogli, nel caso in cui ci si trovi di fronte al più romantico dei tramonti e la fatidica proposta diventi inevitabile.

Sarah Kate Burgess suggerisce di stupire le fidanzate mostrando inventiva e doti creative: sul suo sito è possibile scaricare Do It Yourself Rings: anelli di carta da stampare, personalizzare, ritagliare, incollare e regalare.

Anika Smulovitz crea grandi diamanti origami ripiegando gli incarti di cioccolatini, che troneggiano luccicanti su anelli di carta come abbaglianti carati.

L’inglese Alex Laurie, interessata alla dimensione cinetica del gioiello, è la creatrice di Spinning Diamond Rings: anelli in argento sovrastati da una piccola lastra con incisioni sui due lati che ruotando velocemente creano l’immagine di un diamante.

La sua conterranea Myia Bonner utilizza il diamante ricreandone la struttura molecolare oppure riducendolo a sagoma monodimensionale, aumentandone le dimensioni fino a farne enormi pendenti tagliati al laser.

Quando non disegna le collezioni per il marchio danese Georg Jensen, Kim Buck crea opere  irriverenti che puntano a far riflettere sulle attuali convenzioni legate al gioiello.

Diamond Ring è un’opera realizzata a partire da una lastra metallica filettata che può essere indossata come un pendente a forma di stella oppure ripiegata per ottenere un solitario da portare al dito.

L’artista tedesca Lena Hülsmeier, affascinata dalle proprietà di uno speciale materiale olografico che permette di visualizzare su una superficie due immagini diverse a seconda della posizione dell’osservatore, crea gioielli di carta o tessuto che mutano in base al punto di vista rivelando di volta in volta foto di collier in diamanti o brandelli di pelle. L’anello della parure XSOXSO è un enorme brillante che si trasforma in una radiografia del dito che lo indossa.

Certo, se l’anello di fidanzamento dev’essere un pegno d’amore, trovarsene in mano uno di carta lascia qualche dubbio sull’intensità dei sentimenti dell’amato, ma se non altro dovrebbe far intuire abilità di bricoleur che saranno utili quando ci saranno librerie Ikea da montare.


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