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Pubblicità Thai in Italia

Nel suo gentile messaggio augurale (grazie!), l’imprenditrice vicentina Gabriella Centomo rilancia il concetto di “fare squadra”. Centomo è una delle pochissime persone che, nel settore orafo, hanno le carte in regola per fare discorsi di sistema. Lasciando perdere il passato, oggi fa parte del selezionatissimo gruppo di operatori che ha fondato Publiori (www.publiori.com), un consorzio per la promozione della pubblicità orafa in Italia, finanziata direttamente dai protagonisti della vicenda orafa nostrana. Evidentemente, è la stagione dei consorzi che si assegnano l’obiettivo di raccogliere fondi per la promozione del gioiello italiano.
Ad Arezzo, infatti, è stato fondato recentemente il Consorzio Oro d’Italia, che ha tracciato la linee-guida di un’iniziativa “Gioiello Italiano”. Ne riparleremo, come riparleremo di Publiori. Intanto, però, occorre rilevare – con dichiarata acidità – che i nostri amici thailandesi non sono stati lì a fare tanti consorzi: si sono riuniti nel segno del Department of Export Promotion del Ministero del Commercio e hanno varato una campagna pubblicitaria del gioiello thailandese su testate italiane (e presumibilmente non solo italiane). La head-line suona così: Vi siete mai chiesti dove sia stato realizzato il vostro anello preferito? Molto probabilmente in Thailandia!
Come vede, cara Centomo,dalle parti del vecchio Siam non hanno avuto bisogno di un incoraggiamento consortile per fare pubblicità ai gioielli nazionali e non solo fra le mura di casa. Anzi, sono venuti in casa nostra a insinuare (?) che molti prodotti made in Italy sarebbero in realtà made in Thailand. Qualcuno ha qualche commento da fare?


3 commenti

  1. Sonia Sbolzani says:

    Caro Roggini, vorrei poterLa smentire su entrambi i punti, controreplicando che 1) in Italia i consorzi sono garanzia di efficacia ed efficienza, 2) i gioielli italiani sono effettivamente “made in Italy”. Vorrei, appunto, ma non posso. Se potessi, significherebbe che siamo già riusciti a “fare sistema” e che la “governance” funziona davvero a tutti i livelli.


  2. convengo con la signora Sonia e viviamo la cosa come un’urgenza a fare squadra
    urge incontro con i consorzi che hanno lo stesso scopo altrimenti dimostriamo per l’ennesima volta che siamo cani sciolti e quindi non credibili
    a Lei dottor Roggini organizzazione di una tavola rotonda la Fiera di Vicenza
    sicuramente le dà attenzione
    buon lavoro
    gabriella


  3. Guido Persico says:

    Convengo con lei che le associazioni governative estere per lo sviluppo delle attività commerciali, sono il punto di forza di paesi come la Tailandia, Singapore, Hong Kong, India, Cina. Per evidenti interessi campanilistici, cambiamenti socio-culturali ed implicazioni politiche, in Italia siamo rimasti a guardare l’attuazione di concreti piani di sviluppo economico. A proposito di progresso, ricordo con sempre vivo stupore, ciò che avvenne in un convegno, organizzato ben 20 anni fa in quel di Vicenza, nel quale gli allora rappresentanti delle associazioni governative di Tailandia, Singapore, Hong Kong Stati Uniti, Canada, Giappone, Francia, Germania, Inghilterra ed Italia illustrarono la loro posizione nello scacchiere dell’economia orafa mondiale ed i loro piani di costruzione di scuole, formazione scolastica, progetti di acquisizione di know-how tecnologico, implementazione del terziario domestico, costituzione di aree fiscalmente facilitate e non soggette a dazi doganali d’esportazione. Il resto è cultura e senso patriottico. A proposito dell’amore alla bandiera, vorrei portare a conoscenza per chi non lo sapesse già, che ad oggi, in ogni sala cinematografica Indiana, prima della proiezione, tutti quanti cantano in piedi l’inno nazionale. In una delle più dinamiche realtà democratiche della Terra grandi e piccini sono orgogliosi di essere Indiani. Forse qui in Italia ci vorrebbe un po’ di quel bell’Amor di patria, inteso non come piacevole rifugio campestre ma come senso rispettoso delle istituzioni e della società, quale bene comune. Forse il resto verrebbe da sé.
    Guido


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