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Provincia di Arezzo e beni culturali, anche l’arte orafa per il rilancio del territorio

La produzione di gioielli copre il 54% di quella regionale. Uno studio avanza la proposta di un ‘competence center’ che unisca tutto il tessuto imprenditoriale

Le imprese orafe aretine rappresentano il 54% dell’imprenditoria settoriale della Toscana e le loro antiche tradizioni possono contribuire anche alla filiera culturale: è uno dei tanti dati emersi da uno studio promosso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, realizzato tra il 2011 e il 2012 da un gruppo di lavoro interdisciplinare coordinato dall’Ente Cassa e dal Centro di Ricerca ASK Art Science and Knowledge dell’Università Bocconi e formato dalla Cattedra Transdisciplinare Unesco Sviluppo Umano e Cultura di Pace dell’Università di Firenze e dal Centro di Statistica Aziendale – CSA di Firenze e la Provincia di Arezzo.

L’indagine, poi pubblicata in un volume ed effettuata tramite interventi di ascolto destinati a operatori, cittadini e associazioni, è per lo più incentrata sul sistema dei beni culturali ma è stata anche l’occasione per fare il punto sull’economia di Arezzo, trainata in modo significativo dalla produzione di gioielli. Lo spunto più rilevante emerso dalla presentazione dello studio è stata la necessità di un ‘competence center’ che potrebbe valorizzare e potenziare la già ricca filiera del sistema dei beni culturali del territorio aretino. Non una vera e propria struttura, ma un nucleo di competenze per integrare le ricchezze locali, un organismo in grado di dialogare con tutte le istanze del territorio.

Uno degli interlocutori potrebbe essere proprio il comparto orafo, visto il suo peso nel tessuto produttivo della provincia: la tradizione delle imprese che si basano sui mestieri d’arte è infatti considerata a pieno titolo una delle potenzialità che potrebbe dare ulteriore impulso economico. Secondo il censimento recentemente pubblicato, delle 29.033 imprese presenti nella provincia di Arezzo ben 9.776 sono artigiane (pari al 33,7% contro il 26,8% della media nazionale) e, nel capoluogo, la densità di imprese (83 ogni mille abitanti contro i 73 della media nazionale) resta elevata grazie proprio al manifatturiero (4.228 imprese di cui ben 1.270 sono le altre manifatture all’interno del quale ricade anche il settore orafo, che ne costituisce la gran parte).

Ognuno dei cinque Sistemi Economici Locali (SEL) analizzati – Alta Val Tiberina, Area Aretina, Casentino, Val di Chiana Aretina e Valdarno Superiore Sud – presenta peculiarità e vocazioni, tutte funzionali se coordinate e attive in modo congiunto. La pubblicazione, coordinata da Giovanna Del Gobbo con Armando Cirrincione, è stata presentata ieri nella sede della Provincia di Arezzo dal presidente Roberto Vasai, dal presidente dell’Ente Cassa Giampiero Maracchi e dai ricercatori coinvolti nello studio.


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