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Protezione del marchio “Swiss made”, manca solo l’ok del Consiglio degli Stati

Arriverà entro l’autunno la decisione della Camera alta del Parlamento elvetico: in gioco credibilità, fiducia del consumatore e posti di lavoro

Manca solo la deliberazione del Consiglio degli Stati, la Camera Alta del Parlamento svizzero, per terminare l’iter a sostegno dello Swissness Project, il progetto nato per tutelare l’origine dei prodotti e i marchi ad essa legati. Dopo gli interventi del Consiglio Federale e di quello Nazionale, è ora il turno del comitato degli Affari Legali del Consiglio degli Stati per raccomandare l’introduzione di una disciplina che protegga in modo efficace la proprietà intellettuale e offra sostegno concreto al brand “Swiss”.

L’industria orologiera svizzera occupa quasi 53mila addetti e 960 apprendisti per una quota di export di 19,3 miliardi di franchi (dato del 2011) e con questi numeri è uno dei settori più performanti dell’intera economia elvetica. È dunque necessaria una infrastruttura industriale che tuteli il marchio di provenienza e tutta la catena produttiva che ne deriva: in mancanza di questo, fa sapere la Federation of the Swiss Watch Industry – in prima linea su questo fronte -, gli abusi del marchio continueranno a moltiplicarsi con conseguenze pericolose per tutti i prodotti del paese, a partire dalla minata fiducia dei consumatori nel brand “Swiss”.

La proposta portata avanti con forza in questi anni riguarda l’attestazione di un minimo del 60 per cento di “valore svizzero” per i prodotti industriali, che riesca al contempo a evitare la diluizione del marchio, l’inganno del consumatore e la perdita di posti di lavoro. La parola, ora, è passata al Consiglio degli Stati, che si pronuncerà a breve – la decisione è attesa entro la fine di questo autunno – sulla opportunità di una normativa di tutela.


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