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Protesta orologiai, banchetti in piazza domenica a Bergamo

Dalle 9 alle 18 nuova iniziativa rivolta ai consumatori contro la stretta delle multinazionali sulle riparazioni e l’assistenza

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Un momento della manifestazione Banchetti in Piazza a Milano. A sinistra, Andrea Sangalli, presidente dell’Associazione Orafa Lombarda

Prosegue la protesta degli orologiai contro le difficoltà riscontrate dalla categoria nel settore dell’assistenza e delle riparazioni a causa di un oligopolio di fatto delle multinazionali sui pezzi di ricambio. Scendono di nuovo in piazza con banchetto al seguito i riparatori della Categoria Nazionale Orologiai di Associazione Orafa Lombarda, dopo l’iniziativa di Milano alla quale ha preso parte anche il presidente Aol Andrea Sangalli. L’appuntamento, domenica 12 giugno, è a Bergamo, dalle 9 alle 18, al Quadriportico del Sentierone.

L’obiettivo è informare il consumatore, coinvolto in prima persona dalla questione nel momento in cui avesse l’esigenza di rivolgersi al proprio laboratorio o negozio di fiducia per riparare il proprio orologio: la problematica riguarda circa 600 laboratori attualmente attivi su tutto il territorio nazionale. Il problema dell’approvvigionamento dei ricambi si era presentato già negli anni ’90, con l’avvento delle multinazionali svizzere e l’acquisizione graduale da parte loro di un consistente numero dei marchi orologieri.

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Orologiai in piazza a Milano. Domenica 12 giugno si replica a Bergamo

“Quando le grandi multinazionali sono arrivate ad acquisire la maggior parte dei marchi del settore dell’orologeria, hanno scoperto che il mercato delle riparazioni e dell’assistenza è un mercato economicamente importante – fanno sapere gli orologiai riparatori dell’Aol – Hanno quindi deciso di gestire direttamente questo business, impedendo agli orologiai di svolgere la propria attività, semplicemente non fornendo più loro i pezzi di ricambio”.

Domenica una delegazione di orologiai sarà presente con i propri banchetti per mostrare al pubblico un mestiere che rischia di scomparire. Contestualmente, la categoria fa appello alle istituzioni – come il Ministero dello Sviluppo economico, con il quale si è già aperto un dialogo a marzo – affinché si intervenga anche in sede europea. Dopo Bergamo, l’iniziativa di protesta “Banchetti in piazza” si sposterà a Brescia, Roma e in altre città italiane.


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