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Prosperare durante le crisi, l’industria del lusso si incontra a Vienna

In calendario dal 2 al 4 giugno il Luxury Summit organizzato dal Financial Times con la presenza dei più grandi produttori mondiali del comparto

Si riunirà dal 2 al 4 giugno a Vienna il mondo del lusso: produttori, dettaglianti e rappresentanti del comparto finanziario saranno i protagonisti del “Luxury Summit – Power, Politics and Profits” organizzato dal Financial Times per affrontare le principali questioni legate alla recessione globale e alle sfide che l’industria del lusso e i suoi marchi si ritrovano ad affrontare. Dagli accordi commerciali transfrontalieri agli assetti proprietari, nella tre giorni austriaca –  la location dell’evento è il Palais Liechtenstein – si cercherà di analizzare come il settore del lusso è riuscito non solo a resistere, ma in molti casi a prosperare negli ultimi anni.

L’industria legata ai beni di lusso – alta gioielleria, orologi, ma anche hotel, yacht, motori – è diventata una fonte sempre più importante di reddito e di occupazione così come un simbolo del patrimonio culturale di molte nazioni, di cui in alcuni casi è un vero e proprio ambasciatore. Il Summit ha l’obiettivo di analizzare in che modo questo comparto produttivo incide sulle singole realtà economiche e come sta cambiando il rapporto tra il mondo politico e i ‘giganti’ industriali. Ci sarà spazio anche per discutere di nuovi mercati, come la Cina, e delle misure di austerity che hanno colpito molti paesi europei.

Una sessione in particolare analizzerà tre case studies che consentiranno di comprendere in che modo i diversi modelli proprietari (Ipo, cioè Offerta Pubblica Iniziale, privato e fondi di private equity) influiscono sul tipo di business.Trattandosi di un settore globale, si discuterà dell’opportunità di proprietà e strutture esecutive transfrontaliere, dei vantaggi di tale cooperazione e della ‘durata’ di questo fenomeno.Un focus riguarderà anche l’atteggiamento filantropico di molte imprese del lusso, sempre più richiesto dai consumatori, e come sia possibile partecipare a iniziative benefiche senza il rischio di sfruttarle in modo scorretto.

Infine, molto è stato fatto per alcune produzioni caratterizzate da una forte identità nazionale (prima fra tutte, il made in Italy): il Luxury Summit metterà sul tavolo le diverse istanze per comprendere le potenzialità dei ‘made in’ e le difficoltà per molti brand di continuare a produrre in patria. Si comincia il 2 giugno alle 18.30 per proseguire il 3 e il 4 con i focus, ai quali parteciperanno illustri personaggi di questo settore, tra cui Alexis Babeau, Amministratore del segmento lusso del gruppo PPR (oggi denominato Kering); Karel De Gucht, Commissario europeo per il commercioChristophe Navarre, amministratore di Moët Hennessy (gruppo Louis Vuitton); e Markus Langes-Swarovski, presidente Swarovski. Martedì 4 i lavori terminano alle 13.


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