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“Cultura Crea”, finanziamenti per le imprese orafe di produzione

Agevolazioni finanziarie per nuovi investimenti nelle imprese orafe operanti in alcune aree delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia : lo prevede il programma “Cultura Crea” promosso dal Ministero dei beni Culturali e gestito da Invitalia. Le domande di agevolazione potranno essere presentate a partire dal 15 settembre 2016.

Tra le varie azioni finanziabili, il programma prevede anche gli investimenti finalizzati al recupero ed alla valorizzazione delle produzioni tipiche locali, tra cui la manifattura orafa.

Vediamo nel dettaglio la natura e le modalità di accesso alle agevolazioni.

Imprese agevolabili : imprese orafe di produzione costituite da almeno 36 mesi sotto forma di società di persone o capitali (non sono ammesse le ditte individuali) operanti in uno dei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale. L’elenco è allegato al D.M. 11 maggio 2016 ed è consultabile sul sito www.invitalia.it. Tra i comuni compresi vi sono alcune delle città più importanti, come Napoli, Caserta, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone, Matera, e diverse decine di Comuni minori.

Programmi di investimento agevolabili : gli investimenti, di valore non superiore a 500.000 Euro, inseriti in una o più dei seguenti ambiti:

  1. fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori culturali;
  2. promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali;
  3. recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi.

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E’ evidente che l’ambito di riferimento per le imprese orafe è il n. 3, anche se nulla vieta che un progetto di investimento possa essere trasversale a più ambiti, come potrebbe essere il caso della creazione di una linea di gioielli ispirata ad un attrattore culturale del territorio.

Sono agevolabili solo gli investimenti avviati dopo la presentazione della domanda.

Spese ammissibili :

  1. a) macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione;
  1. b) beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Tutti i beni agevolabili devono essere nuovi di fabbrica e di importo superiore a 500 euro. Sono, inoltre, ammissibili i seguenti costi di gestione, nel limite del 20% dell’investimento, sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione e, comunque, entro e non oltre 6 (sei) mesi dalla data di ultimazione dell’intervento:

  1. a) personale interno qualificato del soggetto beneficiario, limitatamente alle figure professionali di elevato profilo, in possesso, cioè, di un diploma di scuola secondaria di secondo grado ed assunte a tempo indeterminato dopo la data di presentazione della domanda ed impiegato nell’area produttiva; il costo del personale interno è determinato sulla base del costo aziendale annuo complessivo per risorsa;
  1. b) servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  1. c) consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia, a condizione che siano connesse all’investimento e funzionali all’avvio delle attività.

Entità delle agevolazioni : le agevolazioni sono costituite da un finanziamento a tasso zero pari al 60% dell’investimento della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento, e da un contributo a fondo perduto pari al 20% dell’investimento. Tali percentuali sono elevate al 65% e 25% in caso l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

Come si vede, il finanziamento complessivo arriva a coprire l’80% o nei casi prima indicati anche il 90% dell’investimento.

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Attenzione : l’agevolazione viene erogata secondo la regola del de minimis, in base alla quale una singola impresa non può ottenere più di 200.000 euro di aiuti classificati come de minimis in un triennio. Occorre dunque fare attenzione agli eventuali aiuti ottenuti nel triennio precedente per non sforare tale soglia.

Valutazione delle domande : la valutazione delle domande viene effettuata secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento risorse. L’ammissibilità delle domande viene valutata in base a quanto dichiarato dal proponente nel business plan che accompagna la domanda, secondo diversi parametri : il curriculum del proponente, la sostenibilità finanziaria e la coerenza dell’investimento rispetto agli obiettivi dichiarati, le potenzialità di mercato, l’innovazione di processo e di prodotto, l’impatto sul territorio e sulla promozione degli attrattori culturali.

Presentazione delle domande : Le domande di agevolazione possono essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del giorno 15 settembre 2016, esclusivamente per via elettronica, sul sito internet www.culturacreativa.beniculturali.it, utilizzando l’apposita procedura informatica e compilando online il modulo di domanda.

Il bando con gli allegati, il facsimile del modulo di domanda e tutta la documentazione relativa al programma è scaricabile al link www.invitalia.it


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