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Prodotti contraffatti, è guerra tra Kering e Alibaba

Uno scontro tra giganti: un gruppo di aziende del gruppo Kering fa causa al colosso cinese di e-commerce Alibaba, che si difende sostenendo che l’accusa “non ha alcun fondamento”. Nuovo capitolo nelle battaglie legali tra produttori di beni di lusso e piattaforme di vendita on line: dopo la guerra tra alcune imprese come Dior e Louis Vuitton contro eBay, stavolta a essere travolto è il numero uno asiatico dello shopping on line.

L’azione legale, presentata alla corte federale di Manhattan (Alibaba dall’anno scorso è quotato sul listino di Wall Street), si fonda sull’ipotesi che la piattaforma abbia consentito la vendita di prodotti contraffatti: il gruppo del lusso chiede un risarcimento per i danni subiti per la messa in vendita di imitazioni dei propri beni, in particolari del marchio Gucci America.

“La denuncia non ha alcun fondamento e sarà combattuta con vigore”, fa sapere Alibaba con una nota di risposta. Melanie Lee, una portavoce della società asiatica, precisa che il gruppo da sempre collabora con numerosi marchi per aiutarli a proteggere i loro diritti secondo le norme che disciplinano la proprietà intellettuale. “Abbiamo alle spalle una storia forte che dimostra le nostre intenzioni – spiega -. Sfortunatamente, il gruppo Kering ha scelto la strada di una dispendiosa azione legale invece di una cooperazione costruttiva”.

Sempre la nota fa sapere che lo scorso anno ha lavorato fianco a fianco con altri marchi come Nike e Adidas per rimuovere scarpe, orologi e borse risultati contraffatti e messi in vendita sulla piattaforma al dettaglio Taobao Marketplace, che fa parte del gruppo, che ha anche sottoposto a segnalazioni oltre 40mila venditori.


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