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Primo viaggio dell’ICE al JIS Miami: ecco i commenti degli espositori

Il padiglione italiano organizzato dall’Agenzia ha riunito 43 imprese orafe simbolo del made in Italy: ecco com’è andata la fiera secondo le aziende presenti

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Quarantatré aziende del made in Italy orafo compatte nel presentare l’immagine del gioiello italiano al JIS Miami di ottobre: grande successo per la collettiva organizzata dall’Agenzia Ice alla manifestazione fieristica di riferimento per il mercato del Nord e Centro America, quest’anno organizzata per la prima volta da Reed Exhibition (la società che organizza anche il JCK Las Vegas).

L’ICE si è fatta carico dell’affitto dell’area e dell’allestimento di uno spazio espositivo di circa 330 mq complessivi, nel Miami Beach Convention Centre. “Abbiamo ricevuto una risposta importante sia dal punto di vista delle richieste sia dal punto di vista della soddisfazione a margine dell’evento – fanno sapere dall’Agenzia Ice -. In effetti, il prodotto italiano si distingueva in maniera netta all’interno della fiera. Ci sono stati contatti nuovi e ci si attende per le prossime edizioni una crescita del livello degli operatori. Gli espositori abituali della manifestazione, inoltre, hanno notato un miglioramento del livello dello show, oltre che dell’area italiana, che in tale contesto ha aiutato a qualificare la fiera, grazie alla varietà e al livello delle produzioni presentate”.

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Ma qual è il buyer tipo del JIS Miami? “Il riferimento immediato va al dettaglio dei Caraibi e dell’America Centrale e dell’America Latina, ma naturalmente c’è anche una grossa fetta di compratori dagli Usa e dal Canada, come ci hanno riferito le aziende stesse – prosegue l’Ice -. L’affluenza non è stata al suo massimo, purtroppo, a causa dell’uragano che aveva colpito la zona pochi giorni della fiera e delle elezioni negli Usa. Ad ogni modo, siamo molto soddisfatti: il nostro allestimento era di gran lunga tra i più eleganti: i moduli erano disponibili a 2 o 3 vetrine, quindi lineari o angolari. All’interno dello stand, oltre alle attrezzature base per lavorare, c’era un grande poster verticale di 2 metri di altezza che raffigurava un’immagine scelta dall’azienda, il nome della società e il numero dello stand”.

In tutto 43 aziende hanno partecipato alla collettiva: imprese provenienti da tutti i distretti orafi italiani, Vicenza, Valenza, Arezzo, Napoli e Torre del Greco. Dall’alta gioielleria al gioiello fashion, dal corallo ai pezzi unici, la collettiva ha contribuito a diffondere nelle Americhe un’immagine di alta qualità. Gli espositori si sono dichiarati soddisfatti, come dimostrano le testimonianze raccolte da Preziosa Magazine.

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Marco Simeone (BySimon)

“È stata un’esperienza estremamente nuova e interessante, il padiglione italiano era ben organizzato ed il personale Ice molto gentile – racconta Marco Simeone, titolare dell’azienda By Simon, presente al JIS Miami con tutti i suoi brand -. Ottima anche la location: Miami è il perfetto punto d’incontro tra gli Stati Uniti e il Sud America. Purtroppo le imminenti elezioni americane e il ciclone della settimana precendete hanno ridotto l’affluenza di persone in fiera, ma una cosa è certa: ci risaremo anche il prossimo anno”.

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Lo stand di By Simon nel padiglione italiano al JIS Miami
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Sofia (Carole Chabrand)

Un parere positivo condiviso anche da un altro brand, Carole Chabrand“L’ICE ha preparato un padiglione molto ben curato e improntato ad un design molto sobrio ma elegante, tale da far risaltare tutti i prodotti provenienti dai vari distretti orafi italiani – spiega Sofia -. Inoltre l’Agenzia Ice ha pubblicizzato direttamente sul portale della fiera il padiglione italiano come novità assoluta di questa edizione. Senza dubbio c’è stato interesse da parte dei compratori esteri provenienti specialmente dal Sud America e molti sono stati i contatti stabiliti tra le aziende e potenziali compratori che sono stati incontrati grazie alla fiera. Nel nostro caso, siamo stati contattati da gioiellerie sia dell’America del Sud che di quella del Nord, attratti dalla novità della nostra lavorazione specifica, ma anche da alcuni distributori. Si tratta per noi di un’ iniziativa molto valida e che vorremmo ripetere in quanto apre le porte al mercato americano”.

Il buyer in visita al JIS Miami è alla ricerca soprattutto di prodotti disponibili sul pronto di fascia alta. Ma l’esperienza fieristica di questa edizione dimostra che la presenza collettiva lascia spazio a tutte le anime del made in Italy di trarre vantaggio da questo contesto.

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Lo stand della Roberto Giannotti nel padiglione italiano al JIS Miami
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Alessia Alvino (Roberto Giannotti)

“Il nostro prodotto ha trovato grande risposta soprattutto nei buyer del Sud America – spiega Alessia Alvino, dell’ufficio marketing della Roberto Giannotti -, un mercato che condivide con noi una concezione strettamente all’emotività del gioiello. Un’emotività che trova ampio respiro nella Angel philosophy, la grande storia raccontata da ciascuno dei nostri prodotti legati agli Angeli. In America Latina è ancora molto diffusa la tradizione di battesimi, comunioni e celebrazioni religiose: in questo contesto il nostro gioiello è un regalo ideale. Quanto all’iniziativa Ice, l’Agenzia ha messo a nostra disposizione un personale efficiente e impeccabile”.

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Vincenzo Rajola

Tra le 43 aziende coinvolte c’erano anche nomi che con la fiera americana avevano già familiarità, come Rajola. “È una fiera in cui siamo presenti da tre anni – spiega Vincenzo Rajola – e abbiamo verificato nel tempo la sua utilità per il nostro prodotto. Naturalmente, andarci in collettiva ha dimostrato un grande valore aggiunto: si respirava realmente italiano. Dobbiamo fare i complimenti all’Agenzia Ice, che ci ha messo a disposizione stand eleganti curati nei minimi dettagli. L’immagine complessiva che ne è venuta fuori ha sicuramente rafforzato l’idea del gioiello italiano: e per questo dobbiamo ringraziare anche la grande attività di promozione che l’Ice ha portato avanti in questi mesi. Tutti i buyer erano a conoscenza della collettiva, incuriositi dall’immagine, certo, ma anche pronti a fare affari con le aziende italiane”.

 


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