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Prima vendita all’incanto di gioielli per Aste BOLAFFI

Prima vendita all’incanto di Gioielli per Aste Bolaffi e l’appuntamento è fissato per il 15 marzo al Grand hotel et de Milan, a Milano. Oltre 400 i lotti con gioielli d’epoca, diamanti, pietre di colore e oggetti provenienti da selezionate committenze private italiane ed estere.

Prima vendita all’incanto di Gioielli per Aste Bolaffi

Come ha dichiarato l’amministratore delegato Filippo Bolaffi «Dopo una lunga e approfondita due diligence, Aste Bolaffi S.p.A. debutta ufficialmente nel mercato internazionale di gioielli e pietre preziose. La nascita del nuovo dipartimento dedicato al settore segna un ulteriore successo per la nostra maison. L’obiettivo che ci poniamo è diventare punto di riferimento in Italia anche per questo ambito che, all’estero, è già protagonista di importanti appuntamenti».

«L’asta presenta un’offerta ampia e affascinante, in grado di soddisfare appassionati e collezionisti: dalla collana ottocentesca in stile archeologico ai gioielli decò in platino, dai volumi importanti delle produzioni degli anni Cinquanta e Sessanta fino ai coloratissimi orecchini e spille della collezione Fin, oltre a una selezione di diamanti di varie carature», afferma l’esperta Bolaffi di gioielli, Maria Carla Manenti.

Prima vendita all’incanto di Gioielli per Aste Bolaffi

Alcuni pezzi portano le firme Cartier, Buccellati, Tiffany & Co, Repossi, Van Cleef & Arpels, Patek Philippe. Il Top lot è un anello di platino con diamante taglio smeraldo da 5,29 carati con una base d’asta di 130mila euro, tra gli highlight un diamante sciolto rotondo da 7,25 carati (base 40mila euro) e uno smeraldo colombiano incastonato in un anello di platino e diamanti degli anni Settanta (base 30mila euro).

Prima vendita all’incanto di Gioielli per Aste Bolaffi

Nella prima sessione saranno battute le creazioni della gioielleria torinese Musy, storica fornitrice di Casa Savoia, un orologio da tasca e un bracciale, doni di nozze di Umberto I a una famiglia nobile piemontese (base mille euro ciascuno); un Patek Philippe da tasca dei primi del ‘900 con scatola e garanzia originali (base 2mila euro) e una collezione di orologi del ‘700. Nel capitolo dedicato ai pezzi storici figurano collane ottocentesche e Art Nouveau, gioielli anni ‘50 e ‘60 e un girocollo di Van Cleef & Arpels d’oro e diamanti (base 6mila euro). Tra le particolarità, invece, una targa-ricordo d’oro della Juventus FC con incise le firme dei giocatori e la data “Natale 1976” (base 1.500 euro), che non mancherà di incuriosire collezionisti e tifosi.

Prima vendita all’incanto di Gioielli per Aste Bolaffi

La seconda sessione apre con i gioielli appartenuti a Pina Maule Fin: 83 lotti, monili eccentrici e originali, rappresentativi delle maison torinesi Fasano, Capello e Marchisio. Seguono i top lot del catalogo, a partire dall’anello di platino con diamante rettangolare da 5,29 carati, colore D e purezza VVS2, accompagnato da certificato GIA (base 130mila euro); il diamante non montato di taglio rotondo di notevole caratura (7,25) e ottima purezza, dotato di certificato IGR di Roma (base 40mila euro) e lo smeraldo da 6,50 carati, di eccezionali colore e trasparenza, proveniente dalla nota miniera colombiana Muzo, incastonata in un anello di platino e diamanti degli anni Settanta. La gemma non presenta alcun trattamento né con olii, né con resine (base 30mila euro).

La maison Cartier è rappresentata da un’importante spilla in oro e diamanti degli anni Quaranta (base 10mila) e una a forma di tartaruga di oro e agata bianca con occhi di piccoli diamanti (mille euro), per Buccellati due pendenti, di cui uno di perle e diamanti taglio brillante degli anni Settanta (base 3mila), e un anello. Frascarolo è presente con un bracciale raffigurante un orso in oro e smalti appartenente al “Bestiario feroce” (base 4.500 euro)

Prima vendita all’incanto di Gioielli per Aste Bolaffi

Molto interessanti un bracciale di platino e diamanti da 25 carati con il punzone del Fascio (base 10mila euro) e un secondo bracciale a motivi geometrici in pavé di diamanti degli anni Trenta (base 15mila euro). Chiude l’asta una scatola Fabergé San Pietroburgo in argento lavorata a guilloché con smalto rosso e azzurro translucido, decorata con ghirlande e fiocchi e l’aquila imperiale zarista al centro (base 7mila euro).

Un capitolo speciale è dedicato ai gioielli donati dall’imprenditrice e filantropa Pina Maule Fin alla onlus torinese “Area”, i proventi andranno a finanziare le attività dall’associazione a sostegno delle persone disabili.

www.bolaffi.it


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