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Preziosi usati, un tour in Italia per dare maggiore chiarezza

È iniziato a luglio, con l’entrata in vigore della nuova norma sulla compravendita di oggetti usati, il roadshow della Federazione in tutta Italia. Il presidente Aquilino: “Un vero tour de force”

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Una delle tappe del roadshow di Federpreziosi

Le nuove norme sulla compravendita di preziosi usati contenute nel decreto legislativo 92/2017 sono in vigore dal 5 luglio scorso, mentre ancora si attende l’istituzione del Registro nazionale degli operatori compro oro presso l’OAM/Organismo Agenti e Mediatori. Molti aspetti della normativa presentano ancora profili non chiari agli operatori ed è per questo che Federpreziosi Confcommercio ha intrapreso, già dall’indomani dell’approvazione del decreto, un tour nelle sue diramazioni provinciali per aiutare i dettaglianti a districarsi tra le nuove regole. A fine anno saranno stati circa 35 gli incontri portati in giro per il paese, dalla Puglia alla Toscana, dalla Sicilia alla Campania.

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Giuseppe Aquilino

“Era il 2009, ero all’inizio del mio primo mandato e si parlava di ‘Aquilino al Giro d’Italia’ – spiega il presidente Giuseppe Aquilino -. Ero da poco alla guida di Federpreziosi, allora ancora Federdettaglianti, e con il direttore Steven Tranquilli abbiamo ritenuto indispensabile “metterci in strada” per incontrare su tutto il territorio nazionale, tappa dopo tappa, il maggior numero possibile di operatori a vario titolo rappresentativi della categoria per discutere in presa diretta situazioni, prospettive, programmi. Ritenevamo – e l’esperienza fatta allora ci ha dato ragione – che il faccia a faccia fosse il sistema migliore per un’analisi realistica delle tematiche e dei problemi della categoria, differenti a seconda delle realtà territoriali e difficili da affrontare in occasione delle riunioni ufficiali. Da allora l’impegno della Federazione ha sempre seguito il concetto di incontri nelle sedi dei nostri associati per confronti immediati e diretti, per discutere e chiarire in modo più puntuale ed efficace problematiche ed esigenze di tutti e di ognuno. Questo  nuovo ‘Giro d’Italia’ intrapreso sul tema specifico della nuova normativa per  la compra-vendita di oggetti preziosi usati – che possiamo definire un vero e proprio “tour de force” – è stato indispensabile viste le complessità e le grandi difficoltà che ci troviamo ad affrontare a causa di regole di difficile applicazione per le nostre gioiellerie, prevalentemente a conduzione familiare”.

A spiegare a Preziosa Magazine il contenuto degli incontri organizzati da Nord a Sud – ieri a Salerno, con la Federpreziosi provinciale, unica tappa campana del 2017 – è il direttore di Federpreziosi Steven Tranquilli, che segue il tour organizzato in collaborazione con rappresentanti territoriali della polizia amministrativa e i reparti di polizia valutaria della Guardia di Finanza.

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Steven Tranquilli durante uno degli incontri territoriali promossi da Federpreziosi

“L’idea di ripetere il format del roadshow è nata dall’esigenza di una maggiore chiarezza sul decreto 92/2017 che cambia le operazioni per la presa in carico di oggetti preziosi e dell’attività permutativa con una serie di incombenze per tutti gli operatori, come l’identificazione del cliente attraverso documento d’identità, la compilazione di una scheda, doppia fotografia dell’oggetto preso in carico e la segnalazione di oggetti di provenienza sospetta all’unità informativa finanziaria. Come se non bastasse, va anche aperto un conto corrente dedicato a queste transazioni e sussiste una limitazione all’uso di contanti di 499,99 euro. Insomma, un’operazione piuttosto complessa, se si pensa che tutto questo va garantito anche nel caso in cui la compravendita di usato avvenga una sola volta”.

Come si stanno svolgendo gli incontri? Quali suggestioni sono arrivate dalla categoria?

“Gli incontri sono finalizzati al confronto ma soprattutto al chiarimento degli aspetti più controversi della normativa. A questo va aggiunto che con noi è sempre presente un responsabile della polizia amministrativa e uno del reparto di polizia valutaria della Guardia di Finanza, che ci aiutano sui risvolti concreti delle nuove regole. Ne ripercorriamo la genesi per spiegarne le motivazioni: il decreto è frutto del recepimento nazionale della quarta direttiva antiriciclaggio dell’Ue dedicata alle attività a rischio di proventi illeciti. Tutti gli adempimenti previsti, tra l’altro, costituiscono valida modalità di assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 128 del Testo Unico delle Leggi di pubblica Sicurezza“.

Quali sono i profili che destano maggiori dubbi?

“Innanzi tutto la complessità delle operazioni. Si immagini un gioielliere in negozio impegnato nella vendita al pubblico: se entra una persona che vuole vendere un oggetto usato, il dettagliante dovrà interrompere ogni altra attività per identificare il cliente, fotografare l’oggetto e così via. Inoltre, dovrà verificare in tempo reale le quotazioni dell’oro da fonti attendibili. L’altra grande perplessità riguarda l’equiparazione di fatto tra chi esercita questa attività in modo prevalente, come per esempio i compro oro, e chi la esercita in modo non prevalente, come i gioiellieri. Durante un’audizione parlamentare a cui abbiamo partecipato a febbraio avevamo chiesto l’attribuzione di un codice Ateco dedicato a chi svolge attività prevalente, ma non è stato inserito alcun riferimento nella norma definitiva”.

A che punto è oggi l’applicazione della norma?

“Il decreto è in vigore dal 5 luglio e da allora tutti sono tenuti a uniformarsi. Manca però ancora il Registro nazionale degli operatori compro oro presso l’OAM/Organismo Agenti e Mediatori, che conterrà l’elenco di tutti coloro che comprano e vendono preziosi usti, che prevederà tra l’altro il versamento di un contributo in denaro il cui importo non è ancora noto. Per la sua istituzione, ci saranno tre mesi di tempo a partire dal decreto del Ministero delle Finanze che lo scorso 10 novembre ha chiuso le consultazioni pubbliche. Insieme a Confindustria Federorafi stiamo lavorando all’apertura di un dialogo per valutare alcune modifiche alla normativa, che tengano conto della concreta operatività dei nostri settori”.


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